venerdì | 21 Giugno | 2024

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“Caravaggio. La verità della luce”, la mostra all’ex Monastero Santa Chiara di Catania

La mostra inaugurata lo scorso 2 giugno sarà aperta fino al 6 ottobre 2024, mostrando delle opere appartenenti a Caravaggio e alla sua scuola

Doppia inaugurazione a Catania per un duplice evento dedicato all’arte e alla cultura. La mostra Caravaggio. La verità della luce, inaugurata il 2 giugno porta in esposizione fino al 6 ottobre 2024 alcuni capolavori di Michelangelo Merisi detto il Caravaggio e dei pittori “caravaggeschi“, è ospitata all’interno della Pinacoteca realizzata nell’ex Monastero Santa Chiara di Catania, restituito alla città dopo l’intervento di riqualificazione operato con fondi comunitari dall’Assessorato ai Lavori Pubblici e Politiche Comunitarie.

La mostra su Caravaggio a cura di Pierluigi Carofano

La mostra, curata da Pierluigi Carofano, e organizzata dall’Associazione MetaMorfosi in collaborazione con Demetra Promotion, compie un percorso artistico che parte dalla sua formazione milanese fino alla piena affermazione e arriva sino agli ultimi tempi della sua breve vita, arricchita dal confronto con artisti suoi contemporanei: Orazio Gentileschi, Guercino, Annibale e Ludovico Carracci, Simone Peterzano, Cavalier d’Arpino, Mattia Preti, Luca Giordano Giovanni Baglione, Fede Galizia e Orsola Maddalena Caccia. L’esposizione è patrocinata dal Ministero della Cultura, dalla Presidenza Commissione Cultura della Camera dei Deputati, da ARS Assemblea Regionale Siciliana, dalla Regione Siciliana, dalla Città Metropolitana di Catania. 

Le opere presenti alla mostra

Sono 36 le opere in esposizione tra cui “Il ragazzo morso da un ramarro“, il “San Sebastiano“, che per la prima volta arriva in Italia da quando è stata dichiarata autografa di Caravaggio nel 1990, e Il Cavadenti.

Il San Sebastiano è in collezione privata dal 1945 e ha una provenienza non ancora definita in tutti i passaggi -spiega Carofano-. Probabilmente portato in Francia da Napoli, ad opera di artisti vicini al Merisi quali Louis Finson e Martin Faber, passò a Bologna nel 1877 quando il Duca di Montpensier, re Filippo d’Orleans, vi acquistò il palazzo di Galleria. Fu acquistato dal nonno degli attuali proprietari negli anni del dopoguerra. Nel 1951 è presente come opera attribuita alla mostra milanese su Caravaggio. Nel 1960 l’opera viene trasferita a Roma e nel 1975 Maurizio Marini rintraccia questo dipinto che inserirà nel catalogo degli autografi del Merisi dopo il restauro di Giuseppe Cellini avvenuto nel 1989. Questo san Sebastiano, fu certamente realizzato durante il primo soggiorno napoletano di Caravaggio, per il diretto riferimento con la Flagellazione della chiesa di san Domenico, prima sua opera realizzata a Napoli, e anche per uno specifico richiamo ad un’altra Flagellazione, contemporanea, oggi custodita al Musèe des Beaux-Art di Rouen“.

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