Il Vinitaly 2025 è stato inevitabilmente legato all’incognita dazi imposti dagli Stati Uniti, tra lo stop and go degli annunci di Donald Trump e i timori dei produttori che nel mercato a stelle e strisce hanno gradimento sempre crescente. Ma la 57esima edizione del salone internazionale del vino e dei distillati è stata anche quella che ha registrato la maggiore presenza di buyers esteri, un terzo del totale dei visitatori, segno che il segmento economico in questione è più che mai vitale.
Vinitaly, il Padiglione Sicilia tra i più visitati
Verona Fiere archivia dunque la 57esima edizione del Vinitaly e per la Sicilia, il cui padiglione è stato come al solito tra i più visitati, è tempo di bilanci. Più che positivi, certificano Assessorato regionale all’Agricoltura e Istituto Regionale del Vino e dell’Olio, nonostante le criticità non manchino, sia sui mercati internazionali che su quello interno, per le 23 Doc, l’unica DOCG e le centinaia di realtà vitivinicole – 120 quelle presenti quest’anno al salone – che rappresentano il mondo enologico siciliano in continua espansione.
E c’è da stare certi che solo pochissimi, tra i 97.000 presenti al Vinitaly 2025, non abbiano varcato le porte del padiglione Sicilia, uno dei più grandi della Fiera, ispirato all’opera “Trinacria” del pittore Enzo Patti, sottraendosi alla fascinazione di un territorio che è protagonista indiscusso della storia e della tradizione enologica e che detiene il primato della più estesa superficie vitata italiana.
Non solo. La congiunzione astrale che fa sì che in questo 2025 si celebri la Sicilia come Regione Europea della Gastronomia e Agrigento come Capitale italiana della Cultura – mentre nel 2026 Gibellina sarà Capitale dell’Arte contemporanea – ha infittito ulteriormente i calendari di eventi e manifestazioni che si terranno nei prossimi mesi nell’Isola e che faranno crescere esponenzialmente il già importante traino economico del flusso turistico enogastronomico.
Enoturismo, driver economico per il vino
Al tema “Enoturismo ed intelligenza artificiale, per una nuova fruizione del territorio” è stato dedicato il consueto momento di riflessione organizzato a Vinitaly 2025 da Assovini, che riunisce le più importanti aziende vitivinicole dell’Isola. “L’enoturismo è un driver per l’economia siciliana e per la produzione vinicola, grazie alla diversificazione e alla varietà dell’offerta ricettiva e culturale del turismo del vino – ha detto Mariangela Cambria, presidente Assovini Sicilia – e si fa portavoce di un modo nuovo di raccontare il mondo vitivinicolo attraverso l’interazione con l’arte, la gastronomia, il paesaggio e la cultura”.

Vinitaly, si sa, è soprattutto vetrina: degustazioni, masterclass, talk, convegni business, ricevimenti nei palazzi del centro storico di Verona, che si trasforma in una enorme enoteca a cielo aperto, tanto che Vinitaly and the City, il fuori-salone dedicato ai wine lover, ha fatto registrare più di 50.000 tagliandi-degustazione venduti, che è la stessa cifra del 2024, ma con una giornata di evento in meno. Degustare è la parola d’ordine, qui come in cantina, e infatti – testimonia il report commissionato da Assovini all’Università di Messina – ormai il 93,5% delle aziende vinicole siciliane offre degustazioni agli enoturisti. Con una attenzione sempre crescente, condivisa e richiesta, ai temi della sostenibilità, che fa della vitivinicoltura consapevole uno dei tratti distintivi del comparto siciliano.
Sicilia, vigneto sostenibile
Nello spazio istituzionale del padiglione Sicilia la Fondazione SOStain Sicilia e il Consorzio di Tutela Vini Doc Sicilia hanno presentato le nuove progettualità che rafforzano il modello sostenibile della vitivinicoltura siciliana. A partire dalla fase 2 del progetto “Bottiglia 100% Sicilia”, realizzato in collaborazione con O-I, che prevede un ulteriore alleggerimento della bottiglia, da 410 a 360 grammi, per ridurne l’impronta ambientale.
I rossi importanti, le bollicine raffinatissime, i bianchi fermi in costante ascesa sui mercati internazionali, i macerati, i naturali, i biologici. I quattro giorni del Vinitaly consentono solo una overview sulla Sicilia del vino, e nell’enorme padiglione che riunisce i 120 produttori della Trinacria sembra che le parole di Goethe nel suo “Viaggio in Sicilia” perfettamente si adattino allo spettacolo dei verdissimi anfiteatri naturali vitati. “La purezza dei contorni, la soavità dell’insieme, il degradare dei toni, l’armonia del cielo, del mare, della terra”. Oltre il romanticismo, forti di un pragmatismo che promette traguardi ambiziosi, cresce la generazione Netx, gli under 40 del vino siciliano, figli d’arte e esordienti determinati che, di anno in anno, si impadroniscono del loro futuro e del vino che verrà.
Siciliani under 40 nella classifica di Forbes
Così, quando Forbes Italia la premia inserendola nella classifica ambitissima dei 40 under 40 leader del vino, Federica Fina, responsabile marketing della cantina di famiglia, urla: “datemi un pizzicotto perché possa capire se sto sognando!”. Più pacato, ma non meno entusiasta, il commento di Totò Navarra Jr, terza generazione dell’azienda di Butera, altro siciliano under 40 a ricevere il premio Excellence 2025 di Forbes Italia.

Riempiti milioni di calici, Vinitaly dà appuntamento al 2026, dal 12 al 15 aprile. In Sicilia, invece, tutto è pronto per la più importante rassegna enologica dell’isola: Sicilia En Primeur che quest’anno si terrà dal 6 all’11 maggio a Modica, città patrimonio dell’Unesco.




















