Al calare della notte misteriose figure dalle fattezze femminili si tramutavano in animali, altre invece spiccavano il volo e raggiungevano planando Palermo o si spingevano persino verso le coste dell’Africa. Questo e molto altro accadeva, secondo i misteriosi racconti degli abitanti e non solo, nei primi anni del Novecento ad Alicudi, il più piccolo isolotto dell’arcipelago delle Isole Eolie. In molti hanno creduto che si trattasse soltanto di fantasia, ma col tempo si è scoperto che c’era più che un fondo di verità dietro queste storie.
Alicudi, la storia dell’isola delle donne che volano
Celebre ancora oggi per essere la più selvaggia delle isole al largo di Messina, Alicudi e i suoi abitanti, completamente isolati dal resto del mondo per diversi mesi l’anno, tra il 1902 e il 1905 furono sconvolti da oscure presenze che valsero all’isolotto il soprannome di “isola delle donne che volano”. Gli appassionati dell’occulto, tuttavia, rimarranno delusi nello scoprire che dietro i misteriosi avvistamenti non si celava proprio nulla di soprannaturale.
Sfortuna volle che nello stesso periodo, infatti, su Alicudi si abbatté una terribile carestia, che portò la popolazione a soffrire la fame per la mancanza di grano. Ciò li portò a ripiegare, per sopravvivere, sulla segale cornuta, ovvero un cereale usato per produrre un pane di colore nerastro. Il pane nero di segale cornuta salvò la popolazione di Alicudi dalla carestia di grano, impedendogli di morire di stenti. Allo stesso tempo, tuttavia, gli causò altri problemi.

Il pane nero di segale cornuta di Alicudi
Si è scoperto col tempo che la cosiddetta segale cornuta, il cereale salvifico per gli abitanti di Alicudi, era contaminata. Il “corno” nero che diede il tanto caratteristico nome alla segale, infatti, non era altro che un fungo chiamato “claviceps purpurea”, ricco di vari alcaloidi psicoattivi, tra cui l’acido lisergico, il principale ingrediente dell’LSD. I misteriosi avvistamenti di Alicudi, dunque, erano solo frutto dell’effetto allucinogeno della segale consumata dagli isolani e arrivata sull’isola probabilmente per mano degli inglesi, che proprio alle Isole Eolie si rifornivano di malvasia e assenzio.
Per arrivare a questa conclusione ci vollero decine e decine di anni. Tra gli anni ’50 e ’60, grazie all’arrivo dei primi flussi di turisti – tra cui anche gruppi hippie dotati di molta più confidenza con le droghe allucinogene –, gli isolani riuscirono finalmente a comprendere che le donne volanti che tanto li terrorizzavano non erano altro che l’effetto degli acidi contenuti nella segale cornuta. A quel punto, fu determinante l’intervento della Chiesa locale, che bandì per sempre da Alicudi il pane nero di segale cornuta, definendolo il “pane del Diavolo”.
Alicudi, gioiello incontaminato del Mar Mediterraneo

Allucinazioni e misteri a parte, oggi Alicudi rimane un esempio di bellezza grazie alla sua natura selvaggia. È nota per l’assenza di automobili, oltre che per la presenza di ricchi spazi incontaminati, abbandonati a loro stessi. Elementi che le donano un fascino unico e che la rendono un vero e proprio gioiello del Mar Mediterraneo.




















