Innovazione, trasferimento tecnologico, autoimprenditorialità e biodiversità: parole chiave che hanno contrassegnato la presentazione del bando vEIColo nella Sala Magna di Palazzo Steri, sede dell’Università degli Studi di Palermo.
Nel corso dell’evento, è stato inoltre illustrato il progetto di trasferimento tecnologico del Biodiversity Gateway, elemento di supporto per i ricercatori che vogliono tradurre in iniziative imprenditoriali concrete le loro idee di ricerca.
La presentazione di vEIColo
L’incontro ha visto la presenza e l’intervento del Rettore di UNIPA Massimo Midiri, che ha sottolineato il ruolo focale dell’Ateneo nel valorizzare la progettualità e il genio dei propri utenti. “L’Università – ha spiegato – vuole investire nelle idee degli studenti e supportarli nella ricerca delle fonti di finanziamento”.
Un accompagnamento che si estende anche al rapporto con gli investitori e alla brevettazione, ma soprattutto un percorso tutto interno all’Ateneo e un servizio esterno, come è stato puntualizzato nel corso dei lavori. Un’opportunità tangibile per accedere a percorsi di mentoring, formazione e finanziamenti europei.
Cos’è
Promosso dalle Fondazioni Cariplo, Compagnia di San Paolo e CDP con il sostegno di Materias, il bando vEIColo si propone di affiancare i ricercatori nei percorsi di sviluppo di proposte innovative e competitive da presentare all’EIC, l’European Innovation Council. Quest’ultimo mira all’identificazione e all’appoggio di tecnologie caratterizzate da un potenziale di scalabilità negli scenari europeo e internazionale. EIC supporta dunque l’intero ciclo innovativo, fino alla fase di scale up e all’ingresso nel mercato internazionale.
Il bando, nel suo complesso, mira a promuovere la partecipazione alle call europee promosse nell’ambito dei programmi EIC Pathfinder ed EIC Transition, incrementando la capacità di attrazione di fondi sia da parte delle istituzioni universitarie che degli Enti di ricerca nazionali, sia pubblici che privati, con particolare attenzione rivolta al programma Pathfinder Open 2026, che prevede supporto economico nelle fasi iniziali per intraprendere ricerche visionarie ad alto potenziale innovativo.
L’importanza del Biodiversity Gateway
In una simile ottica, il Biodiversity Gateway assume un’importanza determinante: l’infrastruttura fisica e virtuale, concepita nell’ambito del National Biodiversity Future Center, è stata strutturata attraverso la collaborazione con VeniSIA, spin off accademico dell’Università veneta “Cà’ Foscari” e partner d’eccezione.
Un vero e proprio hub che ha il compito di facilitare i ricercatori dallo scouting delle idee e dalla la messa a punto di un modello di business fino al confronto con gli investitori, in programma entro la fine del 2025.

Gli interventi
A descriverne il funzionamento e le potenzialità è stato il delegato per la valorizzazione della ricerca e del trasferimento tecnologico di UNIPA Enzo Bivona, che ha evidenziato il valore della biodiversità e della sostenibilità ambientale in ambito imprenditoriale, attraverso un processo di venture building.
“Il compito dell’Ateneo – ha precisato il Rettore Massimo Midiri – sarà anche quello di fornire un contributo etico, filosofico e comportamentale, in linea con i nostri valori e dettami”.
“In Italia – ha osservato Carlo Bagnoli, direttore di VeniSIA – esistono ricercatori di alto profilo, che registrano tuttavia notevoli difficoltà a portare sul mercato le loro idee: attraverso le start up, questa lacuna si può colmare”.
Sostenibilità e biodiversità sono i terreni più attrattivi per la creazione di nuove attività imprenditoriali che consentirebbero al Paese di esercitare una leadership nel mercato globale.




















