“Da tempo mi sono accorto che ogni mio film non è stato altro che una trappola in cui mi andavo a infilare con impietoso autolesionismo. Stavolta però, per la prima volta, ho paura che non ne uscirò bene, diciamo tutto d’un pezzo”. Con queste parole Franco Maresco introduce il suo nuovo lavoro, Un film fatto per Bene, in Concorso all’82ª Mostra del Cinema di Venezia, da 27 agosto al 6 settembre, e nelle sale italiane dal 5 settembre.
Solo Maresco poteva dar vita a un’opera tanto folle quanto geniale: un “quasi-film” che si avvolge su sé stesso, alternando momenti di ilarità e riflessione, e poi torna indietro per ripresentarsi in modo completamente diverso. Un progetto nato come documentario sulle tracce dell’attore Carmelo Bene, trasformato poi in qualcos’altro: un film sul film mancato, ma anche un atto di denuncia, un grido di rabbia e smarrimento che diventa, come spiega lo stesso Maresco, “il solo modo per dare forma alla rabbia e all’orrore che provo per questo mondo di merda”.

“Avrei dovuto dare ascolto ai consigli della signorina Filomena, la mia vecchia maestra delle elementari, che mi ripeteva sempre la storiella della gatta e del lardo. Ma ormai è tardi per pentirsi. Tra l’altro, nel frattempo, il lardo è pure finito” spiega ancora Maresco, con il suo consueto tono grottesco e disperato. Dalla locandina e dal trailer già diffusi emerge chiaramente il marchio di fabbrica del regista: autoironia, rabbia e disincanto, con lui stesso protagonista dei propri fallimenti.
La trama di “Un film fatto per Bene”
Il film si apre con Maresco impegnato a girare un’opera dedicata a Carmelo Bene. Ma le riprese si interrompono bruscamente a causa dell’ennesimo incidente sul set e delle proteste della troupe. Andrea Occhipinti, produttore esasperato dai ritardi e dai ciak infiniti, decide di fermare tutto.
Il progetto naufraga, Maresco sparisce e accusa la produzione di “filmicidio”. A tentare di ricucire lo strappo interviene Umberto Cantone, amico del regista, che ricostruisce la vicenda attraverso le voci dei protagonisti. Ne nasce un viaggio che diventa occasione per ripercorrere l’universo creativo e le ossessioni di uno degli autori più corrosivi e apocalittici del cinema italiano. Intanto, lontano da tutti, Maresco porta a termine un film ormai completamente diverso.
Il cast e la produzione
Oltre a Maresco e Cantone, compaiono le inconfondibili “facce” siciliane tipiche del suo cinema, tra cui Francesco Conticelli, Marco Alessi, Bernardo Greco, Francesco Puma, Saverio D’Amico, Toti Mancuso, Giuseppe Lo Piccolo, Riccardo Eggshell, Ernesto Tomasini, Aurora Falcone, Matteo Capogna, Antonino Lo Gelfo, Antonino Lo Verso, Luisa Viglietti, Lorenzo Caracausi, Eliseo Verso, Ciccio Mira, insieme a Gino Carista, Melino Imparato e Antonio Rezza.
Il soggetto è firmato da Franco Maresco e Claudia Uzzo, anche coautrice della sceneggiatura insieme a Umberto Cantone e Francesco Gattuso. La produzione e distribuzione sono affidate a Lucky Red, in collaborazione con Dugong Films ed Eolo, con il sostegno del MiC, della Sicilia Film Commission e della Apulia Film Commission.




















