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martedì | 17 Febbraio | 2026
Isabella Napoli
Isabella Napoli
La scrittura è una delle mie passioni sin da quando bambina mi piaceva scrivere favole su animali e personaggi fantastici. Giornalista professionista dal 2004, festeggio i 20 anni di professione e ho debuttato l’anno scorso con un mio blog. Mi piace seguire la moda e scoprire talenti tra stilisti e artigiani nella mia Sicilia. Il mio lettore più critico? Mio nipote Davide Teo, 6 anni e mezzo, studia a Milano inglese e ogni tanto prova a leggere i miei articoli e li boccia.

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Il corallo, l’oro rosso del Mediterraneo

Cresce dai cinquanta ai duecento metri di profondità: il corallo della specie “corallium rubrum” ha una lunga tradizione in Sicilia. Trapani e Sciacca con le loro storiche maestranze sono l’ultimo baluardo di un’arte che si tramanda da generazioni nell’Isola. L'articolo, a cura di Isabella Napoli, è tratto dall'edizione di Maggio 2025 di BE Sicily Mag.

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La scrittura è una delle mie passioni sin da quando bambina mi piaceva scrivere favole su animali e personaggi fantastici. Giornalista professionista dal 2004, festeggio i 20 anni di professione e ho debuttato l’anno scorso con un mio blog. Mi piace seguire la moda e scoprire talenti tra stilisti e artigiani nella mia Sicilia. Il mio lettore più critico? Mio nipote Davide Teo, 6 anni e mezzo, studia a Milano inglese e ogni tanto prova a leggere i miei articoli e li boccia.
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Il corallo è la pietra simbolo dell’estate che con i suoi colori vivaci, dal rosa al rosso intenso, richiama la potenza dell’amore e la vitalità del mare. È quasi una magia quella che operano i maestri artigiani di questo materiale, che in Sicilia si tramandano una florida tradizione: all’interno dei laboratori artigianali le antiche tecniche di lavorazione prendono vita grazie alle loro sapienti abilità e manualità. Con attenzione scrupolosa tagliano, smussano e lavorano a uno ad uno i minuti rami di corallo combinandoli insieme per creare le forme più diverse ed originali. Dopo il taglio e la crivellatura, il corallo viene pulito dal fango e dalle concrezioni calcaree sviluppatesi nel fondo degli abissi, e la lucidatura successiva ne esalta le sfumature.

La materia prima di questa arte nel Mediterraneo è la specie del Corallium Rubrum, definito anche oro rosso del Mediterraneo per la sua preziosità: cresce dai 50 ai 200 metri di profondità. È il vessillo di un’arte orafa che nella nostra Isola si sviluppò soprattutto a partire dal 1500 anche se la pietra era nota agli Egizi, agli antichi greci e ai romani. Sia Ovidio nelle “Metamorfosi” che Plinio il vecchio nella “Naturalis historia” gli riconoscono la stessa genesi mitica: il sangue che continuò a gocciolare dalla testa recisa della gorgone Medusa si trasformò in corallo.

Il corallo, l'oro rosso del Mediterraneo - Be Sicily Mag - Corallo 2

Oggi, in Sicilia, le due zone con una vocazione e una lunga tradizione nell’arte della lavorazione del corallo sono Trapani e Sciacca. Spetta ai trapanesi il primato di avere iniziato: fu proprio un trapanese, Antonio Ciminello, vissuto nel 1500, l’inventore dello strumento, che servi per intagliare e scolpire il corallo, il cosiddetto “bulino”. Il nostro viaggio attraverso le storiche maestranze, ultimo baluardo della tradizione, parte proprio da Trapani. A Sciacca, invece, la lavorazione esplode nel 1800 quando le eruzioni nell’Isola Ferdinandea fecero emergere estesi banchi di corallo. Qui, per tutelare questa tradizione nel 2013 un gruppo di artigiani ha fondato il Consorzio Corallo di Sciacca, che porta in giro per il mondo le creazioni dei maestri corallai saccensi.

