venerdì | 21 Giugno | 2024
MARCO PETROLITO
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A contraddistinguermi è la passione per la musica e l'arte. Ma amo anche viaggiare ed il buon cibo. E vivo di sport. Giornalista da quasi 20 anni per provare a raccontare e a trasmettere, con la scrittura, le emozioni legate al mio mondo.

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Tonno rosso, via alla pesca e alla vendita: la storia delle tonnare e la “mattanza” in Sicilia

Inizia il periodo della pesca del tonno rosso in Sicilia: una tradizione che va avanti di generazione in generazione, aumentata la quantità autorizzata di pescato per il 2024

MARCO PETROLITO
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Si è aperta, come avviene puntualmente ogni anno in questo periodo, la pesca del tonno rosso in Sicilia. Si tratta di una vera a propria tradizione che, nella nostra Isola, è legata alla gastronomia ma anche all’industria che ancora oggi trasforma e distribuisce il prodotto continuando a fornirlo ai consumatori in tantissime varianti.

La storia della pesca del tonno rosso in Sicilia e delle tonnare

In Sicilia la pesca del tonno rosso affonda le sue radici nelle “tonnare” e nella relativa “mattanza” (un tipo di pesca ormai quasi definitivamente in disuso) vantando una tradizione antichissima. Soprattutto nel passato ha infatti rappresentato una risorsa fondamentale per l’economia dell’Isola. Fu introdotta dagli arabi intorno all’anno 1000 e proseguita dagli spagnoli; nel XIX secolo, poi, avvenne un’espansione smisurata con la famiglia Florio che arrivò a possedere decine di tonnare. Dalla provincie di Trapani e Palermo fino a Siracusa, tantissimi sono gli esempi di grandi tonnare ancora oggi ben visibili a testimonianza della fervida attività che avveniva annualmente in quei caratteristici luoghi.

Non è un caso che il tonno rosso del Mediterraneo sia considerato in assoluto il più pregiato al mondo. Si nutre principalmente di pesci azzurri e di molluschi, come le seppie e i calamari. È, inoltre, un pesce abituato a muoversi molto e a nuotare per chilometri. Questa è la ragione principale per cui il grasso della sua carne s’infiltra nel muscolo rendendolo tonico. Le sue carni, dunque, sono ricche di proteine e di grassi essenziali omega 3.

Viene utilizzato in tantissimi modi anche in base ai tagli anatomici e alla lavorazione delle carni, in generale molto saporite, utilizzate e lavorate in maniera assidua anche dall’industria conserviera (molto spesso, in Sicilia, nelle vicinanze dei luoghi in cui operavano proprio le tonnare) per realizzare tantissime preparazioni sott’olio. 

Tonnara di Avola - Be Sicily Mag
La tonnara di Avola

L’aumento delle “quote” per il 2024

La tradizione in questione non è mai sfumata. Proprio nei giorni scorsi è stato ufficializzato, così come ci si attendeva, l’aumento delle quote (ovvero la quantità che ogni soggetto autorizzato può annualmente pescare) legate al tonno rosso in Sicilia. Un traguardo dai più definito importantissimo dopo le numerose iniziative poste in essere a tal fine dal mondo imprenditoriale e da quello istituzionale.

“Si tratta – ha tenuto a sottolineare, a tal proposito, il deputato nazionale Luca Cannata – di un obiettivo perseguito da tempo e che dà respiro all’intero settore. Tutto ciò, infatti, consentirà ai proprietari delle imbarcazioni di poter partecipare alla campagna annuale con un netto aumento del pescato rispetto al passato”. Nel 2023, del resto, la pesca “accidentale” era limitata a 118 tonnellate mentre quest’anno si potrà arrivare a 136 tonnellate senza contare l’aumento delle quote anche in relazione alla cosiddetta “piccola pesca”.

Nonostante secondo molti addetti ai lavori il relativo decreto firmato dal ministro all’Agricoltura, Francesco Lollobrigida, si traduca “soltanto” in una diversa ripartizione del contingente nazionale di cattura non utilizzato nel 2023, i tonni rossi, da circa una decina di giorni, sono già abbondantemente in bella mostra sui banconi dei mercati e delle pescherie dell’isola. Con prezzi praticamente invariati rispetto allo scorso anno. Essi partono mediamente dai 14/15 euro al chilo per sfiorare anche i 28/30.

Le quote, comunque, hanno una valenza fondamentale e servono a non mettere a rischio la sopravvivenza della specie, visto che, in un passato non troppo lontano, la pesca del tonno rosso stava aumentando in maniera esponenziale con tutta una serie di conseguenze negative sia per i pesci che per l’ambiente marino.

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