Giorgia Nunnari
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Messinese classe '95, amo l'arte, la letteratura e tutto ciò che comunica e unisce. Durante l'infanzia ho girato un po' ma poi lo Stretto mi ha richiamata a casa. Oggi vi racconto Messina e i messinesi.

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Cani di salvataggio, Andrea Di Caccamo (Sics) racconta il lavoro degli amici a quattro zampe nelle spiagge siciliane

I cani bagnini del SICS quest'anno, in Sicilia, controllano le spiagge di Giardini Naxos, Alcamo e Balestrate. Andrea Di Caccamo, referente regionale, ha raccontato a Be Sicily Magazine le caratteristiche uniche dei Retriever, il loro percorso di formazione e il monitoraggio delle spiagge

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Sono generalmente apprezzati da grandi e piccini, nuotano seguendo le correnti e, soprattutto, tengono al sicuro i bagnanti dai pericoli del mare. Sono i cani bagnini del SICS, la Scuola Italiana per Cani di Salvataggio. Le loro caratteristiche sono uniche, complice un attento e lungo addestramento. Le attività di monitoraggio stanno andando avanti da mesi e per Ferragosto, a Marsala, è prevista una giornata dimostrativa, che punta a dimostrare le capacità di questi speciali amici a quattro zampe, ma anche a diffondere buone abitudini da tenere in spiaggia per poter godere del mare senza insidie. 

Il lavoro della SICS, Scuola Italiana per Cani di Salvataggio

A raccontare il lavoro dei cani di salvataggio a Be Sicily Mag è stato Andrea di Caccamo, referente regionale del SICS. “La scuola basa la sua attività su dei corsi di educazione cinofila di base”, ha premesso. È infatti aperta a tutte le razze di cani e ai padroni che per qualsiasi motivo vogliano farli partecipare a queste iniziative. “A volte il padrone ha qualche problema col cane nella gestione quotidiana, ma ci sono anche persone che vengono proprio perché vogliono fare attività in acqua come volontari”.

È da specificare, però, che solo alcuni cani hanno le caratteristiche necessarie per affrontare il mare in sicurezza e portare in salvo eventuali bagnanti in pericolo. Si tratta di peculiarità, che gli consentono di svolgere attività di supporto ai bagnini, di cui sono naturalmente provvisti ad esempio i cani di tipo Retriever. I cosiddetti cani da riporto, appunto, che hanno un’innata predisposizione a riportare indietro qualcosa, ma non solo. 

“Questa capacità – spiega ancora Di Caccamo – fa parte del loro Dna. Inoltre, hanno delle caratteristiche fisiche particolari. Le loro zampe sono palmate, hanno una membrana grazie alla quale riescono a spostare molta più acqua rispetto ad altri cani. Hanno un doppio pelo che li protegge dal freddo e le orecchie cadenti, per cui l’acqua non entra. Hanno anche una coda particolare con cui riescono a leggere le correnti, consentendogli di fare meno fatica per tornare a riva”.

Cani di salvataggio, Andrea Di Caccamo (Sics) racconta il lavoro degli amici a quattro zampe nelle spiagge siciliane - Be Sicily Mag - cani bagnini 2

Cani speciali, dunque, naturalmente portati alle attività in acqua, oltre che al rapporto con l’uomo. Per affrontare le giornate a mare, infatti, è importante che gli animali sappiano anche gestire le attenzioni di chi gli sta attorno. “I cani sono educati a questo e ad avere a che fare anche con bambini”, spiega ancora l’addestratore. Ma non è certo questa la parte difficile dell’addestramento per questi cani così socievoli e amanti delle coccole. Sono le star della spiaggia e lo sanno. “Quando arriviamo con i cani, siamo l’attrazione principale”.

I cani bagnini tra gioco e educazione

I cani impegnati a monitorare le spiagge sono quelli che hanno concluso il loro percorso di formazione al SICS e hanno conseguito un brevetto. È quindi necessario che il cane arrivi ad acquisire delle capacità specifiche e un certo tipo di educazione. Per questo, il processo può essere lento, ma non diventa mai pesante per l’animale. Gli addestratori rispettano i tempi dell’animale, senza imporre step fissi e scadenze. “Una cosa fondamentale da sapere – sottolinea infatti Di Caccamo – è che per il cane è un gioco, non una forzatura. Si diverte anche perché la spiaggia è il suo ambiente”.

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Si tratta di un percorso educativo che inizia con il semplice recupero di una pallina e si basa sulla relazione tra cane e padrone. Questa è fondamentale per la buona riuscita dell’addestramento. “Le richiesta del conduttore non sono mai forzate. Non è un devi stare seduto perché te lo dico io ma devi stare seduto perché è vantaggioso per te“. Alla fine i vantaggi sono molteplici sia per le persone che per i cani. “Il nostro obiettivo è anche quello di avere sempre più cani educati, oltre che fare volontariato e quindi potenzialmente salvare delle vite. Anche perché un cane educato, che non dà fastidio neanche alla gente a cui non piacciono i cani, è un cane che ti consente di portarlo in giro, in vacanza e in spiaggia”.

Cani di salvataggio, Andrea Di Caccamo (Sics) racconta il lavoro degli amici a quattro zampe nelle spiagge siciliane - Be Sicily Mag - cani bagnino 3

Le attività della Scuola Italiana per Cani di Salvataggio

Le attività della Scuola Italiana per Cani di Salvataggio vengono svolte un po’ in tutta Italia. La sede centrale del SICS è a Milano, ma le varie regioni hanno i propri distaccamenti. Quello siciliano svolge le proprie attività di formazione a Palermo e a Catania, sotto la gestione di Andrea Di Caccamo e Francesco Bruno. “A Palermo l’anno scorso eravamo al centro commerciale Conca d’oro e speriamo di ripetere quest’anno”, racconta ancora il primo. “A Catania al Centro commerciale I portali. Ai Giardini Naxos abbiamo avuto la nostra prima sede sul versante orientale, grazie all’ospitalità dell’hotel Delta”. Qui si svolgono soprattutto le giornate di chiusura dell’anno formativo, con la cerimonia di consegna dei fischietti.  

Le attività di monitoraggio, invece, dipendono dai comuni che le richiedono. Quest’anno le spiegge siciliane interessate sono a Giardini Naxos, Alcamo e Balestrate. In Italia il SICS ha una media di 30 salvataggi all’anno. “Purtroppo il mare è così, a volte ti frega in maniera repentina. In Sicilia negli anni passati ci sono stati alcuni episodi, quest’anno per fortuna ancora non ce n’è stato bisogno”.

“A tutto questo – conclude Di Caccamo – aggiungiamo altre attività di dimostrazione. Andiamo a far vedere quello che i cani sono capaci di fare, generalmente con la Capitaneria di porto con la quale abbiamo un protocollo d’intesa. Si tratta di una dimostrazione in cui spieghiamo ai bagnanti come bisogna comportarsi al mare e poi facciamo vedere quello che i cani possono fare in caso di necessità. Lo scorso weekend l’abbiamo fatto a Marina di Ragusa e a ferragosto saremo presenti a Marsala“.

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