Via libera dal Masaf a “VitiSos”, il programma di filiera che punta a rivoluzionare la vitivinicoltura siciliana e campana investendo su vitigni resistenti, certificazioni di qualità e nuove tecnologie. In campo nove aziende e due Consorzi, per un investimento da 28,5 milioni.
Nel cuore delle terre vulcaniche e argilloso-calcaree del Sud Italia nasce un progetto che unisce la forza dell’innovazione con il rispetto per la tradizione. Si chiama VitiSos – Viticoltura sostenibile in terre vulcaniche e argilloso-calcaree, ed è appena stato approvato dal Ministero dell’Agricoltura, della Sovranità Alimentare e delle Foreste (Masaf).
Un’iniziativa ambiziosa che punta a ripensare il futuro della viticoltura in Sicilia e Campania con un investimento da 28,5 milioni di euro e il coinvolgimento di sei aziende siciliane, tre campane e i Consorzi di tutela Vesuvio e VitiCaserta.
Innovazione scientifica, identità territoriale
Il progetto, ideato da Nicola Matarazzo (consulente in strategie di sviluppo sostenibile) e coordinato da Sef Consulting e Agriengineering, si fonda su quattro pilastri:
- sperimentazione di vitigni resistenti già disponibili,
- sviluppo di sistemi di rigenerazione genetica per i vitigni storici locali,
- analisi dei geni della resistenza a peronospora e oidio,
- applicazione delle Tecnologie di Evoluzione Assistita (TEA) per inserire o modificare gli alleli nei vitigni autoctoni, senza comprometterne le caratteristiche organolettiche.
L’obiettivo è chiaro: ridurre drasticamente l’uso dei fitofarmaci, aumentare la sostenibilità ambientale, valorizzare l’identità dei vini locali e rispondere alle nuove esigenze del mercato con strumenti all’avanguardia.
Cantine, turismo e mercati: una filiera più forte
Ma VitiSos è anche investimenti concreti: potenziamento delle infrastrutture aziendali, cantine sostenibili, mezzi agricoli di nuova generazione e spinta all’enoturismo. A questo si aggiungono azioni di marketing e promozione per conquistare mercati nazionali e internazionali, facendo leva su certificazioni di qualità come SQNPI e VIVA.
Una filiera che guarda lontano, anche grazie al contributo scientifico di tre realtà d’eccellenza:
- Diagram Spa, leader nell’agricoltura di precisione,
- Istituto di Genomica Applicata,
- Consorzio Interuniversitario InBB, attivo nel campo delle biostrutture e biosistemi.
Le aziende coinvolte
Sul fronte siciliano partecipano:
- Palari (Messina),
- Palmento Costanzo (Catania),
- Sciroccu – Travaglianti (Catania),
- Tenute Assennato (Catania),
- Tommasi Viticoltori (Catania),
- Vinanti (Ragusa).
Dalla Campania:
- Cantine Olivella (Napoli),
- Santa Caterina d’Alessandria (Caserta),
- Tralci Hirpini (Avellino).
Una rete che unisce territori, competenze e visioni per costruire una viticoltura più resistente, più autentica e più sostenibile.



















