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Caccia al tesoro a tema Santa Rosalia per famiglie alla Cattedrale di Palermo

Una caccia al tesoro per bambini e adulti è in programma domenica 17 marzo alla Cattedrale di Palermo: l'iniziativa in onore di Santa Rosalia

Per domenica 17 marzo, in occasione del 400° anniversario dal ritrovamento del corpo di Santa Rosalia, alla Cattedrale di Palermo è stata organizzata una caccia al tesoro per adulti e bambini.

Caccia al tesoro alla Cattedrale di Palermo: l’evento

La caccia al tesoro a tema si inserisce nel fitto programma di iniziative per il 400° Festino di Santa Rosalia, che sta prendendo forma in vista delle celebrazioni ufficiali in programma a luglio. Non mancano in tal senso le iniziative dedicate ai più piccoli, come quella in programma domenica 17 marzo.

La partecipazione all’evento è gratuita e, a far compagnia ai bambini partecipanti, dovranno esserci degli adulti di riferimento, che potranno supportarli nella caccia al tesoro. Il ritrovo è previsto per le ore 11.00, a conclusione della Messa delle 9.45, nel piano della Cattedrale, in Via dell’Incoronazione 9. L’iniziativa dunque coinvolge tutta la famiglia, garantendo una mattinata all’insegna del divertimento, in una cornice meravigliosa.

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L’anniversario del ritrovamento del corpo di Santa Rosalia

La caccia al tesoro alla Cattedrale, come detto, non sarà l’unica iniziativa in onore di Santa Rosalia in programma in questi mesi. Con l’arrivo del 2024, infatti, sono ormai passati 400 anni dal lontano 1624, anno in cui la peste dava il tormento alla città di Palermo. È allora che, all’interno di una grotta, a Monte Pellegrino, vennero ritrovati alcuni resti ossei della Santuzza, inglobati in una massa di pietra calcarea, scolpita dal continuo gocciolio d’acqua. La connessione a Santa Rosalia fu immediata, dato che, secondo la leggenda, la Patrona aveva abitato proprio in quelle grotte.

Si racconta anche che le indicazioni circa la grotta che conteneva le ossa siano state date proprio dalla Santuzza, in un’apparizione a una malata: Girolama La Gattuta, una ricamatrice di Ciminna che in quell’anno si trovava all’Ospedale Grande di Palermo. La Santa, che all’apparenza alla donna sembrò una suora, le assicurò che sarebbe guarita, chiedendole di salire sul Monte Pellegrino come voto. La guarigione avvenne miracolosamente a pochi giorni di distanza. Girolama però non prese sul serio la richiesta e non portò a termine il suo compito. La malattia, quindi, tornò ancora più aggressiva e la costrinse ad adempiere al voto con nuova speranza. Quando giunse alla grotta, vide nuovamente Santa Rosalia, che le indicò il luogo in cui si sarebbero poi ritrovate le reliquie.

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