Nel cuore del XII secolo, in Sicilia, quando il potere era un affare per soli uomini, Costanza d’Altavilla si impose come simbolo della resistenza femminile. La sua storia ora diventa un fumetto, che unisce storia e attualità con un linguaggio innovativo. La pubblicazione non è in vendita, ma è possibile scaricarla sul sito dell’Assemblea Regionale oppure richiederla alla Commissione Biblioteca.
La presentazione al Palazzo Reale
Il fumetto “Costanza d’Altavilla. Donne e potere”, progetto della Commissione Biblioteca ARS, è stato presentato giovedì 10 luglio nella Sala Mattarella di Palazzo Reale a Palermo. Illustrato da Enza Fontana in 24 tavole. All’evento, moderato dall’avvocata e scrittrice Federica Dolce, hanno partecipato istituzioni ed esperti per celebrare questa operazione culturale dedicata alle giovani generazioni.
L’opera si inserisce all’interno di un progetto più ampio promosso dalla Commissione, che ha visto la presentazione di un concorso per le scuole, un volume nato da contributi di esperti e studiosi, eventi multidisciplinari e la creazione di un avatar “interattivo” in grado di rispondere alle domande su Costanza.
Marianna Caronia, presidente della Commissione, ha spiegato: “La nostra missione non è quella di conservare libri, ma usare il patrimonio librario come leva per la crescita culturale: per ricordare che i diritti delle donne, pur formalmente riconosciuti dalla Costituzione, vanno resi concreti ogni giorno in ogni istituzione. Questo fumetto è un atto politico: restituisce alle ragazze esempi di potere femminile cancellati dalla storiografia maschile”.

La storia di Costanza D’Altavilla
Costanza D’Altavilla, nata a Palermo nel 1154, seppe sfidare le convenzioni, i pregiudizi e le manovre politiche europee per affermarsi come figura centrale della storia mediterranea. Fu l’ultima erede legittima della dinastia normanna che aveva unificato il Regno di Sicilia. E se per secoli è stata ricordata soltanto come “la madre di Federico II di Svevia, lo Stupor Mundi”. La sua storia personale però merita ben altro spazio.
La vita di Costanza fino al matrimonio
Costanza nacque in un contesto già travagliato: figlia postuma di Ruggero II, fondatore del Regno di Sicilia, venne al mondo il 2 novembre 1154, mentre il padre era già morto da mesi. Una nascita che generò sospetti e leggende, alcune delle quali la volevano addirittura come concepita fuori dal matrimonio. Per molto tempo fu esclusa dai giochi di potere. Rimase nubile fino ai trent’anni, una condizione che suscitò curiosità e malelingue, creando il falso mito della sua vita religiosa.
Per motivi geopolitici, nel 1186, venne data in sposa ad Enrico VI di Svevia, futuro Imperatore del Sacro Romano Impero. Costanza aveva dieci anni più del futuro sposo. Questo matrimonio non era ben visto dai sudditi, che vedevano negli Svevi una minaccia all’indipendenza. Si creò una profonda frattura tra Costanza e il suo Regno.

Costanza, il trono mancato e la nascita di Federico
Quando, nel 1189, il Re Guglielmo II morì senza eredi, Costanza d’Altavilla sarebbe dovuta salire al trono. Ma la nobiltà e il papato preferirono incoronare Tancredi di Lecce, un Altavilla illegittimo, un uomo, considerato una scelta “più rassicurante”.
Il marito Enrico era già diventato Imperatore quando tentò di conquistare il Regno, fallendo, e Costanza, catturata dai suoi stessi sudditi mentre cercava di scappare per raggiungere un luogo più sicuro, rimase prigioniera per quasi un anno (liberata poi dalle truppe sveve).
Nel 1194, Enrico finalmente conquistò la Sicilia e venne incoronato re. Il posto che avrebbe dovuto essere di Costanza le fu strappato dal suo stesso marito e lei divenne soltanto la “consorte”.
A quasi 40 anni diede alla luce un figlio destinato a cambiare la storia: Federico. La nascita fu accompagnata da sospetti e dicerie, al punto che la stessa Costanza fu costretta – secondo alcune cronache, poi rivelatesi false – a partorire in pubblico per zittire chi dubitava della sua gravidanza, a causa della sua età.
Costanza Regina fino alla morte
Alla morte di Enrico VI, nel 1197, fu Costanza d’Altavilla a prendere in mano le redini del Regno di Sicilia, divenendo reggente del regno e madre sovrana di un bambino che sarebbe diventato uno degli imperatori più illuminati della storia medievale. Consapevole delle minacce espansionistiche al suo regno, affidò la tutela del figlio al papa Innocenzo III (per ricucire i rapporti con il papato ed evitare che Federico fosse assorbito dagli Svevi).
Il suo regno, seppur breve, segnò un momento di equilibrio tra culture e poteri, fedele alla tradizione interculturale della dinastia normanna. Stava lasciando in eredità un regno pacificato, politicamente stabile, ben governato. Morì a Palermo nel novembre del 1198, a soli 44 anni. Scelse di essere sepolta nella cattedrale della sua città natale, dove si trova ancora ora.

Pelagio Palagi (1775-1860) “Incoronazione di Federico II di Svevia, con la madre Costanza D’Altavilla“
Curiosità su Costanza D’Altavilla
Non mancano le curiosità su Costanza d’Altavilla. Dante la menziona nella Divina Commedia nel canto III del Paradiso, dove Piccarda Donati la indica come la “gran Costanza”, imperatrice del Sacro Romano Impero e madre di Federico II. Si parla di lei anche nel “Liber ad honorem Augusti” di Pietro da Eboli, considerato un cronista coevo, e nel “De claris mulieribus” di Boccaccio, che mette in risalto l’eccezionalità della tardiva maternità (quasi un miracolo). Nella serie “Costanza” (Rai 1), ispirata ai romanzi di Alessia Gazzola e ambientata nel presente, si accenna indirettamente alla figura di Costanza d’Altavilla attraverso il ritrovamento di resti archeologici attribuiti a Selvaggia di Staufen, figlia illegittima di Federico II.
Costanza d’Altavilla fu molto più di una figlia, moglie o madre “di”. È ora di raccontarla per quello che fu davvero: una sovrana consapevole, coraggiosa e autonoma. Una donna che non fu solo madre del futuro, ma protagonista del suo tempo.









