È pronto a tornare il kolossal l’Odissea di Omero prodotto da Buongiorno Sicilia e con la collaborazione del Parco botanico e geologico delle Gole e di Up. Lo spettacolo teatrale debutterà il 24 luglio e rimarrà in cartellone fino al 21 luglio, nella cornice delle Gole dell’Alcantara, riserva naturale che attira turisti da tutta la Sicilia e non solo. La rappresentazione sostituisce gli spettacoli del 2024 dell’Inferno di Dante, che avevano suscitato grande successo da parte del pubblico e della critica.
Il ritorno dell’Odissea alle Gole dell’Alcantara
Dopo il grande successo del 2019 e del 2020, lo spettacolo torna in questa stupenda cornice naturale con due repliche per ogni sera, alle 20.30 e alle 22. Il celebre mito sarà rappresentato da una compagnia composta da più di venti attori, tra cui Ruben Rigillo, Davide Sbrogiò, Liliana Randi, Giovanna Mangiù, guidati dal regista Giovanni Anfuso. Negli anni passati lo spettacolo aveva registrato il record di pubblico, tanto da andare sold-out a pochi giorni dalla prevendita. Le Gole dell’Alcantara si confermano una location che accoglie le rappresentazioni teatrali altissimo livello. La prevendita dei biglietti è già disponibile al Box Office.

Di cosa parla il mito di Omero?
L’Odissea di Omero è uno dei capolavori assoluti della letteratura occidentale, narra il lungo e avventuroso viaggio di ritorno dell’eroe greco Ulisse verso la sua patria, Itaca, dopo la guerra di Troia. Il poema, composto da 24 libri, racconta un’odissea durata dieci anni, durante i quali il protagonista affronta mostri, divinità, incantesimi e prove di ogni tipo, tra cui il ciclope Polifemo, la maga Circe, le Sirene e la ninfa Calipso. Mentre lotta per tornare a casa, sua moglie Penelope resiste ai pretendenti che vogliono prenderne il posto, ingannandoli con astuzia. L’opera esalta valori come la fedeltà, l’intelligenza e il desiderio di ritorno alle origini, trasformando il viaggio in una metafora della vita stessa, con il tema della guerra, molto attuale, in primo piano. L’Odissea non è solo un racconto di avventure, ma una profonda riflessione sull’uomo, la memoria e il legame con le proprie radici.













