È andata in scena nella serata di mercoledì 11 giugno la prima edizione del Premio Nando Greco, fondatore del Teatro Club di Catania. Location d’eccezione il salone del Palazzo Biscari, nel cuore del centro storico etneo. A presentare l’evento Antonella Ensabella al fianco di Paola Greco, figlia dell’artista, che lo ha ricordato con commozione, sottolineando quanto abbia dato al mondo del teatro locale, anche attraverso grandi sacrifici.
Il racconto del Premio Nando Greco
Dopo alcuni video commemorativi con cui è stata ricordata la figura di Nando Greco, ha avuto luogo un dibattito sull’apporto che quest’ultimo ha dato al teatro, ma anche sull’evoluzione del teatro stesso a Catania nel corso dei decenni. A partecipare Gianni Scuto, Orazio Torrisi, Gioacchino Palumbo, Elio Gimbo, Oscar Guarnaccia, Davide Crimi, Guglielmo Ferro, Emanuela Pistone, Claudio Fava e Federico Magnano di San Lio.
Non è mancata l’arte nel corso dell’evento, con alcuni monologhi e piccoli spettacoli musicali che hanno preceduto la premiazione. Il riconoscimento è poi andato a Federico Grassi, attore e regista di respiro nazionale, diretto da maestri come Gassman, Strehler e Fo, ma anche profondo conoscitore di Nandro Greco. La statuetta originale del Premio, firmata dal maestro Antonio Santacroce, è una scultura che fonde arte visiva e memoria teatrale, pensata per essere non solo trofeo, ma vessillo di una passione che unisce generazioni.
Durante l’evento sono state consegnate anche tre targhe d’onore: a Gianni Salvo, regista e direttore artistico catanese, per il suo percorso al timone del Piccolo Teatro di Catania; a Rosita Motta, “Testimone di platea”, spettatore che ha dimostrato costanza e longevità come storico abbonato del Teatro Stabile; e al giovane regista Nicola Alberto Orofino per il suo attento lavoro con gli attori e per la sua visione contemporanea del teatro.

Il commento della figlia Paola Greco
“Questo premio è stato organizzato per Nando Greco, che è stato colui che ha portato a Catania il teatro negli anni ’60 e che ha rappresentato veramente un momento di rottura, perché lui ha portato il teatro migliore di tutta Italia. La storia ha avuto inizio nel 1965 ed è finita nel 2008 e oggi stiamo onorando la sua memoria. Lui ha avuto passione e dedizione al teatro e in tanti hanno cominciato a fare teatro con lui”, ha ricordato la figlia Paola Greco. “Ho tanto desiderato e voluto questo evento perché Nando ha veramente fatto qualcosa per questa città, in maniera anche inconsapevole, perché lui lo faceva soprattutto per la sua smisurata passione per il teatro”.
E sul premio assegnato a Federico Grassi, ha aggiunto: “Il riconoscimento non è solo il tributo a una carriera d’eccellenza, ma il segno di un legame profondo. Grassi ha conosciuto personalmente mio padre condividendone idee, linguaggi e luoghi. Il suo percorso è quello di un artista che ha saputo raccogliere un’eredità viva, trasformandola in ricerca e azione scenica”.
Articolo di Giuliano Spina e Valentina La Ferrera






















