Davide La Cara
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Giornalista formatosi tra Palermo, Roma e Milano, ha collaborato con diverse testate nazionali e siciliane, trattando temi che spaziano dalla politica al cinema, dall'attualità alla musica. Autore e conduttore radiofonico, ha sviluppato progetti editoriali e radiofonici, raccontando il mondo con uno sguardo critico e innovativo.

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L’archivio di Salvo Licata entra nella Biblioteca dell’Ars, opere e scritti saranno aperti al pubblico

Trasferiti alla Fondazione Federico II i sette colli che custodiscono il patrimonio del giornalista, scrittore e drammaturgo palermitano scomparso nel 2000. A settembre un evento per celebrare la sua opera

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È iniziata una nuova fase per la memoria culturale di Salvo Licata, tra le figure più significative della cultura siciliana del Novecento. Ieri mattina sono stati trasferiti alla sede della Fondazione Federico II i sette colli che custodiscono il suo archivio personale, destinato alla Biblioteca dell’Assemblea regionale siciliana per essere conservato, valorizzato e reso disponibile alla pubblica fruizione.

L’acquisizione rappresenta un importante passaggio per la tutela di un patrimonio fatto di scritti, documenti, testimonianze e materiali inediti, che raccontano il percorso artistico e professionale di Licata e il suo contributo alla storia del teatro contemporaneo, del giornalismo e della cultura siciliana.

L’accordo con la Biblioteca dell’Ars

La prima fase dell’operazione si è conclusa con la presa in consegna dell’archivio da parte della Biblioteca dell’Ars. La segreteria dell’Assemblea regionale siciliana, attraverso una lettera firmata dal segretario generale Francesco Scimè e indirizzata alla figlia dello scrittore, Costanza Licata, ha comunicato l’accettazione della donazione.

Nella nota viene spiegato che la Commissione per la vigilanza sulla Biblioteca, nella seduta del 24 giugno 2026, ha deliberato di accettare la proposta di donazione e di acquisire il materiale composto, secondo un primo inventario, da sette colli.

L’archivio troverà una collocazione adeguata presso l’Archivio storico dell’Assemblea regionale siciliana, ospitato nella chiesa di Sant’Elena e Costantino, dove sarà custodito e successivamente valorizzato.

Un patrimonio da digitalizzare e condividere

A promuovere l’iniziativa è stato Pino Apprendi, ex deputato regionale, che ha seguito il percorso di acquisizione insieme ad Assostampa, ai colleghi e agli amici di Licata.

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“Con Assostampa, i tuoi colleghi e amici, Vittorio Corradino, Roberto Leone, Giuseppe Rizzuto, Franco Nicastro, Guido Valdini, Totò Rizzo, Gian Mauro Costa e con Costanza tua figlia, abbiamo consegnato il tuo patrimonio di scrittura alla Biblioteca dell’Assemblea regionale siciliana, dove sarà digitalizzato e messo a disposizione dei cittadini”, ha scritto Apprendi in un post dedicato allo scrittore palermitano.

Un lavoro fondamentale è stato svolto anche da Mariangela Zaffuto, che ha curato la catalogazione dei documenti contenuti nell’archivio.

La figura di Salvo Licata

Salvo Licata è stato una delle voci più originali della cultura palermitana. Nato a Palermo nel 1937 e scomparso nel 2000, è stato giornalista, scrittore, drammaturgo e autore televisivo, capace di raccontare la sua città attraverso una scrittura attenta alle contraddizioni sociali, alle storie degli ultimi e alle trasformazioni del territorio.

Dopo gli inizi nel mondo del giornalismo, Licata ha collaborato con diverse testate, affermandosi come cronista e narratore di una Palermo osservata con partecipazione e spirito critico. La sua attività si è intrecciata profondamente con il teatro civile e popolare, ambito nel quale ha saputo recuperare il valore della tradizione orale siciliana, dei racconti di strada e delle voci dei quartieri.

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Tra le sue opere più note figurano testi teatrali come “Pupi e pupari”, “Ballarò” e “La notte di un povero diavolo”, lavori nei quali emerge il legame con la cultura popolare siciliana e con una città raccontata senza retorica, attraverso ironia, denuncia e poesia.

Figura vicina al mondo del Teatro Ditirammu e protagonista della stagione culturale palermitana degli anni Settanta e Ottanta, Licata ha contribuito a mantenere vivo il rapporto tra memoria, identità e rappresentazione scenica. La sua produzione resta una testimonianza preziosa di un periodo storico complesso, in cui il giornalismo e l’arte diventavano strumenti per interpretare la società e dare voce a chi spesso rimaneva ai margini.

A settembre un evento dedicato a Salvo Licata

La Commissione per la vigilanza sulla Biblioteca dell’Ars ha inoltre annunciato l’organizzazione di un’iniziativa pubblica, prevista dopo la pausa estiva, per celebrare l’acquisizione dell’archivio e approfondire il valore dell’opera di Licata.

L’appuntamento sarà l’occasione per riportare al centro dell’attenzione una figura capace di attraversare diversi linguaggi: dalla cronaca giornalistica alla scrittura teatrale, dalla ricerca sulle tradizioni popolari alla narrazione di una Palermo complessa e profondamente umana.

A settembre faremo una iniziativa pubblica” ha annunciato Apprendi, anticipando un momento di confronto dedicato alla riscoperta di uno degli autori più rappresentativi della cultura palermitana contemporanea.

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