lunedì | 15 Luglio | 2024
MARCO PETROLITO
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A contraddistinguermi è la passione per la musica e l'arte. Ma amo anche viaggiare ed il buon cibo. E vivo di sport. Giornalista da quasi 20 anni per provare a raccontare e a trasmettere, con la scrittura, le emozioni legate al mio mondo.

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Siracusa, la tassa di soggiorno aumenta: scatta la protesta degli albergatori

Novità per l'imposta di soggiorno a Siracusa, arriva il costo variabile e la stretta sui B&B: scatta il dissenso degli albergatori

MARCO PETROLITO
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A contraddistinguermi è la passione per la musica e l'arte. Ma amo anche viaggiare ed il buon cibo. E vivo di sport. Giornalista da quasi 20 anni per provare a raccontare e a trasmettere, con la scrittura, le emozioni legate al mio mondo.

La tassa di soggiorno a Siracusa viene ufficialmente rimodulata. Alla luce della netta crescita del settore turistico, sono state deliberate una serie di novità che ne hanno aggiornato le condizioni: tanti operatori del settore stanno protestando accusando l’amministrazione di voler soltanto fare “cassa”.

Cos’è la tassa di soggiorno e perché si paga: nuove regole a Siracusa 

La tassa di soggiorno rappresenta l’imposta dovuta da chi soggiorna nelle strutture (alberghiere o extra alberghiere) situate al di fuori del comune di residenza. È il gestore della struttura ricettiva, poi, che s’impegna a versare il ricavato al relativo Comune d’appartenenza.

A Siracusa sono state di recente introdotte molte novità che, in generale, “diversificano” il capoluogo da tutti gli altri della Sicilia: ciò sta provocando un certo malumore tra gli operatori. Oltre ad aver aggiornato le tariffe tenendo conto dell’incremento del numero dei visitatori, l’amministrazione ha puntato, così come si prevedeva, ad una stretta nei confronti del settore extra alberghiero, visto il proliferare degli affitti brevi (B&B e case vacanze) ma anche alla modifica nella procedura di riscossione

Le locazioni brevi (della durata non superiore a 30 giorni) “subiscono” un’estensione da 4 a 7 giorni per quel che riguarda il pagamento dell’imposta: è proprio in questo che consisterebbe il significativo introito per le casse comunali che, tuttavia, come spiegano da palazzo Vermexio, si tradurrebbe in una serie di miglioramenti nella qualità dei servizi per il territorio ed in un incremento della permanenza media in città da parte dei visitatori.

Tra le peculiarità della nuova delibera vi è l’esenzioni dall’imposta per gli atleti delle nazionali olimpiche che soggiornano a Siracusa (cosa, questa, capitata spesso negli ultimi anni), con un provvedimento che naturalmente andrà a valere per gli atleti di qualsiasi nazionalità

Scatta la contestazione: il motivo

Sarebbe soprattutto l’aliquota variabile quantificata dal 2 al 4% sul costo del pernottamento (comprensivo di eventuale colazione) con il limite massimo di 5 euro a persona una delle tante modifiche effettuate che stanno provocando malcontenti agli operatori del settore turistico.

La tassa da pagare in base al costo della stanza non è stata accolta bene nemmeno dalla sezione turismo di Confindustria Siracusa. “Saremo gli unici in Sicilia ad applicare un costo per gli albergatori da dover aggiungere alla tariffa come “servizi aggiuntivi” con gravi conseguenze a livello di percezione del turista. L’imposta di soggiorno a percentuale agevola chi vende pernottamenti e non chi lavora per costruire una proposta integrata di soggiorno, spiegano i rappresentanti.

Anche “Noi Albergatori Siracusa” del presidente Giuseppe Rosano si dice “contraria alla scelta di far pagare una percentuale in base ai servizi aggiuntivi. Si va così a raddoppiare il costo dell’imposta di soggiorno. Questo tipo di scelta è stata adottata in Italia solo all’interno di una realtà dove i servizi ci sono davvero come Bergamo”.

Dissenso pure per la tassazione estesa a 7 pernottamenti consecutivi: “Una decisione folle – ha aggiunto lo stesso Rosano chiedendo un incontro con l’amministrazione e auspicando in un ripensamento, o, comunque, nella proroga del regime attualeche ridurrà, anziché incrementare, il numero dei pernottamenti a Siracusa a vantaggio di destinazioni vicine più economiche sotto quest’aspetto come Noto. Nel far ciò non si è assolutamente tenuto conto di nulla, nè alla fidelizzazione dei visitatori e nemmeno dei tantissimi pacchetti venduti nei mesi scorsi per le rappresentazioni classiche che includevano la vecchia tassa e che ora subiranno aumenti ad esclusivo carico degli operatori del settore”.

La tassa di soggiorno in Sicilia

Cosa sta accadendo invece nelle altre province della Sicilia? A Palermo, ad esempio, in seguito agli aumenti deliberati lo scorso anno, per le strutture ricettive la tassa oscilla da 1 a 5 euro (limitatamente agli hotel) mentre per le strutture extralberghiere e per le locazioni brevi si paga 2 euro a notte. Prezzo che in linea di massima equivale a quello di tutti gli altri capoluoghi siciliani con la netta differenza che, rispetto a Siracusa, non si applica la tariffazione estesa in base al numero dei pernottamenti nè in base a quelli che sono i servizi offerti.

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