Per la conferenza internazionale “Il futuro del turismo responsabile, un equilibrio tra inclusività, ambiente e comunità”, un gran numero di addetti ai lavori si sono dati appuntamento al Teatro Santa Cecilia, nel centro storico di Palermo, per discutere i rischi dell’overtourism. Una location non casuale, che negli ultimi anni ha visto modificare la sua geografia proprio in conseguenza all’avvento dei turisti. Anche nel capoluogo siciliano, come in tante altre grandi città d’Italia e d’Europa, molti residenti infatti fuggono dal centro storico, sempre più caotico e affollato da bar, pub e ristoranti e optano per vendere o locare i loro immobili nel circuito degli affitti brevi che, attraverso le piattaforme più celebri, garantiscono posti letto a buon prezzo ai turisti e guadagni sicuri ai proprietari. Il tutto a discapito di una pacifica convivenza e di un turismo capace di valorizzare le tradizioni del territorio.
Cosa è il turismo sostenibile
L’Organizzazione Mondiale del Turismo, UNWTO, definisce il turismo sostenibile o responsabile come un innovativo modo di viaggiare ed esplorare i territori, che soddisfa i bisogni dei viaggiatori, delle comunità locali, dell’ambiente e delle aziende, salvaguardando non solo gli equilibri ambientali, ma anche quelli sociali ed economici, offrendo allo stesso tempo nuove opportunità di sviluppo a lungo termine e per il futuro delle prossime generazioni. Le comunità ospitanti diventano protagoniste della promozione del territorio con la creazione di rapporti positivi d’interazione con l’industria del turismo e i turisti stessi.
Si tratta insomma di un tipologia di turismo che non solo dà vita a nuove opportunità ma crea i presupposti per l’apertura di nuovi luoghi, come sale conferenze, punti di ritrovo, giardini pubblici, parcheggi, mobilità sostenibile. In quest’ottica, i centri storici assumerebbero nuovi contorni e sarebbero più vivibili, senza trasformarsi in giganteschi “dormitori” dedicati ai visitatori stranieri e senza un positivo scambio tra turisti e residenti. Stando alle regole del turismo sostenibile, inoltre, le nuove strutture ricettive non devono sfruttare le risorse del territorio (dall’acqua agli spazi) ma devono rispettare chi vi abita tutto l’anno.
Il progetto sul turismo sostenibile
La conferenza “Il futuro del turismo responsabile, un equilibrio tra inclusività, ambiente e comunità” a Palermo ha rappresentato l’evento finale del progetto finanziato dal programma Erasmus+ Azione Chiave 2: “HyPro4ST – Sustainable Tourism Innovation Through Hybrid Project Management”, che ha visto coinvolti 16 partner di 6 paesi: Italia, Slovenia, Croazia, Grecia, Portogallo e Ungheria. L’obiettivo del progetto è quello di sviluppare un nuovo profilo professionale volto a migliorare le competenze di coloro che lavorano nel settore turistico: il manager del turismo ibrido e sostenibile.
Rosina Ndukwe, coordinatrice unità adulti del CESIE ETS, ha spiegato nel dettaglio il progetto: “Il CESIE da anni si occupa di progetti europei, nell’agricoltura come sul tema del cambiamento climatico e di recente, ci siamo occupati del turismo responsabile e sostenibile. Questo progetto coinvolge tutta l’Europa. Gli ospiti internazionali a Palermo hanno sperimentato alcune realtà virtuose come Addiopizzo Travel, Moltivolti e altre. Vogliamo migliorare le competenze di chi si occupa di turismo per un approccio più responsabile, educativo e rivolto alla storia, dando un impatto sociale alla comunità, coinvolgendo i migranti. Se cambia approccio chi organizza gli itinerari, cambia anche l’approccio del turista”.
