Tra campagne ridenti e caratteristici vicoli che si dipanano su una collina a 442 metri sul mare, sorge, addossato a un versante del Monte delle Rose, il borgo di Salemi, che dal 2020 è annoverato “tra i più belli d’Italia”. È uno dei paesi più appartati e interessanti dal punto di vista artistico e monumentale della provincia di Trapani. Nel centro storico si trovano antichi palazzi, realizzati nella locale pietra campanella; chiese, la più antica delle quali è la basilica paleocristiana di San Miceli; il castello medievale e il quartiere ebraico.
Solitamente tranquilla e adatta ai turisti che non amano il caos, si riempie nei giorni della festa di San Giuseppe il 19 marzo, quando gli abitanti mettono in scena simboliche cene e altari decorati da arabescati pani, ricchi di elementi allegorici. Anche d’estate, però, si anima con un ricco cartellone di spettacoli che si svolgono nei luoghi più suggestivi.
La storia del borgo
Salemi ha origini antichissime ed è da identificare con Halicyae, centro sicano-elimo. Il nome deriva da Salem e le è stato dato dagli Arabi, che hanno lasciato la loro impronta nell’impianto urbano con vicoli e cortili. A Federico II di Svevia si deve la ricostruzione del castello su una preesistente struttura fortificata. Il borgo ebbe un ruolo importante durante i moti del 1848 e ancor più nell’impresa dei Mille del 1860: dal Municipio di Salemi, il 14 Maggio 1860, Garibaldi proclamò infatti la dittatura. Ha sviluppato nel tempo un forte dinamismo culturale. Il terremoto del 1968 ha provocato notevoli danni e il conseguente sorgere di nuove zone residenziali.

Dove si trova Salemi e come arrivare
È possibile arrivare a Salemi, borgo nella provincia di Trapani, attraverso diversi percorsi:
- Per arrivare a Salemi in auto: da Palermo, Monreale, Castellammare del Golfo e Alcamo basta prendere l’autostrada A29 Palermo-Mazara del Vallo ed uscire allo svincolo di Salemi; da Agrigento basta raggiungere Castelvetrano tramite la SS115 e successivamente prendere la A29 Mazara del Vallo-Palermo ed uscire allo svincolo di Salemi; da Trapani la via più comoda è la A29 diramazione fino ad Alcamo e successivamente prendere la A29 Palermo-Mazara del Vallo ed uscire allo svincolo di Salemi; da Catania, si può andare in auto passando per la A19 e la E90, il viaggio dura circa 3 ore e mezza.
- Per arrivare a Salemi in autobus da Palermo, si possono prendere le corse di Autoservizi Salemi.
Cosa vedere a Salemi
Per coloro che si stessero domandando cosa vedere a Salemi, il borgo offre numerosi spunti storico-culturali.
I rilievi archeologici
Dal punto di vista dell’archeologia il territorio si presenta costellato da numerosi insediamenti risalenti ad un arco cronologico inquadrabile tra la Preistoria e il Medioevo. A Mokarta, un rilievo collinare a forma ovale alto 365 metri sopra il libello del mare a circa 5 chilometri a sud di Salemi si trova un importante insediamento sicano, riferibile alla fine del XIII-inizi X secolo a.C. Le ricerche effettuate a Monte Polizo hanno messo in luce i resti di una città elima che ebbe vita tra VII e VI secolo a.C. Intorno al 325 a.C. l’acropoli venne occupata dai Punici e più tardi, tra il 950 e il 1000 d.C., vi si sviluppò un piccolo villaggio, in parte su strutture preesistenti.

L’arte sacra a Salemi
Per quel che riguarda l’arte, invece, l’interno della chiesa di Sant’Agostino custodisce una statua della Madonna del Soccorso di Antonello Gagini e un San Luca di scuola gaginesca. Interessante è l’organo della chiesa del Collegio, dipinto a fiori e laccato d’oro, del 1711. La sezione d’Arte sacra del Museo Civico è costituita principalmente da sculture del Quattro e Cinquecento, tra cui la statua della Madonna con Bambino, attribuita a Francesco Laurana ed opere di Domenico e Antonello Gagini. Notevoli gli affreschi della seconda sala: la Caduta di Cristo sotto la croce e Gesù e Maria in trionfo fra Santi del bolognese Francesco Ferrasiti (1667). Tra i dipinti una Madonna degli Angeli di Mariano Smiriglio (1604). Nella piccola ma suggestiva chiesa di Sant’Annedda, si possono ammirare le settecentesche tele di Fra Felice da Sambuca, raffiguranti la vita di Gesù Cristo e il Crocefisso dell’altare, attribuito al trapanese Milanti (secolo XVII).
Il museo è aperto alle 10,30 alle 13 e dalle 15 alle 19 tutti i giorni tranne il lunedì. Il biglietto di ingresso costa 5 euro, 3 per i gruppi oltre le 20 persone.

