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Sicilia, nuove risorse per ricerca industriale e innovazione tecnologica

La dotazione complessiva dell'intervento raggiungerà 505,8 milioni di euro, destinati a sostenere progetti di ricerca e sviluppo realizzati in Sicilia, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia e Sardegna

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Nuove risorse destinate alla ricerca industriale e alla innovazione tecnologica nel Mezzogiorno. Anche le imprese siciliane potranno accedere alla nuova misura “Scoperta imprenditoriale II“, finanziata dal Fondo per la crescita sostenibile e disciplinata dal ministero delle Imprese e del Made in Italy con il decreto direttoriale dello scorso 6 agosto. La dotazione complessiva dell’intervento raggiungerà 505,8 milioni di euro, destinati a sostenere progetti di ricerca e sviluppo realizzati in Sicilia, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia e Sardegna. Una quota pari al 60 per cento delle risorse stanziate è riservata ai progetti proposti da PMI e da reti di imprese. Ai fini dell’accesso alla predetta riserva, i soggetti che propongono un progetto di ricerca e sviluppo in forma congiunta devono appartenere tutti alla categoria delle PMI, ad eccezione degli Organismi di ricerca, o devono realizzare il progetto mediante il ricorso allo strumento del contratto di rete.

Nell’ambito della predetta riserva, una sottoriserva pari al 25 per cento della stessa è destinata alle micro e piccole imprese. Le richieste di agevolazione potranno essere trasmesse a partire dalle 10 del 7 ottobre 2026 attraverso la piattaforma di Mediocredito Centrale. La fase di compilazione delle domande sarà, invece, aperta dal 24 settembre, consentendo alle imprese di predisporre in anticipo la documentazione necessaria. Specificamente, verranno finanziati progetti riguardanti attività di ricerca industriale e di sviluppo sperimentale finalizzate alla realizzazione di nuovi prodotti, processi o servizi o al notevole miglioramento di prodotti, processi o servizi esistenti, tramite lo sviluppo delle tecnologie abilitanti fondamentali (KETs) nell’ambito delle aree tematiche e delle traiettorie di sviluppo definite dalla Strategia nazionale di specializzazione intelligente ovvero nell’ambito di altre aree tematiche e traiettorie di sviluppo non rientranti nella predetta Strategia, al fine di contribuire ad alimentare il processo di scoperta imprenditoriale e il conseguente adattamento evolutivo della stessa.

Le risorse arrivano in larga misura da economie maturate nell’ambito di precedenti programmi. Dei 505,8 milioni disponibili, 279,7 milioni saranno destinati al finanziamento agevolato attraverso il fondo rotativo del Fondo per la crescita sostenibile, mentre circa 226 milioni finanzieranno il contributo diretto alla spesa. Una quota significativa è indirizzata alle imprese di dimensioni più contenute: il 60% delle risorse è riservato alle Pmi e alle reti di imprese, con un’ulteriore riserva del 25% per micro e piccole imprese.

Per la Sicilia si apre quindi un’opportunità per sostenere investimenti in innovazione e sviluppo tecnologico, a condizione che i progetti rispettino i requisiti previsti dal nuovo intervento.

Investimenti e ambiti tecnologici strategici

Gli investimenti dovranno avere un valore compreso tra 1 e 5 milioni di euro e potranno svilupparsi nell’arco di un periodo compreso tra 18 e 36 mesi. Al centro ci sono sei ambiti tecnologici considerati strategici: materiali avanzati e nanotecnologie; fotonica e micro e nanoelettronica; sistemi avanzati di produzione; scienze della vita; intelligenza artificiale; connessione e sicurezza digitale.

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I progetti dovranno inserirsi nelle aree individuate dalla Strategia nazionale di specializzazione intelligente oppure riguardare nuovi ambiti tecnologici individuati attraverso il processo di “scoperta imprenditoriale” previsto dalla misura. Uno degli elementi centrali del bando è la dimensione collaborativa. Un progetto può coinvolgere fino a tre soggetti, con la presenza obbligatoria di almeno una Pmi e una partecipazione di ciascun partner non inferiore al 10% dei costi ammissibili. La collaborazione dovrà essere formalizzata attraverso strumenti come un contratto di rete, un consorzio o un accordo di partenariato. Possono partecipare anche organismi di ricerca, imprese agricole e aziende che operano nei servizi all’industria. È prevista anche una strada alternativa per le singole imprese: una Pmi o una small mid-cap con un massimo di 499 dipendenti può presentare autonomamente il progetto, purché acquisisca da soggetti esterni indipendenti servizi di ricerca o consulenza per almeno il 10% dei costi ammissibili. Il sostegno pubblico combina finanziamento agevolato e contributo diretto. Il finanziamento copre il 40% dei costi ammissibili, può avere una durata fino a otto anni oltre al periodo di preammortamento e prevede un tasso pari al 20% di quello di riferimento. Non sono richieste garanzie.

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Il contributo a fondo perduto varia invece in base alla dimensione dell’impresa: 40% per le piccole imprese, 35% per le medie e 30% per le grandi. Per gli organismi di ricerca le percentuali salgono al 60% per la ricerca industriale e al 40% per lo sviluppo sperimentale, nel rispetto dei limiti stabiliti dalla normativa europea sugli aiuti di Stato. L’accesso avverrà con una procedura a sportello, seguendo l’ordine cronologico giornaliero di presentazione delle domande. Le richieste inviate nella stessa giornata saranno considerate sullo stesso piano. Qualora le risorse disponibili non fossero sufficienti, l’ordine sarà determinato sulla base della solidità economico-finanziaria dei soggetti proponenti. La valutazione sarà effettuata da Mediocredito Centrale entro 90 giorni. Per superare l’istruttoria occorrerà raggiungere almeno 70 punti su 105, rispettando inoltre le soglie minime previste per solidità del proponente, qualità progettuale e impatto dell’iniziativa.

Ci sono anche alcuni parametri finanziari che le imprese dovranno controllare prima di presentare il progetto. Il valore dell’investimento non potrà superare il 60% della media del fatturato registrato nei due esercizi precedenti. Dovrà inoltre essere rispettato il requisito relativo alla capacità di rimborso: il mancato raggiungimento del punteggio minimo previsto comporta l’irricevibilità della domanda.

Per le aziende siciliane interessate, dunque, la preparazione non potrà essere lasciata agli ultimi giorni. Saranno necessari due bilanci approvati, un accordo di collaborazione già definito nel caso dei progetti congiunti e un piano di sviluppo costruito in funzione dei criteri utilizzati per la valutazione. La piattaforma per la compilazione sarà disponibile dal 24 settembre, mentre lo sportello per la presentazione delle domande aprirà alle 10 del 7 ottobre. Per una misura finanziata con una procedura a sportello, la tempestività nella predisposizione dei progetti può diventare un elemento decisivo.

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