Un vino che racconta l’Etna, la sua luce e la sua lava, i silenzi lunari e le brezze marine che accarezzano i vigneti. L’Etna Bianco “Nerina” 2024 di Girolamo Russo è un bianco elegante e profondo, che nasce da un territorio di straordinaria bellezza e da una filosofia produttiva rispettosa della natura e delle radici. Un sorso che profuma di agrumi e salsedine, che conquista per la sua verticalità e il suo equilibrio. Scopriamo insieme cosa rende questo vino così speciale.
Il vino in poche parole
Il Nerina è il bianco simbolo dell’Etna secondo la visione di Giuseppe Russo: un vino che coniuga struttura e freschezza, immediatezza e complessità. In bocca esplode con una salinità succosa e una freschezza che invita al sorso successivo. Il profumo è affascinante, giocato su note fumé, agrumi maturi e fiori bianchi. Un bianco che non cerca l’effetto, ma conquista con la sincerità delle sue radici vulcaniche.

Scheda tecnica
- Denominazione: Etna DOC
- Vitigni: Carricante 70%, Catarratto, Minnella, Inzolia, Grecanico, Coda di Volpe 30%
- Zona di produzione: Passopisciaro, versante nord dell’Etna (Castiglione di Sicilia – CT)
- Gradazione alcolica: 13%
- Vinificazione: Fermentazione in barrique con lieviti indigeni
- Affinamento: 6 mesi in barrique + 2 mesi in acciaio
- Temperatura di servizio: 10-12°C
- Longevità: fino a 4 anni in cantina
Carattere e proprietà organolettiche
Nel calice si presenta con un giallo paglierino luminoso. Il naso è subito intrigante: si percepiscono note di limone, fiori bianchi e un tocco fumé che richiama le origini laviche del terreno. Al palato è snello ma intenso, con una salinità saporita e una freschezza che ne scolpisce il profilo gustativo. Il finale è lungo, minerale, con un eco sapido che resta impresso.
Cosa ci mangi con un vino così?
Il Nerina si abbina con grande disinvoltura a tutti i piatti di mare: crudi, antipasti, primi con pesce in bianco, secondi delicati come tranci di pesce in umido o fritture leggere. Ma non solo: grazie alla sua struttura, si presta anche ad abbinamenti più audaci come formaggi freschi a pasta molle, zuppe di verdure aromatiche, carni bianche con agrumi o piatti vegetariani gourmet. Un bianco eclettico, da sperimentare.
Piatto siciliano in abbinamento
Un vino raffinato e sincero come il Nerina trova una perfetta compagna in un piatto umile e poetico della tradizione siciliana: la pasta con le sarde a mare. Nonostante il nome, le sarde qui non ci sono davvero: “sono rimaste a mare”, come recita la battuta popolare. Si tratta della versione povera della classica pasta con le sarde, preparata senza pesce, ma con tutti gli altri ingredienti tipici: finocchietto selvatico, uvetta, pinoli, zafferano e muddìca atturrata (pangrattato tostato).
Il risultato è un primo piatto sorprendentemente ricco e aromatico, in cui la dolcezza dell’uvetta si intreccia con le note erbacee del finocchietto e il tocco dorato dello zafferano. Il Nerina, con la sua mineralità vibrante e la sua freschezza marina, ne esalta ogni sfumatura e regala un abbinamento di rara eleganza. Una prova che anche la cucina più semplice, quando è fatta con anima, può danzare con un grande vino.
La storia che racconta

Il Nerina nasce tra i 650 e i 780 metri sul versante nord dell’Etna, dove Giuseppe Russo ha scelto di restare, recuperando le vigne di famiglia e trasformando l’azienda in un simbolo della rinascita dei vini etnei. Dal 2005 coltiva in biologico, mantenendo le antiche pratiche contadine: potature manuali, lavorazione del terreno, uso di zolfo e rame. Ogni contrada è vinificata separatamente, per raccontare la propria anima. E il Nerina, in questo racconto, è la voce gentile e luminosa del vulcano.
Perché vale la pena provarlo
Perché ogni sorso è un viaggio sull’Etna, tra vigne centenarie e brezze marine, tra boschi e silenzi lavici. Il Nerina è un vino che non ha bisogno di effetti speciali: ti conquista con la sua naturalezza e la sua profondità. È un bianco che racconta una Sicilia autentica, elegante, vulcanica. E, soprattutto, viva.





















