Giulia Fici
Giulia Fici
Giornalista pubblicista e laureata in Scienze della Comunicazione a Unipa, collabora con BE Sicily Mag da marzo 2023. Ama scrivere di moda, cinema, serie tv e lifestyle, leggere classici e viaggiare alla scoperta di nuove culture.

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Ninni Bruschetta, Viola come il mare 2 e il nuovo romanzo: “La Sicilia tra set e storia”

L'attore messinese Ninni Bruschetta parla a Be Sicily Mag della recente partecipazione al cast di "Viola come il mare 2" e dell'uscita del suo ultimo romanzo, "La scuola del silenzio"

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Tante novità nella carriera dell’attore Ninni Bruschetta, che è entrato nel cast della serie “Viola come il mare 2” nel ruolo di Leonardo e ha pubblicato il suo nuovo romanzo dal titolo “La scuola del silenzio”. Il messinese si è raccontato a BE Sicily Mag.

Ninni Bruschetta in Viola come il mare 2: chi è Leonardo

Ninni Bruschetta ha fatto il suo ingresso in “Viola come il mare” in questa stagione. Nel cast anche la sua conterranea Francesca Chillemi, che interpreta una giovane giornalista. “Ho recitato a fianco di Francesca, che è messinese come me, nata a Barcellona Pozzo di Gotto. La prendo un po’ in giro scherzando sul fatto che è di paese. Lei è veramente incredibile, è un’attrice che ha una partecipazione emotiva rara”.

L’attore interpreta Leonardo, nuovo editore della testata giornalistica attorno alla quale ruotano le vicende della serie: “È un personaggio molto particolare, che vuole rilanciare il giornale. Inizialmente si crea un rapporto conflittuale con la protagonista, che poi si risolve. Leonardo è un personaggio molto bello, con una caratteristica fisica importante, essendo in sedia a rotelle. Mi è piaciuto tanto interpretarlo. Avrà uno sviluppo molto significativo nella storia, ma non posso anticipare di più”.

Ninni Bruschetta, Viola come il mare 2 e il nuovo romanzo: "La Sicilia tra set e storia" - Be Sicily Mag - ninni

Ninni Bruschetta: da Duccio in “Boris” a “La trattativa” di Sabrina Guzzanti

Cinema, tv e teatro. Sono infiniti i panni rivestiti dall’attore messinese nel corso della sua carriera. “Sono due i ruoli a cui sono più affezionato. Ovviamente, quello di Duccio in Boris, ma anche il giudice che ho interpretato ne La trattativa, film di Sabrina Guzzanti. Lì ho avuto la possibilità di fare una requisitoria in tribunale, che per un attore è come fare Marco Antonio in Giulio Cesare”.

La lotta alla criminalità organizzata siciliana è centrale nei progetti di Ninni Bruschetta anche a teatro, come in Il mio nome è Caino: “È stato il mio esordio a teatro da attore, prima ho fatto solo il regista. A convincermi è stata la pianista dello spettacolo, Cettina Donato“. Da quel momento, i progetti di questo genere non si sono più fermati: “Dall’anno scorso, interpreto O’Brien in 1984. Lo spettacolo riprenderà da ottobre con un tour che passerà anche da Catania e Palermo”. Prossimamente tornerà anche in tv con Il patriarca 2, di Claudio Amendola.

Un onore speciale per Ninni Bruschetta è essere a casa, al di là delle trame. “Girare in Sicilia mi regala sempre un’emozione particolare. Intanto perché è un’occasione per tornare nella mia terra e ogni volta che vengo giù è sempre bellissimo. Poi perché è un set a cielo aperto, c’è una luce meravigliosa”. L’emozione si lega alle profonde tematiche spesso centrali nei progetti girati in Sicilia che lo vedono protagonista: “I miei film hanno un forte contenuto sociale, parlano spesso di mafia. “Viola come il mare” in questo senso è un’eccezione”.

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“La scuola del silenzio”, il nuovo romanzo di Ninni Bruschetta

Dal 10 maggio, Ninni Bruschetta ha fatto ritorno anche nel mondo dell’editoria con il suo nuovo libro “La scuola del silenzio“, che parla di politica, mafia bianca, amministrazione pubblica corrotta e “tutto ciò che c’è di più brutto nella nostra Terra”, racconta l’autore. “È ambientato in Sicilia. Narra due storie speculari attraverso un intreccio tra i capitoli. Il protagonista è un attore che viene richiamato nella sua città per ricoprire il ruolo di direttore teatrale. Crede di andare in paradiso e invece si ritrova all’inferno tra mille problemi burocratici e lotte politiche. È qui che rivede per la prima volta la scuola del silenzio, istituto per sordomuti in cui è cresciuto, nonché motivo per cui è fuggito dalla Sicilia. Dal capitolo seguente parte il racconto speculare di ciò che gli è successo in questo istituto. Sono due storie distanti di trent’anni ma identiche tra loro. Il finale è eclatante, ma ovviamente non posso anticiparlo”.

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