Tra i teatri più grandi d’Europa e il più grande teatro lirico in Italia, il Teatro Massimo di Palermo sorge nel cuore del contro storico del capoluogo siciliano e sin dalla sua inaugurazione, avvenuta il 16 maggio 1897, ammalia chiunque passeggi per piazza Verdi. Non tutti, però, sanno che dietro i decori neoclassici si nasconde un antico mistero che avvolge ancora oggi il teatro. Pare infatti che uno spettro, conosciuto come “la monachella”, si aggiri per le sue stanze maledicendo chiunque la incontri.
“La monachella”: lo spettro che infesta il Teatro Massimo a Palermo
Voluto ancor prima dell’unità d’Italia, il Teatro Massimo di Palermo doveva originariamente sorgere a piazza Marina ed essere intitolato a Ferdinando II di Borbone. Dopo l’annessione della Sicilia al Regno d’Italia, però, il consiglio comunale identificò come luogo per la costruzione del nuovo teatro cittadino la zona di Porta Maqueda, procedendo all’esproprio dei terreni dove sorgevano tre chiese e altrettanti monasteri: la Chiesa e Monastero delle Stimmate, la Chiesta e Monastero di San Giuliano, e la Chiesa di Sant’Agata, sorta sul luogo che sarebbe stato quello della casa di Sant’Agata.
L’avvio del cantiere comportò, quindi, l’abbattimento degli edifici religiosi e la profanazione di quella che la tradizione racconta essere proprio la tomba de “la monachella”, la prima Madre Superiora di uno dei conventi distrutti, che, disturbata dal suo eterno riposo, pare aggirarsi ancora per il teatro.
La maledizione del gradino
Secondo la leggenda il fantasma della “monachella” vaga per il Teatro Massimo di Palermo e sarebbe stata avvistata dietro le quinte e nei sotterranei nel teatro. La suora non si limiterebbe a inquietanti apparizioni, infatti, sembra che getti maledizioni sui malcapitati che hanno la sfortuna di incontrarla, garantendo un pericoloso inciampo su quello che oggi è noto a tutti come il “gradino della suora” in prossimità dell’ingresso nel teatro di Palermo.

