Il potere del corallo

Il corallo è stato molto apprezzato e ricercato fin dall’antichità. Sappiamo che era molto amato dai Celti che lo usavano anche per adornare i loro cavalli. Veniva utilizzato per la realizzazione di monili e oggetti ornamentali ma gli si attribuivano anche proprietà medicamentose. I greci, infatti, lo usavano soprattutto in farmacologia. La pesca e la lavorazione del corallo era molto diffusa in tutto il Mediterraneo e nei paesi della costa del Nord Africa. Dai racconti di Marco Polo sappiamo anche che veniva usato come moneta di scambio. Alla pietra del corallo è associata la proprietà di riuscire a stimolare l’energia vitale, eliminare gli squilibri energetici e favorire i cambiamenti interiori, soprattutto riguardanti la sfera affettiva. In passato si attribuivano persino presunte capacità di protezione dagli spiriti maligni. Secondo alcune tradizioni, il corallo rosso può contribuire a migliorare la circolazione sanguigna e a ridurre le infiammazioni. Tutte proprietà che naturalmente non hanno fondamenti scientifici.

Leggi anche:  Sciacca celebra il suo prezioso corallo con il documentario “Deep Coral”
Il corallo, l'oro rosso del Mediterraneo - Be Sicily Mag - Corallo 1

Un secolo di storia artigiana trapanese

Platimiro Fiorenza, trapanese, classe 1944, artista pluripremiato, è stato inserito del Registri delle Eredità Immateriali della Sicilia, nell’elenco dei Tesori Umani Viventi tutelati dall’Unesco. La storica gioielleria RossoCorallo di Fiorenza, a Trapani, ha una storia che parte dal 1921. Figlio di un artigiano orafo e corallaio, a soli sette anni comincia a lavorare l’oro, l’argento, il corallo. Nel corso della sua vita, si dedica anche alla pittura, la scultura, il restauro e la poesia e collabora con il grande scultore Giò Pomodoro.

Tante le sue mostre: nel 1994 e nel 2001 partecipa a “Cento Presepi” di Roma; nel 2008 a Corciano la mostra “Il Presepe e il Corallo”. Nel 2010 partecipa a “Il Fascino del Presepe”, promossa dal Museo Diocesano di La Spezia. Nel 2012 nasce il progetto RossoCorallo, da un’idea della figlia Rosadea, che successivamente nel 2020 prende in mano l’attività: lo scopo è approfondire la conoscenza del territorio trapanese, raccontandolo attraverso i manufatti di Platimiro. Nel 2012 il primo evento di RossoCorallo al Museo Torre di Ligny di Trapani. Negli anni ne seguono tanti altri. Nel 2021 il comune di Trapani gli commissiona un’acquasantiera in argento e corallo per Papa Francesco. Nello stesso anno, il marchio italiano Fendi seleziona il Maestro e la figlia per il progetto “Hand in hand” che prevede la realizzazione di una borsa baguette in corallo realizzata con l’antica tecnica tipicamente trapanese del “retroincastro”.

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L’artista ha collaborato con famosi antiquari di Palermo, Roma, Firenze, Londra e New York e ha dato il proprio originale contributo alla celebre manifestazione dei Misteri di Trapani. Sempre nella città siciliana, opera un altro abile artigiano del corallo, Alfonso Graffeo, seppur inizi nella sua città natia, Sciacca. Nel 1990 decide, insieme alla moglie trapanese Giusi Damiano, designer del gioiello e figlia di un pescatore di coralli, di aprire la bottega-laboratorio “Coralli e Preziosi” a Trapani. All’attività contribuiscono oggi anche i figli, i gemelli Marco e Mattia, specializzati in alta gioielleria. Graffeo e Damiano hanno rappresentato Trapani in varie fiere, Berlino, Amburgo, Parigi, Stoccolma, Milano, Roma e Barbados. Collaborano con brand fra cui Bulgari, Damiani, Pasquale Bruni, Gucci, Palmiero, Chaumet e Cartier.

