Un artista a tutto tondo, capace di spaziare con naturalezza dalla recitazione teatrale a quella televisiva, fino alla radio e al cinema. Gerlando Buzzanca, conosciuto e amato dal pubblico semplicemente come “Lando”, attore palermitano, avrebbe compiuto ieri novant’anni. La sua è stata una carriera intensa, ricca ma non priva di ostacoli, segnata da successi indimenticabili che lo hanno consacrato come uno dei volti comici più popolari, iconici e apprezzati della televisione italiana del Novecento e oltre.
L’origine da una famiglia di attori
Nato in un ambiente intriso di recitazione, tra attori e proiezionisti, finiti gli studi a Palermo, sua città natale, decide di trasferirsi a Roma per frequentare l’Accademia Sharoff e inseguire il sogno di trasformare la passione in professione. L’esordio non arriva subito: per mantenersi è costretto a svolgere lavori precari, ma la svolta giunge dopo qualche comparsa in film come Ben-Hur. Nel 1961 la prima opportunità: viene scelto da Pietro Germi per interpretare Rosario Mulè in Divorzio all’italiana. Da lì prende parte ad altri film come Senza sole né luna di Luciano Ricci e Il magnifico cornuto.
La svolta nella sua carriera
Spesso ingabbiato nel ruolo di protagonista delle commedie sexy all’italiana, solo anni dopo riesce ad avere la possibilità di scegliere con maggiore libertà i progetti a cui prendere parte, opponendosi a proposte che non sentiva sue. Determinato a scrollarsi di dosso l’immagine stereotipata del siciliano latin lover e un po’ sciocco, lavora con costanza per non essere relegato a un’etichetta di “attore di serie B”. Superata quella fase, che lo riporta anche sul palcoscenico teatrale, Lando trova una nuova dimensione in televisione, soprattutto con il varietà Signore e Signora, dove la sua celebre battuta “mi vien che ridere” diventa un tormentone nazionale.
La televisione degli anni ’90
A consacrarlo definitivamente come uno degli attori più amati per la sua capacità di strappare risate è la partecipazione a Striscia la notizia di Antonio Ricci, condotta in coppia con Giorgio Faletti per ben cinquantaquattro puntate. Anche in quell’occasione non mancano i suoi modi di dire inconfondibili, dal celebre “Mi vien che ridere!” a “Ma che bella pensata!”, fino al divertente “Onto i alla?”, usato per rispondere al famoso telefono a forma di scarpa rossa.
Nel corso della sua carriera collabora con registi del calibro di Elio Petri, Dino Risi, Castellano e Pipolo, Bruno Corbucci, Vittorio De Sica, portando sempre con sé l’ironia e l’anima siciliana. Nel 2022 ci ha lasciati, all’età di ottantasette anni, dopo aver regalato al pubblico una carriera lunga, vivace e indimenticabile.



















