La Regione Siciliana interviene a favore dei lavoratori, soprattutto quelli in azione all’aria aperta, che con le temperature estive rischiano problemi di salute come insolazioni e affaticamenti. La disposizione inizialmente ha coinvolto le aziende agricole, florovivaistiche, edili (e affini) e le cave, con lo stop in programma dalle 12.30 alle 16 nelle aree e nei giorni in cui viene segnalato un livello di rischio “alto” dalla mappa Lavoratore al sole e attività fisica intensa disponibile sul sito internet del progetto Worklimate 2.0 dell’Inail. Nelle scorse ore poi i sindacati hanno richiesto l’ampliamento ad altre categorie, come i rider. In merito si attende una pronta risposta.
Il decreto anti caldo che tutela i lavoratori in Sicilia
Interrompere le attività in alcuni settori produttivi durante le ore più calde nelle giornate e nelle aree ad alto rischio per le temperature elevate è indispensabile per preservare la salute dei lavoratori. È quanto stabilito dall’ordinanza firmata il 26 giugno 2025 scorso dal presidente della Regione Siciliana, Renato Schifani.
“Abbiamo voluto riproporre anche quest’anno l’ordinanza perché non possiamo restare indifferenti davanti ai rischi estremi causa dal caldo, soprattutto per chi lavora all’aperto e senza protezioni. Questo provvedimento è un atto di civiltà e rispetto nei confronti dei lavoratori per proteggerli e prevenire le tragedie annunciate. È una misura concreta, basata su dati scientifici, che richiede la massima collaborazione da parte delle imprese e dei datori di lavoro. La sicurezza non può e non deve essere mai considerata un optional”, ha spiegato.
In caso di interventi di pubblica utilità, di protezione civile o di salvaguardia dell’incolumità, l’ordinanza non verrà applicata alle amministrazioni, ai concessionari di pubblico servizio e ai loro appaltatori, anche se i datori di lavoro dovranno intervenire con specifiche misure organizzative e operative per tutelare il personale.
Per i sindacati non basta
I sindacati, di tutta risposta, hanno sottolineato la necessità di ampliare il numero di lavoratori che potrebbero giovare del decreto, in particolare per la categoria dei rider, che effettuano le consegne a domicilio spesso attraverso ciclomotori e biciclette, anche nelle fasce orarie più calde, come quella di pranzo.
In prima linea, per chiedere il provvedimento, c’è la CGIL, che rappresenta gran parte dei lavoratori siciliani delle consegne a domicilio. I rider vorrebbero in particolare lo stop dalle 12.30 alle 16, proprio nelle ore in cui spesso ci sono più richiese.
Si prospetta dunque un braccio di ferro tra Regione, imprese e sindacati per riuscire a trovare una soluzione per questa categoria, che è stata attenzionata nei giorni scorsi anche in altre Regioni.














