Una grande partecipazione di fedeli e appassionati ha caratterizzato anche quest’anno la festa religiosa dedicata ai santi Alfio, Cirino e Filadelfo a Trecastagni, in provincia di Catania. La ricorrenza, dall’8 al 10 maggio, ha riempito le vie del piccolo comune alle medie pendici dell’Etna. Non solo una ricorrenza religiosa, ma anche una celebrazione che unisce le tradizioni locali. Tanti gli stand dedicati alla vendita di prodotti tipici, tra cui in particolare l’aglio di Trecastagni, coltivato nelle campagne circostanti e ingrediente chiave della festa, utilizzato per creare corone elaborate che vengono portate in processione. Alcuni hanno iniziato a passeggiare con i ceri anche a distanza di chilometri dal centro abitato. Non molti sanno però qual è la storia che si cela dietro questa sentita ricorrenza.
La storia della festa dei Santi Alfio, Cirino e Filadelfo
La storia della festa dei Santi Alfio, Cirino e Filadelfo, che oltre a Trecastagni viene celebrata anche a Lentini, nel siracusano, affonda le sue radici nel martirio dei tre fratelli, figli del Principe Vitale di Vaste e Benedetta di Locuste, che avvenne nell’anno 253 proprio a Lentini, nel periodo delle persecuzioni ordinate dall’imperatore Decio. L’elemento che unisce le due città sta nel fatto che, durante il loro viaggio, i tre fratelli passarono da Trecastagni, luogo in cui secondo quanto raccontato compirono diversi prodigi e conversioni. La ricorrenza cade in quello che è il giorno corrispondente al loro dies natalis.
La notte tra il 9 e il 10 maggio viene chiamata dai fedeli Notte Santa. In questa occasione centinaia di pellegrini salgono a piedi le pendici dell’Etna in preghiera, portando un grosso cero fino al santuario di Sant’Alfio. Alfio era il più grande dei tre fratelli e si narra che abbia subito più di tutti il martirio. Il corteo viene chiamato Processione dei Nuri, in quanto le persone che portano avanti il corteo lo fanno a piedi nudi, indossando solo dei mutandoni e delle camicie bianche. L’arrivo al Santuario avviene di mattina e i pellegrini vengono accolti sia dal suono delle campane che da colpi a salve di un cannone, che annunciano l’inizio della messa solenne.
Nella giornata del 10 maggio, che è quella principale della festa, dopo la messa delle 9, la Svelata dei Santi della cappella, con le statue dei tre santi, la sfilata tipica dei carretti siciliani e la processione delle statue dei santi la festa si conclude in tarda serata con la Calata de mbriachi. In questa occasione, ai fedeli che celebrano il santo e bevono vino locale, viene donata una cresta d’aglio, che l’antica tradizione vede come simbolo di buona salute.




















