La nuova Commissione Europea, guidata da Ursula Von der Leyen, ha ottenuto il via libera dal Parlamento Europeo con 370 voti favorevoli, 282 contrari e 36 astensioni. Questo risultato, il più risicato di sempre per il governo europeo, segna l’inizio di un mandato che si preannuncia complesso, carico di responsabilità per il delicatissimo contesto politico internazionale e ricco di sfide, soprattutto per il Sud Europa e, dunque, per la Sicilia. Ne sono consapevoli gli otto eurodeputati siciliani cinque dei quali (Falcone e Chinnici per il PPE, Milazzo e Razza per ECR, Lupo per S&D) hanno espresso voto favorevole al nuovo esecutivo mentre Antoci (GUE), Orlando (Verdi) e Stancanelli (Patrioti) hanno votato contro (quest’ultimo pur esprimendo giudizio positivo su Fitto).
Le aspettative della Sicilia su Fitto
La nomina di Raffaele Fitto a vicepresidente esecutivo con delega alla Coesione e alle Riforme è una opportunità tutta da giocare per le isole del Mediterraneo, che attendono ancora una piena realizzazione di quanto chiesto con la Risoluzione per la Condizione di Insularità, votata a larghissima maggioranza due legislature fa dal Parlamento europeo, per colmare il gap geografico/economico che impone costi maggiorati alle merci, all’energia, ai trasporti per chi vive nelle isole europee.
Fitto, esponente di Fratelli d’Italia, già durante le audizioni d’esame davanti alle Commissioni competenti, aveva assicurato l’impegno per ridurre il divario economico e sociale nelle aree svantaggiate come il Sud Italia e la Sicilia. Ora, le aspettative di questa parte del Paese, perché nelle future decisioni dell’esecutivo Von der Leyen ci siano nuovi investimenti mirati a migliorare le infrastrutture, il tasso di occupazione e la qualità stessa della vita in queste aree, sono altissime. Pochi segnali positivi, per la verità, sono però contenuti nel bilancio del PE appena approvato a Strasburgo che include misure per sostenere la ripresa economica post-pandemia, con focus sulla transizione verde e digitale, ma che avrebbe potuto fare molto di più per sostenere la resilienza delle economie locali, promuovendo la diversificazione economica e la creazione di posti di lavoro.

Le divisioni nella maggioranza
Di certo c’è che la nuova Commissione Europea, che entrerà formalmente in carica il primo dicembre, dovrà navigare nel mare agitatissimo di un contesto politico più che complesso, caratterizzato da divisioni interne e pressioni esterne che hanno notevolmente ridotto la maggioranza con cui la presidente della Commissione è stata eletta, con una emorragia di ben 76 voti rispetto a luglio 2024 e ben più risicata rispetto a luglio 2019, per il primo mandato di Ursula von der Leyen, che dovrà usare tutta la sua capacità di costruire compromessi per mantenere la coesione tra le diverse forze politiche, elemento cruciale per il successo del suo nuovo governo.





















