Non è soltanto un olio. Kalat – l’ultima creatura dell’Oleificio Barbera, prodotto in seimila bottiglie – è il risultato tangibile di un progetto lungo, nato dal desiderio di riscoprire una cultivar antica e farla rivivere in forma contemporanea, in una bottiglia dal design accattivante. Oggi, dopo solo un anno di produzione, quel progetto ha già conquistato i mercati internazionali e ha ricevuto un importante riconoscimento al JOOP, il Japan Olive Oil Prize, uno dei più autorevoli premi del settore a livello globale.
Il premio JOOP a Kalat di Oleificio Barbera
“Essere premiati con Kalat al JOOP è un doppio orgoglio – dice a BE Sicily Mag Antonino Giglio, responsabile marketing dell’Oleificio Barbera – da un lato per l’importanza del Giappone come mercato di riferimento e dall’altro perché il prodotto nasce da un recupero di identità”. Kalat è, infatti, frutto di un lavoro di ricerca, condotto in collaborazione con l’Università di Palermo, che ha permesso di selezionare e reimpiantare in chiave moderna la cultivar Calatina, antica varietà siciliana oggi protagonista del futuro oleario dell’Isola.
Il cuore di questo esperimento è l’Azienda agricola Amore, a Salemi, in contrada Ardigna, definita dallo stesso Giglio una vera e propria “azienda pilota”. Un laboratorio a cielo aperto in cui l’innovazione agricola si misura con il rispetto per la tradizione. Ne è la prova il fatto che proprio lì l’Oleificio Barbera sta testando sistemi di coltivazione intensiva e semi-intensiva, con un occhio attento alla sostenibilità. “È lì che nasce Kalat – continua – ed è lì che si definisce il futuro qualitativo della nostra produzione”.
Il Giappone, mercato esigente e raffinato, ha accolto il progetto con entusiasmo. “I consumatori giapponesi prestano un’attenzione estrema alla qualità e alla salubrità dei cibi e delle bevande che portano in tavola, sono molto sensibili a ciò che è naturale, privo di chimica. In questo senso, abbiamo imparato tanto da loro”.

L’Oleificio Barbera guarda oltre i confini
L’attenzione alla qualità nei fatti è uno dei pilastri dell’Oleificio Barbera, che oggi esporta in oltre 40 Paesi nel mondo, avendo ottenuto numerose certificazioni internazionali, come BRC, IFS, ISO. “Non lo viviamo come un obbligo – sottolinea Antonino Giglio – ma come una missione quotidiana: fare bene ogni giorno e raccontare la Sicilia anche attraverso un packaging che sappia rispettare e valorizzare il contenuto”.
E poi c’è la scienza. Negli ultimi anni l’azienda ha condotto, sempre insieme all’Università di Palermo e al Policlinico, un trial clinico sull’olio extravergine d’oliva, i cui risultati confermano quello che i nonni dicevano già da generazioni: “l’olio extravergine, se di qualità, contribuisce a far bene alla salute”.
Il futuro? “Da un lato, rispondere alla crescente richiesta internazionale, attraverso un piano di espansione industriale. Dall’altro, aprirci al turismo dell’olio e all’accoglienza, per far vivere l’azienda a chi la vuole conoscere da vicino. Nei prossimi due anni daremo il via a diverse iniziative dedicate sia agli adulti che ai bambini. Kalat è solo l’inizio”, conclude.



















