Il 6 agosto è una data carica di significato per la città di Palermo. In questa giornata, a distanza di cinque anni l’uno dall’altro, vennero assassinati per mano mafiosa il Procuratore della Repubblica Gaetano Costa (1980) e il vice questore Ninni Cassarà (1985). Due uomini delle istituzioni che hanno sacrificato la vita in nome della giustizia e della lotta a Cosa Nostra.
Anche quest’anno la città renderà omaggio alla loro memoria con una serie di celebrazioni ufficiali, alla presenza del ministro dell’Interno Matteo Piantedosi e del capo della Polizia Vittorio Pisani.
Il programma delle commemorazioni
Alle ore 11.30, in piazza Giovanni Paolo II, accanto al simulacro commemorativo, verrà deposta una corona d’alloro alla presenza dei familiari delle vittime e delle autorità civili e militari. A seguire, alle 12, nella cappella della caserma Lungaro, sarà celebrata una messa in suffragio officiata dal cappellano della Polizia, don Massimiliano Purpura.
Nel pomeriggio, alle 16.15, si svolgerà un’ulteriore cerimonia con la deposizione di una corona d’alloro davanti alla lapide commemorativa situata nell’atrio della Squadra Mobile. In programma anche la proiezione di un documentario su Ninni Cassarà, nell’aula “Corona” della caserma Lungaro.
Chi era Gaetano Costa
Siciliano, magistrato integerrimo e coraggioso, Gaetano Costa fu ucciso a Palermo il 6 agosto 1980. Nominato Procuratore Capo nel 1978, si distinse per il suo approccio innovativo alle indagini antimafia. Fu l’unico, tra i suoi colleghi, a firmare un mandato di cattura contro Rosario Spatola e altri 54 affiliati, portando alla luce un vasto traffico di eroina verso gli Stati Uniti.
Il suo metodo d’indagine influenzò profondamente il successivo pool antimafia guidato da Chinnici, Falcone e Borsellino.

Chi era Ninni Cassarà
Antonino “Ninni” Cassarà, vice questore aggiunto a Palermo, fu un investigatore brillante e figura chiave nella preparazione del Maxiprocesso alla mafia. Collaboratore stretto di Giovanni Falcone, venne assassinato in un agguato mafioso il 6 agosto 1985, a 38 anni, insieme all’agente Roberto Antiochia. Un altro agente rimase ferito, mentre Natale Mondo, scampato all’attentato, fu ucciso tre anni dopo in un altro agguato.
La sua agenda personale, contenente probabilmente documenti riservati, scomparve misteriosamente dopo la sua morte: un episodio ancora avvolto dal mistero, paragonato alla vicenda dell’agenda rossa di Paolo Borsellino.
Mattarella: “Esempi di rigore e coraggio”
Il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha ricordato la figura di Costa con parole dense di significato: “Magistrato di alta preparazione professionale, di riconosciuta indipendenza e di grande equilibrio, Costa ha condotto efficaci indagini sulle organizzazioni criminali, cogliendone la complessità e la penetrazione nei pubblici poteri. Fare memoria del suo esempio significa rinnovare la ferma adesione ai principi di giustizia e legalità”.
Anche il Presidente della Regione Siciliana Renato Schifani ha voluto esprimere la sua vicinanza: “Ricordiamo Costa, Cassarà e Antiochia, servitori dello Stato di straordinaria dedizione. Operarono con competenza in anni particolarmente cruenti. Il loro ricordo ci richiama alla necessità di garantire sicurezza, giustizia e legalità”.

















