Il nuovo “Gattopardo” di Netflix è un viaggio nella Sicilia dell’Ottocento che incanta, raccontando la decadenza della monarchia attraverso la figura del Principe di Salina e quelle dei suoi familiari. Le loro vite si intrecciano con i cambiamenti politici del tempo, a partire dai primi moti rivoluzionari fino all’arrivo di Giuseppe Garibaldi. Un racconto in cui l’Isola non è soltanto uno sfondo, bensì si fa a tratti protagonista, conquistando l’occhio curioso dello spettatore. Tra un confronto e l’altro con il capolavoro cinematografico di Luchino Visconti e qualche critica nei confronti del cast, è proprio la bellezza dei luoghi, insieme a una regia attenta e a una fotografia suggestiva, a unire i pareri del grande pubblico. È un risultato frutto dell’accurato lavoro di selezione e definizione delle ambientazioni. A raccontarlo a BE Sicily Mag è stato il location manager Ivan Ferrandes.

Ivan Ferrandes racconta il lavoro dietro il “Gattopardo” di Netflix
“Il lavoro di selezione delle location è stato abbastanza lungo e non semplice, perché c’è stata una ricerca del dettaglio scrupolosa sulla base delle richieste del regista e di Netflix, che è responsabile di tutto il progetto”, ha ammesso il location manager Ivan Ferrandes. La fase di location scouting, quella in cui si individuano i luoghi più adatti alle riprese, è durata da agosto a dicembre del 2022. È stato fondamentale innanzitutto definire analogie e differenze con il film di Luchino Visconti. “Non ci sono location che sono state mantenute rispetto al film. Nel corso delle riunioni, anche attraverso un lavoro intenso di documentazione fotografica, alcune sono state valutate, ma a causa dei cambiamenti subiti nel tempo non erano più utilizzabili. Il regista ha quindi optato per un cambiamento totale dell’ambientazione”.
La maggior parte delle scene della serie è ambientata nella residenza del Principe di Salina. È proprio da qui che il team di location manager è partito. “Alcune location sono individuabili facilmente dallo spettatore, come gli esterni di Villa Valguarnera, a Bagheria. Essa ha ospitato anche alcune scene negli ambienti interni. Altre, come quelle nella camera da letto e in alcuni salottini, invece, sono state ambientate a Villa Spedalotto, sempre a Bagheria. A Palazzo Comitini a Palermo, nella Sala Martorana (oggi sede del Consiglio Provinciale, ndr), è stata allestita la sala da pranzo. È insomma un collage: diverse location vengono individuate come un’unica location”.

Altrettanto importante la scelta dell’ambientazione di Donnafugata, il Comune immaginario che ospita la residenza estiva della famiglia. “Il regista – racconta Ivan Ferrandes – ha voluto analizzare attentamente ogni singolo paesino della Sicilia”. La scelta alla fine è ricaduta su Ortigia, a Siracusa. “Il regista ha apprezzato da un lato la sua ricchezza artistica, dall’altro il fatto che raccogliesse bene l’immagine che doveva mostrare. L’obiettivo infatti non era raccontare il classico Barocco, ma mettere in risalto tutto ciò che ha la Sicilia, anche con location un po’ insolite, che vanno al di là dei Quattro Canti e di Piazza Pretoria a Palermo e che non erano state viste e riviste in altre serie d’epoca”.
Le scelte inevitabilmente strizzano anche l’occhio al turismo e non è da escludere che presto possano nascere dei veri e propri tour della Sicilia a tema “Gattopardo”, sulla scia delle location mostrate nella serie di Netflix. La componente paesaggistica, in tal senso, ha avuto un ruolo importante per il successo della produzione. “Questo aspetto è evidente in particolare nelle scene in cui la famiglia si sposta a cavallo e in carrozza, ambientate nella Riserva di Monte Cofano e nella frazione di Purgatorio. Diversi momenti poi hanno avuto come sfondo la spiaggia di Baia Santa Margherita, nel Comune di San Vito Lo Capo. Una delle zone che ha destato maggiore curiosità è quella del deserto dei Calanchi, a Paternò, nel catanese. È un luogo molto particolare a livello visivo, di grande impatto”.

