back to top
mercoledì|22 Aprile|2026
mercoledì | 22 Aprile | 2026
Elena Sabbatini
Elena Sabbatini
Sono nata a Bologna, ma da 12 anni la Sicilia è la mia casa. Amo viaggiare, scoprire nuove storie e raccontarle attraverso la scrittura.

ultimi articoli

Amiamo la nostra terra, ma la trattiamo come un souvenir da consumare

In Sicilia parliamo d'amore per mare e campagne, ma poi ci dimentichiamo della cura. Forse è tempo di cambiare sguardo.

Elena Sabbatini
Elena Sabbatini
Sono nata a Bologna, ma da 12 anni la Sicilia è la mia casa. Amo viaggiare, scoprire nuove storie e raccontarle attraverso la scrittura.
- Advertisement -

Ci riempiamo la bocca di parole come “mare”, “sole”, “terra”, “profumi”, “natura incontaminata”. Ne parliamo con orgoglio, come se fossero parte del nostro corredo identitario. E in effetti lo sono: la Sicilia è un luogo dove la natura si manifesta in modo potente, a volte estremo, sempre bellissimo. Ma a forza di dirlo, rischiamo di non vederla più davvero. Perché tra l’amore dichiarato e la cura concreta, spesso c’è di mezzo un vuoto.

Mare limpido, ma spiagge piene di plastica. Campagne rigogliose, ma colline incendiate ogni estate. L’Etna, “a Muntagna”, che ci emoziona… ma che viene scalata in infradito e saccheggiata di pietre. Ci emozioniamo per il tramonto, poi buttiamo la lattina a terra. C’è qualcosa che non torna, e lo sappiamo.

Siamo spettatori incantati, ma troppo spesso distratti

Il paesaggio siciliano ha un potere ipnotico. È la prima cosa che colpisce chi arriva, ed è ciò che i siciliani all’estero sognano di più. Ma questa bellezza sembra averci assuefatti. Ci limitiamo ad ammirarla, senza sentirci parte di essa. Ci comportiamo da turisti anche quando siamo a casa nostra.

Prendiamo, prendiamo, prendiamo. Scattiamo foto, raccogliamo fichi d’India, facciamo picnic tra gli ulivi. Ma cosa restituiamo? Quanto ci impegniamo per proteggere quello che tanto amiamo? L’amore per la natura non può essere solo contemplativo. Deve essere anche concreto, attivo, quotidiano.

Le contraddizioni sono sotto gli occhi di tutti

Ci sono spiagge che ogni estate vengono ripulite dai volontari, e ogni estate tornano piene di rifiuti. Ci sono riserve naturali che sopravvivono solo grazie a poche associazioni ostinate. Ci sono paesi dove si lotta per difendere un albero antico da un parcheggio, o per impedire che un sentiero venga cementificato. E ci sono incendi, troppi incendi, che ogni anno distruggono ettari di vegetazione. Spesso dolosi, spesso ignorati.

Nel 2023 oltre 57.000 ettari di territorio siciliano sono stati divorati da incendi boschivi, con Palermo che da sola ha perso circa 4.354 ettari (il 43 % del totale regionale e il 28 % di quello nazionale).

Adv
incendi sicilia

Non è solo una questione di inciviltà. È anche una questione di priorità. Di percezione. La natura, in Sicilia, è data per scontata. Come se fosse eterna, indistruttibile, immune a tutto. Ma non lo è. È fragile, è stanca, e ha bisogno di alleati.

La buona notizia? Qualcuno ci sta provando

Fortunatamente, ci sono storie che raccontano un altro approccio. Ci sono agricoltori che lavorano in modo sostenibile, giovani che tornano a coltivare la terra, cittadini che ripuliscono sentieri e coste. Ci sono progetti di riforestazione, di educazione ambientale, di turismo responsabile. Piccoli segnali che, messi insieme, costruiscono una cultura diversa.

Leggi anche:  Etna Sky, la nuova compagnia aerea low cost e made in Sicily: "Preparatevi a volare siciliano"

Sul fronte della raccolta differenziata, anche qui, c’è qualche segnale incoraggiante: nel 2023 la Sicilia ha raggiunto una media regionale del 55,2 % (era 51,5 % nel 2022), con oltre 275.700 tonnellate di imballaggi riciclati (equivalenti a circa 61,7 kg pro capite).

Anche il linguaggio sta cambiando: si parla più di biodiversità, di tutela, di paesaggio come bene comune. E questo è già un passo. Ma serve di più. Servono gesti quotidiani, semplici e ripetuti. Perché l’amore per la natura non si misura dalle parole, ma dalle azioni.

Tornare a sentirci parte del tutto

Forse il punto è proprio questo: non basta amare la natura come si ama una bella foto o un ricordo. Bisogna viverla come parte di sé. Curarla come si cura una casa, un giardino, una persona cara. Sentire che quando roviniamo un bosco, stiamo perdendo qualcosa che ci appartiene.

La Sicilia è una terra che sa ancora stupire, nonostante tutto. Ma lo farà finché noi saremo capaci di meravigliarci e, subito dopo, di prendercene cura. Con responsabilità, con attenzione. Non per dovere, ma per gratitudine.

Adv
Condividi questo articolo sui tuoi social...
Elena Sabbatini
Elena Sabbatini
Sono nata a Bologna, ma da 12 anni la Sicilia è la mia casa. Amo viaggiare, scoprire nuove storie e raccontarle attraverso la scrittura.

ULTIMI ARTICOLI

consigliato da be

SicilCima e Keller Minimal Windows incontrano gli architetti a Palazzo Butera: design, innovazione e cultura

Il 16 aprile, nei suggestivi spazi di Palazzo Butera, a Palermo, SicilCima – azienda con un'esperienza di oltre trentacinque anni nel mondo dei serramenti...

non perderti

spot_img