Il castello di Salemi
Il castello risalente al 1070-1113, ha forma trapezoidale con corte rettangolare e tre torri angolari. Sull’acropoli della città sorgeva l’ex chiesa Madre, dedicata a San Nicola di Bari, forse nel sito di un preesistente tempio pagano, poi divenuto moschea. La costruzione fu completata nel 1761. L’architetto Siza Viera ha lasciato i ruderi dell’abside come fondo scenico della piazza a memoria del terremoto.
Delle quattro torri originarie, elementi integranti di un complesso sistema di avvistamento e di difesa, rimangono solo tre, due quadrangolari ed una rotonda, più alta e mastodontica: esse abbracciano un’ampia corte ed un giardino, restando in comunicazione tra loro tramite camminamenti in parte sotterranei ed in parte ricavati nello spessore dei muri possenti.

I musei
A Salemi vengono realizzati pani votivi per molte ricorrenze sacre: i pani di San Giuseppe, lavorati artisticamente per l’allestimento delle “Cene”. i “cudduréddi” e i “cavaddùzzi” di San Biagio; i “cucciddàti” confezionati nel giorno dedicato a San Francesco di Paola; i “cuddùri” preparati per Sant’Antonio Abate e per Santa Elisabetta; i “manùzzi d’i’ morti” per la commemorazione dei defunti. L’ex chiesa di San Bartolomeo, detta dell’Oratorio (secoli XVI-XVII), ospita una Mostra permanente dei pani delle feste di San Biagio (3 febbraio) e di San San Giuseppe (19 marzo). I cosiddetti “cuddureddi di San Brasi”, simboleggianti una gola, e i cavadduzzi, a forma di cavallette, alludono ai miracoli operati dal Santo verso un giovane che stava per soffocare, e per una invasione di cavallette.
Un caratteristico spazio in via Cosenza 26 annovera le più antiche tradizioni e feste siciliane legate al pane. Molte di queste sono andate perse ma il museo le conserva ancora con un ciclo che inizia il 17 gennaio e finisce a Natale. È diviso in due sezioni: pani della tradizione salemitana e pani della tradizione siciliana per un totale di circa 1.000 forme. I pani di San Giuseppe, destinati ad addobbare gli altari votivi delle Cene, hanno forma di fiori, piante, animali, strumenti da lavoro e dei principali simboli cristiani. E c’è anche l’allestimento integrale della cosiddetta “cena” tipica del 19 marzo, giorno dei festeggiamenti di San Giuseppe. È aperto ogni giorno dalle 10 alle 20, ingresso con offerta libera. I gruppi pagano due euro a persona. Per informazioni, contattare Gaspare Cammarata al 3470411856.

Tra le curiosità, unico nel suo genere, a Salemi c’è anche il Museo della Mafia in via Francesco D’Aguirre.
Il Palazzo Torralta
Una sosta irrinunciabile nel viaggio alla scoperta di Salemi è in via Marchese Torralta 8- 1, dove si trova l’antico Palazzo Torralta, interamente restaurato. Una visita schiude tanti scorci di sorprendente bellezza. Il palazzo è anche la suggestiva cornice di pranzi o cene con piatti tipici, su prenotazione.
È ricco di storia ed è noto soprattutto per gli importanti avvenimenti che maturarono tra le sue mura dal 13 al 15 maggio 1860, quando il Marchese Gaetano Emanuele di Torralta vi ospitò per due notti Garibaldi e lo Stato Maggiore, giunti a Salemi la mattina del 13 e accolti con entusiasmo dalla popolazione. In quei giorni, le sale del palazzo diventarono il quartier generale della spedizione e fu qui che l’Eroe dei Due Mondi preparò i piani strategici e riorganizzò le squadre dei volontari, in vista del primo e determinante scontro con l’esercito borbonico.
Per le informazioni, si può contattare Antonella Favuzza Manzini al 3341530468.

Gli eventi “Salemi d’estate 2024”
Un fitto calendario di eventi anche ad agosto e fino al 3 settembre è in programma per i residenti ed i turisti. Uno degli spettacoli di punta è il concerto dei Tiromancino il 9 agosto alle 21.30 mentre dal 6 all’8 agosto, a partire dalle 18, la sagra della busiata, pasta tipica locale, sarà l’occasione per approfittare delle tante degustazioni in giro per i vicoli del centro storico. Il 17 agosto, si potrà fare anche una passeggiata di trekking archeologico. Per informazioni, si può consultare la Pro Loco Salemi, che rimane aperta ogni giorno dalle 9 alle 13 e dalle 16 alle 20, in piazza Libertà 8, reperibile al numero 0924 981426.
Cosa mangiare e dove dormire a Salemi
Tra le prelibatezze da mangiare a Salemi, ci sono i dolci tipici alla ricotta, le cassatelle, da gustare nei bar più rinomati. Vari i b&b ed le case vacanza da potere scegliere sulle principali piattaforme turistiche per un soggiorno nel borgo trapanese.












