Dalle parole di Steve Jobs a quelle di Euripide, passando per Pirandello, Shakespeare, Cervantes, ma anche per il folklore e la tradizione con serenate caratteristiche. Tutto questo ha animato le strade di Messina nella giornata di domenica 8 giugno, con spettacoli allestiti in una serie di palcoscenici d’eccezione: i balconi del centro storico cittadino. L’evento “Sotto il tuo balcone” è nato da un’iniziativa del Comune di Messina e dell’Assessorato alle Politiche Culturali, in collaborazione con l’Università e l’Ente Teatro Vittorio Emanuele. L’idea è stata capace di catturare l’attenzione di passanti e turisti, ma anche e soprattutto quella dei cittadini radunati col naso all’insù.
L’iniziativa “Sotto il tuo balcone”
In un mondo sempre più di fretta, in cui è più difficile godere di quelle bellezze sempre presenti, a cui chi vive la città ogni giorno è ormai abituato, creare un’occasione per guardarsi attorno sembra una scelta quasi necessaria. Seguendo le performance dei talenti e le interpretazioni degli attori di diverse compagnie teatrali cittadine presenti sui balconi per l’iniziativa, i presenti non hanno soltanto apprezzato i loro spettacolo, ma anche seguito un mini-tour per le strade del centro, cogliendo l’occasione per riscoprire l’architettura dei palazzi. Caratterizzati dallo stile tardo-liberty, edifici e balconi sono frutto del lavoro dei celebri architetti che lavorarono a Messina dopo il terremoto.
L’appuntamento con l’arte è iniziato sotto il balcone del Palazzo Marullo di Condojanni, in via Cavalieri della Stella, dove l’attore Gianfranco Quero ha interpretato un monologo tratto dal finale del film “Il Grande Dittatore” di Charlie Chaplin. Lo spettacolo si è poi spostato in via Argentieri dove Beatrice Guerrera de Il Teatro dei 3 Mestieri ha incitato i presenti a vivere la vita a pieno e inseguire i propri sogni riprendendo il celebre discorso di Steve Jobs all’Università di Standford.
Trattandosi di balconi e teatro, poi, non poteva ovviamente mancare la celebre scena di Romeo e Giulietta, interpretata dai giovanissimi Gioele Bagalà e Roberta Sciarrone dell’Associazione Culturale Officine Dagoruk sfruttando la bellezza di un balcone di Palazzo Weigert che, fatto parte integrante dell’esibizione, ha temporaneamente interpretato la parte dell’iconico balcone di Verona.

Per quanto riguarda Shakespeare, per il quale i messinesi sembrano nutrire un amore immenso, sono stati recitati anche il monologo di Amleto e una scena tratta da Giulio Cesare. “Essere o non essere” è stato declamato dallo stesso Palazzo Weigert dalla voce profonda di Daniele Gonciaruk, mentre Ernesto Marcianò de Il Clan degli Attori – Clan off Teatro ha interpretato la parte di Marcantonio, nel momento in cui parla ai romani della morte di Cesare, direttamente dalle scale del Rettorato dell’Università di Messina.
Mariapia Rizzo del Teatro dei Naviganti ha invece dato vita e carattere alla Mirandolina de “La Locandiera” di Goldoni, da Palazzo Magauda, affacciandosi quindi sulla caratteristica chiesa dei Catalani e incorniciata da fregi e decorazioni disegnati dal noto architetto Coppedè. Da Palazzo dello Zodiaco si è invece affacciata Margherita Smedile, coinvolgendo il pubblico con una sentita interpretazione di Lora della novella “Lo sgombero” di Pirandello.
Sotto lo stesso balcone, tra l’edificio che fu opera di Gianfrancesco Arena e il Duomo, si sono poi radunati, per intonare vecchie serenate, Tobia Rinaldo, Nino Merrino, Orazio Grasso, Massimiliano Rinaldo, Santino Merrino, Carmelo Trimarchi, Rosario Altadonna, Maria Luisa Triglia, Maria Concetta Grasso e Isabella Bonasera.

Gli appuntamenti al chiuso
Lo spettacolo si è poi momentaneamente spostato al chiuso, per essere ospitato dalla sala Consiglio di Palazzo dei Leoni, dove si sono alternate scene tratte da “Don Chischiotte della Mancia” di Miguel De Cervantes (con Filippo Faillaci) e dall’Operetta Morale di Leopardi (con Giuseppe Carullo e Cristiana Minasi della Compagnia Carullo-Minasi), ma anche “U cummattimentu di Orlandu e Rinardu” di Nino Martoglio (interpretato da Alessio Pettinato della Compagnia Nutrimenti Terrestri) e la scena “No, grazie!” da Cyrano De Bergerac di Edmond Rostand.
In conclusione, la giovanissima interprete Elisabeth Fazio del Liceo Classico “Maurolico” di Messina, ha vestito i panni di Medea, pronunciando sulle scale del Rettorato il discorso alle donne Corinzie tratto dall’omonima tragedia di Euripide.



