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Il Museo Nocito: Sciacca e il suo corallo

Grazie al microclima eccezionale creatosi in conseguenza ai fenomeni vulcanici nell’Isola Ferdinandea (ora sommersa), nel 1831, nel canale di Sicilia, vennero alla luce vaste estensioni di banchi di corallo che si depositarono sul fondo formando tre grandi giacimenti di corallo. Il corallo di Sciacca ha caratteristiche uniche: la sua colorazione varia dall’arancio intenso al salmone-rosa pallido caratterizzato da macchie brunastre e talvolta nere. Una tradizione che inizia nel 1907 con la fondatrice Concetta Nocito. L’arte orafa viene tramandata sino ai giorni nostri e ai suoi pronipoti: Laura Di Giovanna, maestra orafa e direttrice artistica dell’azienda, e il fratello Mario, direttore tecnico e curatore dell’annesso museo. Laura è stata anche allieva di Platimiro Fiorenza.

Leggi anche:  Apre il Museo del Nocito a Sciacca: la storia del corallo e dell'arte orafa in mostra

L’azienda, nel cuore di Sciacca, custodisce al suo interno straordinarie testimonianze nel Museo del Corallo Nocito, che racconta l’epopea della scoperta e raccolta del corallo di Sciacca, le antiche tecniche di lavorazione, i gioielli della tradizione. Tutti i gioielli si distinguono per essere interamente realizzati a mano, dai primi schizzi alla finitura del gioiello, passando dalla fusione, incastonatura ed incisione, totalmente realizzate all’interno del laboratorio. Nel 2024, Di Giovanna è stata insignita del prestigioso titolo di Maestro d’Arte e Mestiere.

Il Consorzio Corallo

Fondato nel luglio 2013 da alcune maestranze saccensi, il Consorzio Corallo si pone come primario obiettivo la tutela e la valorizzazione del Corallo di Sciacca. Il Consorzio è depositario del marchio collettivo di tutela Corallo di Sciaccaregistrato presso il Mistero dello Sviluppo Economico ed intende rivendicare l’appartenenza e il legame con un territorio, quello di Sciacca, di cui si propone di valorizzare la storia e le tradizioni, salvaguardando in particolare l’eccellenza dell’artigianato locale che trova massima espressione nell’arte antica della lavorazione del corallo.

Il consorzio ha ricevuto il riconoscimento istituzionale dalla Regione Sicilia e della Camera di Commercio di Agrigento Premio Progresso Economico e Legalità”. Del consorzio fanno parte Sabrina Dulcimascolo, fondatrice e presidente, in arte “Sabrina Orafa” e Giuseppe Caruana, titolare di G&M Caruana Gioielli.

Sabrina Dulcimascolo apre la sua attività nel 1990 nel cuore di Sciacca dopo avere collaborato con alcuni dei più importanti laboratori orafi siciliani e calabresi. I suoi gioielli sono moderni ma con reminiscenze classiche, accostando il corallo a gemme e materiali preziosi. Da anni, infatti, conduce un percorso di ricerca compositiva molto originale: coralli, perle, ambre, giade e avori si coniugano con gemme, oro e altri materiali. Nelle sue composizioni, è evidente l’influenza dell’antica tradizione siciliana e araba.

L’azienda G&M Caruana nasce invece nel 1978. Creatività, design e imprenditorialità sono gli elementi chiave che guidano da oltre 45 anni la famiglia Caruana, unitamente ad una profonda passione per l’arte della lavorazione del corallo e che contraddistingue anche la seconda generazione, ad oggi alla guida dell’azienda. Seguendo l’evoluzione del mercato del lusso, il corallo viene accostato a materiali preziosi e non solo: corda e cuoio, foulard in seta e tessuti lavorati all’uncinetto intrecciati al corallo. Tra tutti, spicca l’abbinamento con la ceramica, anch’essa arte antica tipica di Sciacca.

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