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venerdì|6 Marzo|2026
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Mariachiara Accardi
Mariachiara Accardi
Studentessa presso l’Università degli studi di Palermo. Curiosa, amante della scrittura e delle idee che smuovono. Mi appassionano l’attualità, la politica e l’arte, mondi diversi che intreccio con entusiasmo e spirito critico. Credo non si debba mai smettere di imparare, osservare e cercare.

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La “pianta più sola del mondo” vive all’Orto Botanico di Palermo

Strobili femminili in ceramica per la pianta più sola del mondo all'Orto Botanico di Palermo: il progetto palermitano tra i 29 selezionati dal Ministero della Cultura nell'ambito del PAC2025. Un’opera d’arte che riscrive il destino del misterioso Encephalartos woodii, simbolo vivente della biodiversità perduta

Mariachiara Accardi
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Studentessa presso l’Università degli studi di Palermo. Curiosa, amante della scrittura e delle idee che smuovono. Mi appassionano l’attualità, la politica e l’arte, mondi diversi che intreccio con entusiasmo e spirito critico. Credo non si debba mai smettere di imparare, osservare e cercare.
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Tutti conosciamo la spiacevole sensazione di solitudine, per averla provata almeno una volta nella vita. Ogni tanto sovrasta le altre emozioni, ma per nostra fortuna uscirne, magari rintracciando le persone a noi più care, è semplice. Non sembra purtroppo essere lo stesso destino del raro Encephalartos woodii, la “pianta più sola del mondo”, che, una volta giunta all’Orto Botanico di Palermo nel 1997, è rimasta l’unica della sua specie, minacciata di estinzione per l’assenza di esemplari femminili. Tutta questa solitudine, però, ha reso questa pianta speciale, al punto da ispirare un’installazione artistica presentata nell’ambito del PAC2025 – Piano per l’Arte Contemporanea, in cui il Sistema Museale dell’Università degli Studi di Palermo è risultato tra i 29 vincitori sui 101 progetti presentati a livello nazionale.

Il mistero dell’Encephalartos woodii

Questa rarissima cicade è avvolta dal mistero: scoperta nel 1895 in Sudafrica. La sua particolarità sta nel fatto che tutti gli esemplari conosciuti sono maschi, rendendo impossibile la riproduzione. La sopravvivenza della specie è oggi garantita solo dalla presenza di alcuni cloni in orti botanici come il Kew Garden di Londra, oltre che in quello palermitano.

L’esemplare conservato all’interno del giardino d’epoca di Palermo è un ibrido – Encephalartos woodii × natalensis – e fa parte del settore Cycadetum, situato di fronte al monumentale Ficus. Nella disposizione delle piante del Cycadetum, dato il numero ridotto, si è privilegiata l’esposizione solare, tenendo conto delle alberature esistenti e delle future dimensioni degli esemplari. La “pianta più sola del mondo”, di grande interesse botanico e oggetto di numerosi studi scientifici, è considerata estinta in natura: l’ultimo esemplare selvatico fu prelevato nel 1916. Quello presente in Sicilia è l’unico noto al di fuori del suo habitat originario.

Leggi anche:  “Palermo - Capitale del Gelato d'Autore”. Due giorni di seminari, confronto tra i maestri e un premio

La partecipazione di UniPa Heritage al PAC2025

UniPa Heritage, il Sistema Museale d’Ateneo, ha conquistato uno dei 29 posti da vincitore, accrescendo il prestigio dell’Università degli Studi di Palermo e segnando un ulteriore traguardo per l’istituzione. L’iniziativa è promossa direttamente dal Ministero della Cultura. Il progetto artistico si intitola Il giorno in cui Woodii si svegliò femmina ed è inserito nel più ampio quadro Celibi, dedicato alla biodiversità ai margini dell’Orto Botanico di Palermo, cuore della ricerca e della divulgazione scientifica cittadina. L’obiettivo è sensibilizzare il pubblico, attraverso l’arte, sulle conseguenze della scomparsa della biodiversità.

“Il giorno in cui Woodii si svegliò femmina”

L’opera d’arte riscrive la solitudine di questa pianta: sculture in ceramica e porcellana bianca danno vita a ipotetici strobili femminili. Anche attraverso l’uso della tecnologia, nella creazione delle opere, si cerca di rispondere a un interrogativo scientifico per mezzo dell’arte, muovendosi lungo la sottile linea tra ciò che esiste e ciò che potrebbe esistere. La grandezza del progetto sta anche nell’aver costruito una rete comunicativa scientifica, coinvolgendo – oltre al Kew Garden – l’Università di Southampton. L’Orto Botanico di Palermo si conferma così centro nevralgico del dibattito globale sulla biodiversità, offrendo un’esperienza immersiva anche grazie a incontri con esperti del settore. L’installazione inoltre, entrerà a far parte della collezione permanente dell’Orto, siglando il legame profondo tra arte e scienza.

Il progetto, che racconta una diffusione botanica storica, è stato ideato dall’artista Donata Lazzarini, con la curatela di Maria Rosa Sossai e il supporto scientifico del direttore Rosario Schicchi, del curatore Manlio Speciale e del presidente Michelangelo Gruttadauria.

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