Le moderne Olimpiadi, la cui edizione 2024 prenderà il via proprio in queste ore a Parigi, hanno tra i loro antenati i giochi panellenici dell’antica Grecia, che videro tanti atleti siciliani, soprattutto di Siracusa, ottenere un numero considerevole di successi. Come oggi ci sono quattordici sportivi a caccia di medaglia, anche allora i partecipanti cercavano infatti di dare il meglio di sé per ottenere prestigiosi traguardi, che gli permettevano di occupare un ruolo di spicco nella società dell’epoca.
I giochi panellenici e la loro sacralità: Siracusa protagonista
I giochi panellenici, che erano a carattere sportivo ma anche e soprattutto sacro, rappresentano la vera origine delle moderne Olimpiadi. Essi si suddividevano in quattro tipologie: giochi olimpici, giochi pitici, giochi nemei e giochi istmici. Ognuno di questi, proprio come oggi, si teneva ogni quattro anni. Un’usanza che aiutava la popolazione della Grecia e delle colonie a scandire il tempo.
Siracusa fu nel tempo tra le assolute protagonisti tra le tante partecipanti dell’area del Mar Mediterraneo. La prima vittoria risale al 648 a.C. mentre l’ultima è datata 148 a.C. Con le sue 29 vittorie totali e ben 9 campioni in 7 diverse discipline, la città siciliana risulta essere la polis occidentale dalla storia agonistica più longeva (oltre che la seconda come numero di trionfi nel mondo greco).
Le feste Assinarie e le “olimpiadi” inventate da Siracusa
I legami tra i giochi panellenici e Siracusa, a tal proposito, sono parecchi. A partire dall’astio che si creò quando i greci, nel 388 ac, ripresero Dionisio I di Siracusa, il quale, senza rispettare la cosiddetta “tregua olimpica”, attaccò la città Reghion. Viceversa, qualche anno prima, proprio i greci avevano apprezzato parecchio il fatto che il generale siracusano Ermocrate avesse fermato la guerra in occasione dell’ottantanovesima edizione dei giochi.
Anche Siracusa, secondo varie testimonianze, si inventò poi le sue celebrazioni con gare atletiche, riti religiosi e fastose processioni. Accadde quando la Pentapoli vinse su Atene nel 413 ac sbaragliando il nemico sul fiume Assinaro. Da qui derivano le “feste assinarie”.
Le principali testimonianze legate alle vittorie degli “atleti” siracusani
Davvero tanti sono i siracusani che si distinsero durante gli antichi giochi olimpici e furono oggetto dei versi memorabili delle “Olimpiche” di Pindaro (518–438 a.C.), al quale si deve la conoscenza degli atleti che parteciparono alle gare panelleniche. Vi furono, in ordine temporale, Lygdamis, Astylos, Zopiros, Cramio, tutti vincitori nelle discipline di allora. Della vittoria di Lygdamis riferisce Pausania, secondo cui, nel “pancrazio” della trentatreesima olimpiade, l’atleta trionfò nella specialità violentissima dove si arrivava ad un passo dall’uccisione.
L’elenco prosegue con Astilo che nella settantatreesima olimpiade trionfò nello “stadio”, una tipologia di corsa a piedi di circa 193 metri, e nel “diaulo”, alla distanza doppia rispetto a quella precedente. Era una delle discipline in cui i siracusani davano maggiori soddisfazioni. Hagesias invece vinse nella settantottesima olimpiade nella “corsa coi muli” (ad esaltarne le gesta fu Pindaro). Dicone infine vinse tre gare nella novantanovesima edizione e diventò l’atleta più vittorioso di Siracusa della storia.
I personaggi storici più illustri però vanno da Gelone a Ierone I°, “il corsiero, che soggiogò la mente ai pensieri più dolci, quando balzò porgendo i corpo alla corsa e allacciò il padrone al trionfo”, si legge nelle “Olimpiche” di Pindaro. Poi vi furono Dionigi il Vecchio e Ierone II, che gareggiarono e vinsero in varie olimpiadi come affermano Pindaro e Bacchilide plaudendo alle loro vittorie. La lista dei premiati è sicuramente lunga, ma solo di alcuni ce n’è giunta memoria.




















