A Palermo, nel cuore del quartiere dell’Albergheria, fra il Cassaro, il mercato di Ballarò e Piazza Bologni, sorge Palazzo Castelnuovo, una delle residenze nobiliari più interessanti della città. Non soltanto per la sua bellezza estetica, ma soprattutto grazie alla storia che si nasconde al suo interno. La struttura sorge in un luogo prestigioso, già indice della sua importanza. Ad avviarne la costruzione fu la famiglia Beccadelli. Il completamento avvenne nel ’500 con Gilberto Beccadelli di Bologna. La realizzazione, su una superficie di circa 3000 mq, fu particolarmente articolata. Il risultato finale è ancora ben visibile, sebbene quest’opera sia rimasta sconosciuta ai più per un lungo periodo. Oggi è visitabile grazie alla cooperativa turistica Terradamare.
Palazzo Castelnuovo, la storia della domus magna cum flora di Ballarò
Palazzo Castelnuovo, ai tempi chiamato Domus Magna cum Flora, per il grande giardino cinquecentesco che ospita, è stato strutturato come una grande dimora fortificata, con due possenti torri di guardia, di cui una ancora esistente. All’interno del piano nobile sono ancora conservate le decorazioni originali, che seguono il gusto delle varie epoche e delle varie famiglie che lo hanno abitato nel corso della sua storia.

La famiglia Ridulfo, attuale proprietaria, lo ha acquistato alla fine degli anni ’90, quando il palazzo versava in condizioni disastrose ed era del tutto spoglio. Da allora, si è impegnata per il recupero e il restauro dell’ampia struttura.
La visita
La visita degli interni di Palazzo Castelnuovo inizia dal primo piano, con una stanza che era stata originariamente progettata come un loggiato affrescato con vista sul giardino. La sua destinazione d’uso però cambiò nel ’700, quando uno dei proprietari, Gaetano Cottone, la rese il suo appartamento privato. È qui che è stato rinvenuto un affresco del ’500, voluto dalla famiglia. Quando i Ridulfo acquistarono la struttura, era nascosto. La parete era stata coperta con uno strato di 10 cm di intonaco. Solo nel 2005 l’opera venne riportata alla luce, casualmente. L’affresco, realizzato in stile da miniaturista, raffigura una veduta paesaggistica di mare e monti, animata da figure umane intente a pescare e a coltivare i campi. L’opera racconta proprio della famiglia Beccadelli, con la rappresentazione della valle del fiume Eleuterio, ben conosciuta da Gilberto per la coltivazione di cannamela.

Le decorazioni delle altre stanze del Palazzo risalgono invece al ’700 e furono commissionate dalla famiglia Cottone Principi di Castelnuovo. Sotto la loro proprietà, lunga tre generazioni, la struttura perse la sua natura rinascimentale e venne arredato secondo i gusti del tempo, come è tuttora visibile. L’ultimo erede, Carlo Cottone, figlio di Gaetano Cottone, nacque proprio in questa elegante dimora. È ricordato come un convinto antiborbonico e filantropo. A tal proposito, trasformò Villa Castelnuovo, parco storico sito nella Piana dei Colli di Palermo, in un Istituto Agrario per l’educazione e la formazione dei figli dei contadini, battendosi contro i privilegi feudali di aristocrazia e clero. È a lui che, dopo la morte a Palermo, nel 1829, venne dedicata una statua in piazza Castelnuovo, di fronte il Teatro Politeama.

Le sale di Palazzo Castelnuovo sono uno scrigno di storia. La biblioteca, che rappresenta la sala della conoscenza, è arricchita da una pianta geometrica della città di Palermo, realizzata dal Marchese di Villabianca nel 1777, di cui esistono pochissime altre copie. La sua particolarità risiede nel fatto che non è raffigurato l’Orto botanico, perché realizzato solo successivamente, negli ultimi anni del secolo. L’ultimo salone invece, si distingue per la volta, decorata da un affresco complesso da decifrare, databile alla fine dell’800, probabilmente frutto del lavoro di più mani e maestranze.
Palazzo Castelnuovo, da tempio massonico a rifugio antiaereo
Le storie legate a Palazzo Castelnuovo sono numerose. Una di queste intreccia la residenza nobiliare alla massoneria palermitana, di cui fu Maestro Venerabile, nel ’700, proprio l’ultimo erede Carlo Cottone. All’interno della struttura è infatti possibile seguire un vero e proprio percorso massonico, che parte dalla Sala d’Ercole e che si snoda per quattro sale in successione, tutte con esposizione Ovest-Est. Fu ideato per essere il percorso iniziatico di chi, da profano, si avvicinava alla loggia, accingendosi a diventare fratello massone. Ancora oggi si può ripercorrere il passaggio simbolico dalle tenebre alla luce.

A proposito della storia più recente, invece, nei sotterranei di Palazzo Castelnuovo, è stato scoperto un rifugio antiaereo risalente alla Seconda Guerra Mondiale. Il rifugio era pubblico e rappresentò un luogo sicuro per gli abitanti della zona di Ballarò, che vi trovarono riparo dai bombardamenti. È rimasto in questi anni sostanzialmente immutato.

















