Melita Ricciardi
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Psicologo-Psicoterapeuta, specialista in Psicoterapia Cognitivo Comportamentale. Esperta in Basic Critical Incident Stress Management, si occupa del trattamento dei Disturbi Post Traumatici da Stress, dei disturbi depressivi, borderline e dei disturbi d’ ansia. Svolge attività clinica nell’ambito della Sessuologia e della terapia di coppia. Terapeuta EMDR (Eye Movement Desensitization and Reprocessing).

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Ghosting, cos’è e che effetti psicologici ha il fenomeno delle relazioni interrotte senza spiegazioni

La psicologa Melita Ricciardi analizza il fenomeno del ghosting, che in Italia ha coinvolto almeno una volta un giovane su dieci. I suoi effetti psicologici possono essere devastanti

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Psicologo-Psicoterapeuta, specialista in Psicoterapia Cognitivo Comportamentale. Esperta in Basic Critical Incident Stress Management, si occupa del trattamento dei Disturbi Post Traumatici da Stress, dei disturbi depressivi, borderline e dei disturbi d’ ansia. Svolge attività clinica nell’ambito della Sessuologia e della terapia di coppia. Terapeuta EMDR (Eye Movement Desensitization and Reprocessing).
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Nell’era digitale, le relazioni interpersonali stanno attraversando una trasformazione radicale, influenzate dalla crescente diffusione dei social media e delle tecnologie di comunicazione. Tra i fenomeni più scoraggianti che sono emersi, uno dei più discussi è quello del ghosting. Questo termine deriva dall’inglese ghost (fantasma) e descrive la pratica di interrompere bruscamente ogni forma di comunicazione con qualcuno senza alcuna spiegazione. Non mancano gli effetti psicologici rilevanti per le persone che lo subiscono, soprattutto i giovani.

Cos’è il ghosting? 

Chi pratica il ghosting smette improvvisamente di rispondere a messaggi, telefonate o qualsiasi altro tentativo di contatto. La persona che subisce questa “sparizione” avverte un silenzio inquietante, senza alcun chiarimento. Sebbene il fenomeno sia particolarmente comune nelle relazioni romantiche, si verifica anche nelle amicizie, nelle dinamiche familiari e, più recentemente, nelle interazioni professionali. Diversi fattori hanno contribuito alla diffusione di tale pratica, in particolare l’uso delle piattaforme digitali.

In passato, chi voleva porre fine ad una relazione doveva farlo di persona o quantomeno al telefono. Oggi, con un semplice clic, è possibile evitare qualsiasi confronto diretto. Inoltre, la rapida “connessione” e la possibilità di scegliere tra le numerose opzioni (ad esempio le app di incontri) hanno portato ad un atteggiamento più disinvolto nei confronti dei rapporti interpersonali. Se qualcuno non soddisfa più le aspettative, il ghosting può sembrare la via più semplice per “eliminare” quel legame, senza sforzi. 

Le statistiche sul ghosting

Secondo i recenti risultati dell’Espad (European School Survey Project on Alcohol and other Drugs – Italy), oltre uno studente su dieci tra i 15 e i 19 anni è stato coinvolto nel fenomeno del ghosting, con una prevalenza maggiore tra le ragazze (46%, rispetto al 27% dei ragazzi). Tra di loro, il 14% (8,5% nei ragazzi, 18% nelle ragazze) ha sperimentato entrambe le modalità del fenomeno, assumendo sia il ruolo di chi lo pratica che quello di chi lo subisce. Gli amici sono i principali responsabili di questo comportamento (55%), seguiti da conoscenti (36%), partner (26%) e parenti (2,4%).

Un dato interessante riguarda le relazioni tra le persone coinvolte: tra gli studenti che affermano di essere stati ghostati, la maggior parte delle relazioni era di tipo fisico (77%), mentre il resto delle interazioni era di natura virtuale. Questo suggerisce che l’isolamento sociale non è causato da internet in sé, ma da un uso problematico dei suoi strumenti, e contemporaneamente è associato a livelli più elevati di depressione, ansia, aggressività, timidezza e ad una rete di supporto familiare e sociale carente. Le ricerche Espad-Italia degli ultimi anni, infatti, hanno mostrato che le relazioni interpersonali, in particolare a seguito della pandemia, hanno subito una destrutturazione significativa.

Il ghosting tra i Millennial e la Generazione Z

Le radici della diffusione del fenomeno del ghosting sono inevitabilmente da ricercare nelle famiglie. I genitori delle generazioni precedenti ai Millennial e alla Generazione Z hanno svolto, loro malgrado, un ruolo ambiguo nell’educazione dei figli. Si sono trovati infatti a dover bilanciare il desiderio di essere amici con la necessità di mantenere una certa distanza, a cavallo tra l’essere permissivi e severi. Questo ha portato, senza intenzione, alla trasmissione di messaggi contraddittori. Una persona che decide di interrompere una relazione senza spiegazioni potrebbe dunque pensare: “perché dovrei spiegarti che non voglio più stare con te, se nessuno mi ha mai insegnato a giustificare un comportamento evitante?”. 

