La rassegna “Storia delle mafie” propone, per la prima volta in Sicilia, un’originale raccolta di disegni autografi di Pippo Fava messi a disposizione dalla fondazione a lui dedicata. La mostra è stata allestita nei caratteristici locali dello “Spazio San Sebastiano”, in piazza del Popolo a Palazzolo Acreide, a ridosso della basilica di San Sebastiano, nella città natale del giornalista che venne ucciso a Catania nel 1984: verrà inaugurata alle 17 di oggi, domenica 1 dicembre, e resterà aperta fino a marzo del 2025. Un’occasione per riflettere sulle vicende legate alla storia di uno dei periodi più bui del nostro Paese. Patrocinata dall’assessorato alla Cultura, l’esposizione sarà visitabile gratuitamente tutti i giorni, dalle 10 fino alle 13 e dalle 16 fino alle 19.
Le “caricature” dei boss nei disegni di Pippo Fava per ridicolizzare la mafia
Per il noto giornalista assassinato 40 anni fa dalla mafia si tratta, dunque, di un ideale “ritorno” nella sua terra d’origine, che per l’occasione esporrà con orgoglio i suoi disegni autografi (realizzati prevalentemente a penna) e raffiguranti diversi “tipi di mafiosi” caratterizzati da maschere grottesche. Queste hanno l’intento di mettere a nudo i boss e rendere pubbliche, ridicolizzandole in maniera quasi caricaturale, le loro principali caratteristiche.

Chi era Pippo Fava
Pippo Fava è nato a Palazzolo Acreide, nella zona montana della provincia di Siracusa, il 15 settembre del 1925. Da giornalista viene ricordato soprattutto per la sua costante ricerca della verità senza compromessi. Ha ricoperto, tra i tanti suoi ruoli, la carica di direttore del “Giornale del Sud”, oltre ad aver fondato “I siciliani”, un giornale a chiara vocazione antimafia. Da sceneggiatore, invece, ha vinto il prestigioso “Orso d’oro” nel 1980, al Festival di Berlino, col film “Palermo or Wolfsbutg”.
È stato il secondo intellettuale siciliano, dopo Peppino Impastato, ad essere ucciso da Cosa Nostra. Per il suo atroce delitto vennero arrestati, successivamente, alcuni esponenti del clan dei Santapaola. I suoi figli, Claudio ed Elena, molto conosciuti e stimati a Palazzolo Acreide (dove tra l’altro sono stati più volte in occasione di eventi vari dedicati, anche in passato, alla memoria del padre), hanno dato vita alla fondazione Pippo Fava.



















