Passeggio sul lungomare di Ortigia quando lo vedo. È lì, seduto sul molo, intento a disegnare figure geometriche con un bastoncino sulla sabbia. Nessuno lo riconosce. Io sì. Ha lo sguardo assorto di chi ragiona su una formula, ma quando incrocia il mio, sorride come se mi aspettasse da secoli. È Archimede. Il genio di Siracusa. E oggi ha qualcosa da dire.
Maestro, oggi tutti parlano di verità… ma cos’è davvero per lei la verità?
La verità è un’ipotesi che resiste. Si mette alla prova, si interroga, si smonta. Se rimane in piedi dopo tutto questo, allora può cominciare a somigliare alla verità. Ma non è un’opinione, e nemmeno una sensazione. È fatica. È metodo. E oggi mi pare che la fatica piaccia poco.
Le dispiace se la chiamo influencer della scienza?
Mi offende. Io influenzavo con i numeri, non con i sorrisi in posa. Oggi si misura il valore in like e visualizzazioni. Un teorema non fa audience, un gattino sì. Ma se proprio devo scegliere, voglio essere l’influencer di chi si pone domande. Di quelli che non si accontentano della prima risposta.
Come si sente a vivere in un mondo in cui si fanno complotti con la geometria?
Mi sento derubato. Hanno preso il mio compasso e ci hanno disegnato teorie strampalate: la Terra piatta, i cerchi nel grano, le piramidi come antenne aliene. La geometria è logica, è rigore, è poesia ordinata. Vederla usata per confondere anziché chiarire… è come sentire una sinfonia suonata da un cucchiaio.
Lei diceva: datemi una leva e vi solleverò il mondo… ma oggi dove la metterebbe?
La leva ce l’ho. Ma il mondo non vuole essere sollevato, vuole essere intrattenuto. Io cerco un punto fermo e trovo solo scivoli, rotelle, algoritmi. Se proprio devo metterla da qualche parte, la metto nella testa di chi ha ancora voglia di ragionare. Lì qualcosa si muove, anche se piano.
Che rapporto avrebbe con l’intelligenza artificiale?
Mi incuriosisce. È come vedere un allievo che apprende senza saper vivere. L’intelligenza non è solo calcolo: è intuizione, dubbio, errore. Se l’IA diventa un aiuto per comprendere meglio il mondo, ben venga. Ma se serve solo a evitare di pensare, è una scorciatoia verso il nulla.
TikTok, Reels, meme… come vede la comunicazione moderna?
È veloce, brillante, ma spesso vuota. Una volta, per spiegare una parabola, ci volevano lavagne, pazienza, argomentazioni. Oggi basta una battuta, un filtro e un sottofondo musicale. Il rischio non è che la gente non capisca: è che creda di aver capito tutto in 15 secondi. E non chieda più nulla.
Cosa pensa dei suoi concittadini oggi, e del futuro della Sicilia?
Li vedo stanchi ma ancora luminosi. La Sicilia ha dentro una formula che non avete ancora risolto: un’equazione di bellezza, caos, intelligenza e contraddizione. Se solo la smettesse di diffidare di sé stessa, se solo credesse un po’ di più al proprio pensiero… potrebbe stupire anche me. E io ne ho viste tante.
Quando si alza, Archimede non saluta. Si limita a disegnare un’ultima figura sulla sabbia: una spirale. “La verità non è mai dritta,” dice, “ma se la segui con pazienza, porta sempre da qualche parte.” Poi si allontana tra i vicoli di Ortigia, con passo leggero e mente affilata. Io resto lì, con una domanda in testa e la strana sensazione che, ancora una volta, il genio ci abbia lasciato l’equazione… ma non la soluzione.





















