La luce dorata del tramonto, l’Etna che osserva silenzioso, i filari di viti disposti come quinte teatrali e un panorama che si apre fino al mare. È in questo contesto naturale che è andata in scena la sesta edizione di Bolle in Vigna, l’evento firmato Cantine Nicosia che, mercoledì 23 luglio, ha costruito un nuovo, effervescente viaggio intorno alle bollicine d’autore, confermandosi tra gli appuntamenti più attesi dell’estate siciliana.
In viaggio tra le bollicine d’altura
Ad aprire l’evento, la masterclass “Bollicine tra cielo e terra”, affidata alla raffinata competenza di Daniela Scrobogna, presidente del Comitato Scientifico della Fondazione Italiana Sommelier. Un viaggio a occhi chiusi – la degustazione era alla cieca – attraverso otto spumanti d’altura, selezionati da territori estremi: dalle Alpi alle Ande, passando per le vigne terrazzate dell’Etna.
Blanc de blancs e blanc de noirs hanno costruito un itinerario sensoriale in verticale, fatto di freschezza, sapidità e tensione minerale, con bouquet sorprendenti e identità territoriali ben marcate. Tra questi, le due etichette “di casa” a ben rappresentare l’identità vulcanica delle bollicine etnee: l’elegante Sosta Tre Santi Carricante, affinato 60 mesi sui lieviti, e il Nerello Mascalese vinificato in bianco, che riposa cinque anni in bottiglia prima di mostrarsi nella sua piena complessità.
Dalle Alpi alle Ande, con Sosta sull’Etna
A unire i calici, sebbene provenienti da contesti geograficamente lontani – dall’Alto Adige alla Svizzera, fino alla Cordigliera delle Ande – un filo rosso: quello della viticoltura eroica, d’alta quota. Una pratica che, per chi coltiva sull’Etna, è quotidianità: richiede fatica, dedizione e importanti investimenti, ma sa restituire vini di struttura, personalità e anima.
Quando arriva il buio, si accendono le luci tra i filari, la provvidenziale rezza del Vulcano rinfresca l’aria e prende il via il Sosta Tre Santi Party. Nel cortile in pietra lavica affacciato su un panorama mozzafiato, oltre mille ospiti si sono dati appuntamento per celebrare il vino in tutte le sue forme: banchi d’assaggio, isole del gusto, musica dal vivo e brindisi sotto le stelle.

Lo street food d’autore sposa le bollicine
Il percorso gastronomico, anche quest’anno, è stato affidato allo chef Salvo Baudo, affiancato dallo street food creativo di Uzeda, dai primi di Osteria Bavetta, dalle pizze fritte e crespelle di Crescenzio, dai pani integrali di Forno Biancuccia, dai salumi d’eccellenza di Palmieri e Lenti, e dalla mixology Rossa Sicily firmata da Amara.
A scandire il tempo, prima le note raffinate del Dammen Quartet – quartetto d’archi tutto al femminile – poi le selezioni anni ’80 e ’90 del DJ set firmato Agatino Privitera, che ha fatto vibrare la terrazza a 700 metri sul livello del mare, traboccante di gente con il calice in mano.
Etna: dove il vino diventa paesaggio
Bolle in Vigna è molto più di una festa. È un viaggio sensoriale, un racconto di territorio, un dialogo tra enologia, paesaggio e convivialità. È la consapevolezza, sempre più chiara, che il vino – sull’Etna più che altrove – è cultura, identità, esperienza. Da vivere, rigorosamente, in equilibrio tra terra e cielo.















