Il nubifragio che nei giorni scorsi ha colpito la zona ionica della Sicilia, con oltre 400 millimetri di acqua – quantità vicina a quella rilevata a Valencia – caduti in poche ore, con danni ingentissimi nel catanese, in particolare nelle frazioni di Altarello e Torre Archirafi, avveniva proprio mentre il Parlamento europeo discuteva la proposta di risoluzione sulla COP29, incentrata sul rafforzamento delle azioni per la lotta ai cambiamenti climatici.
“Chi inquina paga”
I deputati europei hanno lanciato l’ennesimo monito ai leader riuniti a Baku, in Azerbaigian, per la 29esima Conferenza delle Parti (Cop) sostenendo la necessità del “chi inquina paga”. Nella risoluzione (che non è legislativa) approvata il 14 novembre con 429 voti a favore, 183 contrari e 24 astensioni, si invitano tutti i Paesi a concordare un nuovo obiettivo perché i Paesi che hanno emissioni inquinanti e Pil elevato, contribuiscano in misura proporzionale alle azioni necessarie per lottare contro i mutamenti climatici che, soprattutto nell’ultimo anno, hanno di gran lunga superato le previsioni già preoccupanti legate al moltiplicarsi di fenomeni metereologici estremi.

Cambiamenti climatici: serve più diplomazia verde
L’aula di Bruxelles ha chiesto che tutte le principali economie emergenti con emissioni elevate e PIL elevato contribuiscano finanziariamente all’azione globale per il clima ed hanno ribadito la necessità che si intensifichino le azioni di “diplomazia verde” per contribuire a creare condizioni di parità a livello internazionale, evitare la rilocalizzazione delle emissioni di carbonio e aumentare il sostegno pubblico all’azione per il clima.
Sul tavolo continua ad esserci l’esigenza non più differibile di migliorare i meccanismi di fissazione del prezzo del carbonio, come il suo sistema di scambio di quote di emissione e il meccanismo di adeguamento del carbonio alle frontiere.
Clima politico tesissimo a Bruxelles
Non si può non sottolineare, però, che questo avviene mentre il vertice di Baku registra la mancata presenza dei principali leader europei e persino di Ursula von der Leyen, rimasta a Bruxelles perché alle prese con una maggioranza che molti non esitano a definire traballante dopo i veti incrociati che stanno bloccando il disco verde ai commissari in pectore, nonché vicepresidente esecutivi, come nel caso dell’italiano Raffaele Fitto e della spagnola Teresa Ribeira.

A ribadire la necessità che, di fronte a fenomeni che dalla eccezionalità stanno purtroppo diventando ricorrenti, si ricorra a meccanismi di sostegno aggiuntivi rispetto al Fondo di solidarietà, è stato l’eurodeputato siciliano (PPE/Forza Italia) Marco Falcone.
Raffaele Stancanelli (Patrioti/Lega), invece, durante l’audizione d’esame sostenuta da Raffaele Fitto, aveva utilizzato il tempo a sua disposizione per ottenere assicurazioni sull’utilizzo dei fondi europei a sostegno delle azioni di contrasto ai cambiamenti climatici sui territori delle Isole del Mediterraneo.