La fase delle riprese
Dopo avere selezionato le location del nuovo “Gattopardo”, è arrivato il momento di iniziare a girare. “Le riprese, sul piano di lavorazione, si sono concentrate per lo più a Palermo e Roma. Una piccola parte della serie è stata trattata a Torino. A Ortigia siamo stati una settimana, poi un’altra settimana ai Calanchi. Il sostegno da parte delle amministrazioni è stato fondamentale, anche perché abbiamo girato in un periodo di altissima stagione, tra maggio e giugno. Abbiamo gestito nel modo migliore i set, lavorando anche in notturna. Il dispiego di forze è stato veramente importante. I luoghi in totale sono stati più di cinquanta, considerando anche le piccole scene come quelle alla Bandita a Palermo e nella zona di Castelluccio, alle spalle della Cattedrale, tra i vicoletti. Su Maps avevamo una sorta di guida di tutte le location in cui dovevamo girare”.
Le immagini del set a cielo aperto nel centro storico di Palermo, in particolare, sono diventate immediatamente virali. “Il lavoro per riportare le città nel passato è stato importante, soprattutto a Palermo, dove ogni giorno venivano scaricati camion di terra rossa, che poi veniva aspirata. Nessun luogo però è stato stravolto, abbiamo fatto soltanto degli adeguamenti. A Ortigia, ad esempio, abbiamo costruito una fontana al centro della piazza”. Un lungo lavoro che ha avuto ampio riscontro. L’attesa, insomma, è valsa la pena.

Tutte le location del “Gattopardo” in Sicilia
Per coloro che stiano ancora guardando la serie del “Gattopardo”, ecco l’elenco completo delle location in Sicilia che è possibile riconoscere nel corso dei sei episodi:
- Piazza Pretoria a Palermo, è l’ambientazione delle scene con i primi scontri in città. Con la fontana sullo sfondo, Tancredi inoltre scrive le lettere per rassicurare Concetta in merito al suo stato di salute. Ai Quattro Canti avviene la scena della fucilazione dei ribelli e quella dell’arrivo di Giuseppe Garibaldi. Altre scene cittadine sono state registrate nella zona della Bandita e tra i vicoletti alle spalle della Cattedrale
- Villa Valguarnera a Bagheria è stata scelta come residenza del Gattopardo per gli esterni, mentre soltanto una parte degli interni è stata utilizzata per le riprese. Anche i saloni di Villa Spedalotto a Bagheria sono stati utilizzati per le riprese interne dell’abitazione. La sala da pranzo dove si consumano colazioni, pranzi e cene di famiglia, invece, è stata allestita nella Sala Martorana di Palazzo Comitini, a Palermo

- Villa Wirz, a Mondello, nel palermitano, è la residenza di Tancredi: qui Concetta sorprende il cugino nudo, intento a lavarsi, dopo essere rientrata dal monastero
- Villa Tasca a Palermo, nel cui suggestivo laghetto Concetta e Angelica si confidano durante un intimo giro in barca
- Palazzo Biscari a Catania è il set del Ballo della Liberazione. Una licenza del regista, in quanto assente sia nel romanzo di Tomasi di Lampedusa sia nel film di Luchino Visconti.

- Chiesa di San Cataldo a Palermo, è il convento in cui si rifugia Concetta, disperata a causa del matrimonio tra Tancredi e Angelica e offesa per il tradimento del padre
- Chiesa dei Teatini a Palermo, coi suoi affreschi e le decorazioni barocche fa da sfondo al sontuoso matrimonio tra Tancredi e Angelica, simbolo dell’unione tra aristocrazia e nuova borghesia
- Baia di Santa Margherita a San Vito Lo Capo, nel trapanese, dove è stata girata la scena dello sbarco dei garibaldini in Sicilia
- Calanchi di Cannizzola, a Paternò, nel catanese: il Principe di Salina e la sua famiglia attraversano il cosiddetto “deserto dei Calanchi” per spostarsi da Palermo a Donnafugata

- Ortigia, a Siracusa, è nella serie il paese immaginario di Donnafugata: qui il sindaco Don Calogero Sedara accoglie il Gattopardo.









