Un vero viaggio nel tempo, tra le epoche storiche del passato, in particolare un tuffo nel Medioevo, è possibile il 2 agosto 2025. Il MAT (Museo Antropologico di Testa dell’Acqua) a Noto si fa infatti scenario di un evento che unisce narrazione, memoria e cucina tipica medievale della Sicilia del XII secolo. L’evento intitolato “Alla tavola di Guglielmo il Turco“ è una cena teatralizzata alla scoperta dei sapori antichi della Sicilia e avrà inizio alle ore 20.
Il protagonista: Guglielmo il Turco
Il filo conduttore della cena, che mescola racconto e degustazione, è la figura di Guglielmo il Turco, vissuto nel XII secolo nelle campagne iblee. La testimonianza della sua esistenza si trova in una pergamena datata 6 agosto 1103, in cui ne compare il nome. In questo atto ufficiale dell’amministrazione normanna, Guglielmo è descritto come un uomo di fiducia. Questo frammento, seppur minimo, è un documento potente che restituisce il profilo di un uomo al centro di una stagione di scambi e trasformazioni.
“Un’occasione”, spiegano le organizzatrici Anna Raudino, archeologa, e Luana Aliano, storica dell’arte, che animeranno i dialoghi, “per riflettere sul tema della convivenza tra popoli e sul ruolo del cibo come veicolo di memoria, dialogo e trasformazione culturale”.
Il MAT
La location scelta è una realtà profondamente radicata nel paesaggio agricolo e storico del territorio ibleo e per questo simbolicamente perfetta per esprimere il senso dell’evento, che vuole sottolineare anche l’importanza della tradizione. A riguardo, Raudino e Aliano affermano: “La scelta di Testa dell’Acqua non è casuale: qui, ancora oggi, nei toponimi, nei saperi agricoli e nella cultura materiale, si conservano le tracce della presenza araba, che trasformò la terra, introdusse innovazioni agricole, tecniche irrigue e varietà vegetali che sono diventate parte dell’identità siciliana”.
La formula della cena accompagnata dai racconti evocativi
Il mix di ingredienti protagonisti dei piatti, tra cui grani antichi, spezie d’Oriente ed erbe mediterranee, sarà intervallato da un racconto e suggestioni poetiche che ripercorrono i tempi di Guglielmo, tra campagne, commerci e incontri di civiltà. La voce di Guglielmo si alternerà a quella della Sapienza, in un contesto teatrale e divulgativo che porterà lo spettatore e, allo stesso tempo, il commensale, a una riflessione attiva. “Un’esperienza multisensoriale e riflessiva”, concludono Raudino e Aliano, “che, attraverso il gusto, ci interroga sul presente“.














