giovedì | 20 Giugno | 2024
Silvia De Luca
Silvia De Luca
Formatasi tra Palermo e Tunisi, è laureata in Comunicazione pubblicitaria all'Università degli Studi di Palermo. La sua passione per il cinema e l’arte ha trovato spazio all'interno della redazione di BE Sicily Mag, con la quale è scoccato l’amore a prima vista nel marzo del 2024. Da allora avete letto le sue parole sul sito web di BE.

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Michele Perriera, il ricordo al Biografilm con il documentario “Il piano segreto” di Monterosso e Savonitto

Il regista e scrittore palermitano Michele Perriera viene raccontato al Biografilm di Bologna ne "Il piano segreto", il nuovo documentario di Ruben Monterosso e Federico Savonitto, prodotto da Zabriskie

Silvia De Luca
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Formatasi tra Palermo e Tunisi, è laureata in Comunicazione pubblicitaria all'Università degli Studi di Palermo. La sua passione per il cinema e l’arte ha trovato spazio all'interno della redazione di BE Sicily Mag, con la quale è scoccato l’amore a prima vista nel marzo del 2024. Da allora avete letto le sue parole sul sito web di BE.

A 14 anni dalla sua scomparsa, lo scrittore e giornalista palermitano Michele Perriera viene ricordato nel documentario “Il piano segreto”, diretto da Ruben Monterosso e Federico Savonitto e prodotto da Zabriskie in collaborazione con Cinnamon.

Scrittore, regista, intellettuale, tra i fondatori del Gruppo 63, la memoria di Michele Perriera viene onorata attraverso i figli, la collega Emma Dante e la Compagnia Genovese Beltramo, nonché attraverso la testimonianza dell’amica e fotografa defunta Letizia Battaglia.

“Il piano segreto” presentato in anteprima al Biografilm

Menzione Speciale Premio Solinas per il Documentario, “Il piano segreto” è stato realizzato con il sostegno di Film Commission Torino Piemonte – Piemonte Doc Film Fund e da Sicilia Film Commission, con la regia di Ruben Monterosso e Federico Savonitto e la musiche di Giovanni Sollima e Pietro Palazzo. Il film debutta il 12 giugno alle 18.45 al Biografilm di Bologna, quale opera di restituzione che mostra la magia e la crudezza dell’eredità culturale del maestro siciliano.

Il lavoro mette al centro l’eredità culturale di uno dei più importanti autori di teatro del Novecento e ripropone le sue riflessioni e i temi affrontati nei suoi testi: dal disequilibrio ambientale a quello socio-economico, Michele Perriera, già alla fine del secolo scorso, aveva previsto le difficoltà del nostro presente, aprendo gli occhi ai suoi contemporanei e anticipando gran parte dei temi politico-sociali oggi al centro del dibattito internazionale.

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Michele Perriera, il ricordo dei figli

Giuditta e Gianfranco Perriera nel documentario organizzano un evento per ricordare il decennale della scomparsa del padre, insieme a ciò che resta di una comunità di attori, registi e autori. Insieme a loro la fotografa e amica Letizia Battaglia, che di Perriera conserva foto e ricordi personali, interviene nel film in una delle sue ultime partecipazioni prima della scomparsa.

In un altro quartiere di Palermo, la regista Emma Dante conduce un laboratorio di teatro a partire dai testi dello stesso Michele Perriera, suo primo maestro, con un gruppo di persone anziane, per trasmettere i suoi insegnamenti essenziali legati al desiderio di risvegliare la responsabilità dello sguardo.

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Emma Dante in “Il piano segreto”

Dall’altra parte dello stivale, a Torino, la Compagnia Genovese Beltramo lavora alle ultime prove di “Buon appetito”, opera di Michele Perriera ambientata in un futuro distopico infestato da farmaci e virus. Come nella più incredibile delle profezie, il testo prende vita e da questo momento gli sforzi dei protagonisti dovranno confrontarsi con le limitazioni del nuovo Coronavirus che sembrano uscire dalla penna dell’autore di cui cercano di tener viva la memoria.

“Il piano segreto” di Ruben Monterosso e Federico Savonitto

Federico Savonitto e Ruben Monterosso, originari rispettivamente di Udine e Brescia, si incontrano nel 2009 al Centro Sperimentale di Cinematografia – sede Sicilia, e collaborano fin da subito alla realizzazione de “La fine che non ho fatto” (Biografilm, Milano Film Festival, Sicilia Queer Film Festival). Affinano uno stile complementare anche grazie ad alcune commissioni (Un gran Silenzio è al Festival Internazionale di Locarno, Sicily – A tale of taste partecipa a Expo 2015, La battaglia di Capo Bon è al Taormina Film Fest). Nel 2017 “Pellegrino” viene presentato al Biografilm e al Trento film Festival.

Oggi i due registi hanno unito le forze nel racconto di Michele Perriera attraversando le immagini di una Palermo attuale che guarda al passato e attraverso il teatro ci restituiscono il valore dell’artista. “Più leggevamo Michele Perriera, nel ricordo dei figli, più ci rendevamo conto che la sua opera, prima nella scrittura e poi nella trasposizione teatrale, aveva a che fare con mondi distopici molto simili al nostro presente. Esplorava le relazioni umane e i rapporti di forza tra i rappresentanti del potere e gli esseri umani condannati a vivere una vita infelice. Il futuro di cui parlava l’autore siciliano non era solo una metafora di mondi lontani, ma una profezia sinistra che trasfigurava il presente proiettandolo in un futuro possibile”, hanno spiegato.

“Per questo – hanno aggiunto – l’arco narrativo de “Il piano segreto” è stato costruito attraverso l’interazione di due piani, quello testuale, evocativo e poetico, e quello della realtà e della testimonianza dove i nostri protagonisti, Gianfranco e Giuditta Perriera, Savino Genovese e Viren Beltramo e la regista Emma Dante si confrontano con il quotidiano mentre provano a fare memoria del grande drammaturgo palermitano, circondati da un’aura che li riporta continuamente al suo lascito culturale e all’attualità dei suoi testi”.

Lo stile è dunque unico. “Fin dal principio dell’ideazione del nostro film ci siamo resi conto che la strada che avremmo voluto intraprendere sarebbe andata al di là del tipico film biografico. Avevamo a disposizione molti materiali audio-visivi di archivio (uno degli spettacoli era stato girato addirittura da Giuseppe Tornatore), ma noi abbiamo preferito basarci principalmente sulle immagini girate dal filmmaker palermitano Pippo Zimmardi, che aveva saputo ritrarre Michele Perriera e il suo teatro con grande gusto e vicinanza. A noi interessava riflettere sulla memoria, e le immagini che abbiamo scelto sono quelle che danno un corrispettivo oggettivo al pensiero di Michele Perriera, e contemporaneamente permettono di volare nel suo immaginario”, hanno concluso.

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