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L’anaffettività diventa, di conseguenza, sempre più diffusa tra le nuove generazioni e, oltre ad essere una diretta conseguenza dell’uso errato della tecnologia, spesso si configura come un sostituto delle relazioni affettive tradizionali. In un contesto in cui gli strumenti digitali occupano gran parte della nostra quotidianità, si assiste ad una progressiva erosione di esperienze emotive dirette, come quelle che si sviluppano all’interno della famiglia o attraverso la cultura scolastica. La crescente dipendenza da questi, infatti, tende a sostituire il contatto umano e l’introspezione, lasciando uno spazio sempre più ristretto ad esperienze formative che stimolano l’intelligenza emotiva.

Perché si fa ghosting: la spiegazione nella psicologia

Le motivazioni che spingono una persona a praticare il ghosting possono essere ad ogni modo varie: 

  • Scarsa gestione emotiva: chi lo fa spesso non è in grado di gestire le proprie emozioni e preferisce evitare relazioni più profonde, scegliendo legami superficiali e di breve durata. Il ghosting può essere una manifestazione della paura di impegnarsi in una relazione o del desiderio di evitare la responsabilità di una chiusura formale. 
  • Senso di sopraffazione o stress: il ghoster può sentirsi sopraffatto dalla relazione, sviluppando un senso di ansia che lo porta a non affrontare la situazione. 
  • Desiderio di evitare il conflitto: talvolta, chi fa ghosting, non vuole ferire l’altra persona, per cui pensa che sparire senza spiegazioni sia meno doloroso rispetto a un confronto diretto, con discussioni difficili, conflitti emotivi o conversazioni imbarazzanti. In tutti questi casi, emerge una caratteristica comune: un’immaturità emotiva, che si traduce in una carenza di consapevolezza di sé e in una difficoltà nell’autoanalisi.
  • Disconnessione emotiva: la comunicazione digitale ha contribuito alla riduzione delle interazioni profonde. Quando le persone si sentono poco coinvolte emotivamente, il ghosting appare come una soluzione rapida e indolore. 
  • Superficialità delle relazioni online: nelle interazioni virtuali, le persone tendono a trattare gli altri come “opzioni” e non come individui con cui costruire legami duraturi.

Le caratteristiche tipiche del ghoster sono egoismo, manipolazione, inganno, perseguimento dell’interesse personale, insensibilità e mancanza di rimorso

Gli effetti del ghosting

Il ghosting può avere effetti devastanti, arrivando a provocare veri e propri danni psicologici, simili a quelli di una violenza emotiva, a chi lo subisce. Le implicazioni psicologiche possono essere profonde e durature, con effetti variabili a seconda della natura della relazione. Ecco alcune delle conseguenze più comuni:

  • Senso di abbandono: le persone ghostate spesso provano una sensazione di solitudine e di rifiuto, poiché la mancanza di spiegazioni lascia spazio a dubbi e incertezze. 
  • Confusione e autocritica: la persona che lo subisce tende a interrogarsi su cosa possa essere andato storto, mettendo in discussione le proprie qualità o capacità relazionali.
  • Ansia e stress: l’incertezza causata dal silenzio improvviso può generare ansia. La mancanza di risposte rende difficile trovare una chiusura emotiva. 
  • Difficoltà nelle relazioni future: il trauma emotivo causato dal ghosting può rendere difficile aprirsi nuovamente, portando a sfiducia e paura di nuovi rifiuti. 
  • Rabbia: per non aver ricevuto spiegazioni e per la sensazione di essere stato “scaricato senza motivo”.
  • Senso di colpa: l’impressione di aver fatto qualcosa di sbagliato, che ha allontanato l’altra persona.
  • Bassa autostima: il pensiero di non essere abbastanza o di aver commesso un errore che ha rovinato la relazione. 
  • Comportamenti ossessivi: la continua ricerca di risposte o giustificazioni da parte dell’altro.

Come affrontare il ghosting?

Affrontare il ghosting richiede una buona dose di accettazione e cura verso se stessi. È naturale provare sofferenza, ma è importante riconoscere le emozioni senza farsi sopraffare. Se queste vengono bloccate e non lasciate libere di fluire, il processo di maturazione psicologica infatti può essere compromesso, con ripercussioni sulla capacità di adattamento alla vita adulta e alle relazioni interpersonali. Di conseguenza, la persona potrebbe non essere in grado di mettersi nei panni degli altri, sviluppando una carenza di quella che viene chiamata la “cultura del sentimento“.

Una persona che invece ha sviluppato un’emotività reattiva e responsabile è in grado non solo di generare sentimenti, ma anche di comprendere quelli degli altri. Un aspetto essenziale per le relazioni interpersonali e per il benessere emotivo. La capacità di empatia, ovvero la capacità di riconoscere i bisogni altrui, è basilare per una comunicazione affettiva efficace, che a sua volta gioca un ruolo cruciale nella produttività e nel potere personale. È indispensabile, pertanto, mantenere il focus sui propri bisogni. Continuare a cercare la persona che ha ghostato spesso amplifica il dolore e impedisce la ripresa introspettiva. In alcuni casi, cercare l’aiuto di un professionista può essere utile per prendere consapevolezza del proprio stile relazionale e per costruire legami più sani in futuro. 

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