sabato | 25 Maggio | 2024
MARCO PETROLITO
MARCO PETROLITO
Nato in terra veneziana nel 1978 ma siciliano da sempre, a contraddistinguermi è la passione per la musica e l'arte. Ma amo tantissimo viaggiare ed il buon cibo. E vivo di sport. Giornalista da quasi 20 anni per provare a raccontare e a trasmettere, con la scrittura, le emozioni legate al mio mondo.

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“Ferula 2024”, il Festival nazionale del benessere a Ferla, Siracusa: meditazione e incontri

Dal 17 al 19 maggio si svolgerà a Ferla il Festival nazionale del benessere e delle discipline olistiche: gli appuntamenti in programma

MARCO PETROLITO
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Nato in terra veneziana nel 1978 ma siciliano da sempre, a contraddistinguermi è la passione per la musica e l'arte. Ma amo tantissimo viaggiare ed il buon cibo. E vivo di sport. Giornalista da quasi 20 anni per provare a raccontare e a trasmettere, con la scrittura, le emozioni legate al mio mondo.

Attività olistiche e trattamenti per adulti e per bambini, ma anche un mercatino del benessere, numerosi seminari e tante conferenze. Inizia venerdì 17 maggio, a Ferla, uno degli antichi borghi più caratteristici della provincia di Siracusa, la decima edizione di “Ferula 2024”, il Festival nazionale del benessere, che, quest’anno, prevede anche lo svolgimento della prima edizione del Festival delle discipline olistiche. Nata nel 2014 grazie ad un’idea di Katiuscia Santoro (dell’associazione “Sirnamasté”), l’attuale direttrice artistica e olistica della manifestazione, “Ferula” sta pian piano diventando un evento di rilievo del settore grazie a un numero dí visitatori ogni anno più ampio.

Gli eventi di “Ferula 2024”: i seminari e le conferenze in programma 

Tanti, in effetti, saranno gli eventi e le esibizioni in programma per “Ferula 2024”, così come gli stand e gli “spazi tisane” attivi nel centro del borgo durante le giornate di sabato 18 e domenica 19 maggio. Nella piccola cittadina degli Iblei, per l’occasione, ci sarà anche il concerto di Matteo Faustini, vincitore del premio “Lunezia” a Sanremo Giovani nel 2020.

Sabato 18, a partire dalle 9, si apriranno le iscrizioni e le relative consegne delle “Ferula card”, che permetteranno di poter usufruire di una serie di lezioni individuali di yoga, bionenergetica, riequilibrio energetico con campane tibetabe, shiatsu, reiki, riflessologia plantare e diversi tipi di massaggi come “wuotai”, “kobido”, “gua-sh e “back neck”.

Ma ci sarà anche spazio, grazie alla presenza di numerosi maestri e istruttori qualificati, per il crossfit e per la posturale. Sono previste, poi, delle sessioni di yoga al tramonto, e, nel corso delle altre giornate dedicate al festival, tante pratiche meditative e delle conferenze con vari esperti su temi rilevanti e legati al benessere come “Il Reiki è amore“, “Il Respiro Consapevole per gestire lo stress quotidiano” ed i seminari “Alimentazione è Salute”, “Le basi per una sana Meditazione: cos’è e come praticarla” ed “Il desiderio delle cellule. La funzione compassionevole e consolatoria della Pnei”. 

È possibile prenotare in anticipo la partecipazione ai vari eventi legati a “Ferula 2024” o per richiedere la relativa card compilando il form messo a disposizione dagli organizzatori.

La storia del borgo di Ferla

Ricostruita dopo il terremoto di Noto del 1693, Ferla, con le sue tante grotte esistenti nel sottosuolo, vanta la presenza di una serie di complessi arcaici e rupestri. Proprio da tale sistema di abitazioni-grotta, vicoli e stradine, nacque il borgo normanno originario poi distrutto dal sisma. Oggi, nell’impianto urbanistico a forma di croce della ricostruzione settecentesca, risplendono soprattutto le tante chiese poste su un percorso detto la “via sacra”, un ininterrotto scenario barocco. E, tutt’intorno, gli ulivi, i carrubi, i mandorli, le vigne e i muretti a secco della campagna iblea danno vita ad uno luogo unico ed incantevole.

La chiesa del Carmine è dedicata a Santa Maria del Carmelo, ed è collegata al convento abolito nel 1789: la facciata settecentesca presenta due diversi ordini architettonici, dorico e ionico. L’interno è a una sola navata. Proseguendo lungo il percorso si arriva alla chiesa di San Sebastiano, la più grande del paese: eretta dall’architetto siracusano Michelangelo di Giacomo nel 1741, presenta un impianto a tre navate con otto cappelle. La grande tela di Giuseppe Crestadoro del 1789 rappresenta il martirio di San Sebastiano. Da segnalare il gruppo scultoreo della facciata raffigurante anch’esso il martirio di San Sebastiano di Michelangelo Di Giacomo.

Poi c’è la chiesa Madre, che reca sul portale l’esemplare più antico dello stemma comunale (1763): anche qui il prospetto è costituito da due ordini architettonici e l’apparato decorativo interno è ricco di stucchi e sculture. La chiesa seguente, quella di Sant’Antonio, è la più bella, grazie alla facciata barocca costituita da tre corpi concavi, di cui i due laterali sormontati da torri campanarie: l’impianto a croce greca è coronato da una cupola ottagonale affrescata con il Trionfo di Sant’Antonio del Crestadoro. Infine c’è la chiesa di Santa Maria, l’ultima del percorso sacro, che vede la presenza di un crocifisso ligneo di Frate Umile da Petralia del 1633.

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