Penny Kazaki, Head of EU projects and Coordinator of the HyPro4ST project, ha aggiunto: “Il progetto è stato cofinanziato da Erasmus + per creare un nuovo profilo di manager del turismo ibrido e sostenibile. I contenuti originali sono in inglese ma, nei paesi promotori come l’Italia, sono anche nella lingua locale. Tutti i paesi stanno affrontando il problema dell’overtourism. Ci sono località in Europa dove i numeri delle presenze turistiche superano di 2-3 volte la popolazione residente, creando problemi di tutti i tipi. In particolare, il sovraffollamento dei centri storici cittadini si può superare anche indirizzando i flussi verso itinerari alternativi, in campagna, negli agriturismi, nelle zone rurali. Ed anche in questo senso potrà operare il nuovo manager, una figura che potrà essere inserita nell’hôtellerie, come nelle case vacanze, nelle realtà ricreative, nella ricettività in generale. Tra i moduli che apprendono i futuri manager, ci sono le soft skills e le abilità digitali. A giugno, ci saranno i primi nuovi manager certificati”.
Tra gli intervenuti anche Salvo Basile, direttore di Confesercenti Palermo, partner dell’iniziativa. “In Sicilia, dal 2013 al 2024, il turismo è aumentato del 300 per cento. Oggi, si ricerca una formula che faccia sì che il turista si misuri con le dinamiche, la cultura dei luoghi, per sperimentare di far parte integrante del territorio. L’orientamento è quello di rivolgersi non più solo alle forme classiche dell’hôtellerie ma verso forme alternative come i b&b, dove la famiglia proprietaria vive nella struttura, o le locazioni turistiche e gli affitti brevi, anche in assenza delle cubature turistiche, pensiamo ai borghi, alle località che valorizzano l’artigianato. Nei centri storici, invece, sono state introdotte nuove norme. Così, qualche mese fa a livello regionale è stata pubblicata la nuova disciplina delle strutture turistico-ricettive. Mancano ancora controlli adeguati, cosa che abbiamo nel tempo sempre segnalato. La Sicilia è stata una delle prime regioni d’Italia a garantire l’applicazione del CIR, il codice identificativo regionale, obbligatorio per ciascuna struttura ricettiva. Siamo soddisfatti che i percorsi formativi per la nuova figura di manager abbiamo finora attirato ben 2000 iscritti in Europa”.
Alessandro Anello, assessore al Turismo e allo Sport del Comune di Palermo, ha commentato: “Bisogna fare crescere Palermo nel campo del turismo sostenibile. Grazie a questi progetti triennali abbiamo compreso l’importanza di questo genere di turismo”.
Gli altri ospiti
Alla conferenza “Il futuro del turismo responsabile, un equilibrio tra inclusività, ambiente e comunità” erano presenti oltre 50 ospiti internazionali che lavorano nell’ambito del turismo responsabile, l’università, le associazioni di professionisti del settore. L’introduzione è stata a cura di Ioannis Georgizas, General Manager di Sustainable City Network. Tra gli altri interventi che si sono susseguiti durante la conferenza, quello di Vito La Fata, presidente CESIE ETS. E ancora di Gaetano Sabato, professore associato dell’Università di Palermo di Geografia, su “Sostenibilità, territorio e comunità locali”, seguito dalla testimonianza di Elio Savoca, proprietario di Tenute Gigliotto “Il connubio tra sostenibilità e agriturismo”, da Luisa Zappalà, Business Development Manager DIMSI Group che ha spiegato “Il project management in ambito turistico in Sicilia”, Cristiana Rumori, direttrice editoriale per la piattaforma di Travel Podcast Loquis, che è intervenuta su “Travel podcasting e turismo inclusivo”, Edoardo Zaffuto, co-founder AddioPizzo Travel che ha parlato di “Antimafia e il futuro del turismo responsabile”. Il progetto è stato realizzato in partnership con Confesercenti Palermo.
Ha chiuso la serata l’evento “Radiodervish“, con la presentazione della nuova web radio internazionale realizzata da maestranze palermitane e la live performance in acustico gratuita del duo storico della scena di world music italiana e internazionale composto da Michele Lobaccaro e dall’italo-palestinese Nabil Salameh.
















