back to top
domenica | 8 Febbraio | 2026

ultimi articoli

Filicudi, l’isola dall’energia silenziosa

Chiamata “Paradisola” dai suoi habitué, Filicudi omaggia la pazienza e lentezza, offrendo paesaggi ed esperienze fuori dal tempo. Con i decori di maioliche sui sedili di pietra delle case cubiche e l’ipnosi dei suoi tramonti, l'Isola è un luogo lontano da ogni frenesia. L'articolo, a cura di Antonio Schembri, è tratto dall'edizione di Maggio 2025 di BE Sicily Mag.

- Advertisement -

Filicudi, con la sua silhouette sottile e sinuosa, si erge come un testimone silenzioso della sua antica e turbolenta storia. Nata circa un milione di anni fa dalle profondità del Mediterraneo, quest’isola eoliana incarna un’armonia di contrasti, galleggiando tra cielo e mare e ricordando costantemente le potenti forze vulcaniche che l’hanno plasmata. La sua morfologia, incredibilmente scoscesa e diversificata, ne è la prova evidente.

I simboli di Filicudi

L’identità di Filicudi è racchiusa nei suoi luoghi più emblematici. Capo Graziano, una collinetta panoramica, ospita le rovine di un villaggio preistorico, a testimonianza di un’antica civiltà locale. La Grotta del Bue Marino, la più vasta dell’arcipelago, porta il nome delle foche monache che un tempo la abitavano. Non lontano dalla costa, due scogli basaltici catturano l’attenzione: il Giafante, che ricorda un elefante, e la Canna, un magnifico faraglione colonnare alto oltre 70 metri. Quest’ultimo, in realtà, è il “neck” dell’antico vulcano, la parte più resistente del condotto centrale, rimasta lì a sfidare il tempo, quasi per volere divino.

Un fascino inquieto

Gli affezionati la chiamano “paradisola“, ma Filicudi non è un luogo semplice. Il suo incantesimo cattura subito, sia che ci si avventuri nell’entroterra in scooter, sia che si percorrano a piedi le mulattiere che collegano le diciassette contrade di quella che i Romani chiamavano “Phoenicusa“, ovvero “ricca di felci“. Ma quest’isola, con la sua energia silenziosa e scollegata dal tempo, può anche respingere. Il suo messaggio è chiaro: esige pazienza e lentezza, un atteggiamento che si deve mantenere anche durante l’alta stagione estiva, quando l’isola si riempie di turisti, inclusi numerosi vip. Insieme ad Alicudi, Filicudi rappresenta l’avamposto più selvaggio e occidentale delle Eolie, un fascino speciale che ha attratto negli anni ’70 molti hippies in cerca di libertà, e che oggi incanta appassionati di immersioni ed escursionisti.

Filicudi, l’isola dall’energia silenziosa - Be Sicily Mag - Filicudi PecoriniA.Schembri
Pecorini, Filicudi

Tesori nascosti

Le acque di Filicudi celano un patrimonio inestimabile. Lungo le sue scogliere sommerse, si snodano habitat marini rigogliosi e si trovano le testimonianze di millenni di storia. L’itinerario sottomarino di Capo Graziano, reso accessibile ai subacquei esperti grazie all’archeologo Sebastiano Tusa, è un vero e proprio museo nel blu. Qui giacciono i relitti di undici navi, tra cui imbarcazioni greche, romane, una spagnola e un piroscafo italiano, il tutto in un contesto di stupefacente biodiversità.

Architettura e natura

Sulla terraferma, una fitta rete di sentieri sterrati conduce ai “terrazzamenti acrobatici” dell’isola, delimitati da muretti a secco. Oltre il 90% del territorio di Filicudi è caratterizzato da questa particolare lavorazione agricola, che ne fa l’isola siciliana con la maggiore superficie coltivata su terreni scoscesi. Questo stretto legame tra uomo e natura si riflette anche nelle abitazioni tradizionali, dalla tipica forma cubica, molte delle quali risalenti a due secoli fa. L’architettura eoliana offre angoli di relax con i “bisòla”, sedili in muratura decorati con maioliche che regalano viste mozzafiato.

La ricchezza botanica di Filicudi

Filicudi è un compendio del meglio del Mediterraneo. La macchia mediterranea si mescola a diverse specie endemiche e a piante spontanee che fioriscono fino a tarda primavera, colorando i sentieri. La guida naturalistica Giusy Murabito menziona la ricchezza botanica dell’isola, con piante come i piselli selvatici, chiamati “a vezza”, il lupino selvatico dai fiori azzurri, i lampascioni dai fiori viola, noti per le loro proprietà depurative e afrodisiache, e, immancabilmente, gli asparagi, le orchidee selvatiche e i cactus.

Adv

Sentieri e panorami da sogno

Filicudi è una meta ideale per gli appassionati di escursionismo. I sentieri nella parte occidentale dell’isola, pur essendo brevi, sono impegnativi e richiedono almeno quattro ore per essere completati, offrendo numerose occasioni di sosta e riflessione. Uno dei percorsi più celebri porta dal porto al Villaggio Preistorico, dove si possono ammirare i resti di antiche capanne e macine di pietra romane. Altri sentieri suggestivi, come quello che da Val di Chiesa conduce a Zucco Grande, l’unico luogo dell’isola con una sorgente d’acqua, offrono scorci incantevoli. Infine, i cammini che portano alla baia di Pecorini, un villaggio affascinante e amato dai velisti, culminano in tramonti ipnotici, da godere con un aperitivo al Saloon, un piccolo e intimo bar sulla spiaggia.

Filicudi, l’isola dall’energia silenziosa - Be Sicily Mag - Filicudi la baia di Filicudi Porto vista dal villaggio preistorico
Vista sul Villaggio Preistorico, Filicudi

Dove mangiare

Filicudi è meta di gastronomia, neanche a dirlo, a chilometro zero. Ai sette ristoranti tra l’area del porto, quella di Rocca dei Ciauli e di Pecorini (tra i più noti, La Sirena, La Scogliera e Vialla La Rosa) l’isola offre anche gustose esperienze di home restaurant. Non sono poche le cuoche locali che prendono “per la gola” i viaggiatori motivati ad arrivare sull’isola per entrare in contatto anche con i suoi sapori speciali, regalati da mare e terra. Tra i piatti irrinunciabili, il totano ripieno. La ricetta filicudara prescrive pangrattato, formaggio pecorino, pomodoro, basilico, sale, olio d’oliva extravergine e, per ammorbidire ulteriormente, qualche goccia di Malvasia eoliana: tutti ingredienti prima sapientemente amalgamati, poi introdotti nella sacca di questo mollusco dalle carni gommose e saporite.

Dove dormire

Insieme con una buona offerta di affitti brevi di piccole case di pescatori a ridosso dei due porticcioli dell’isola e di alcune case eoliane nelle contrade più alte, come quella di Serro, Filicudi offre quattro comodi alberghi. Quello con la maggiore disponibilità di camere è il Phoenicusa, a Filicudi Porto. Più piccoli ma più d’atmosfera sono La Canna, la cui vista su Capo Graziano è d’impatto e i comodi cottage ristrutturati di Villa La Rosa. Tradizionale struttura ricettiva giù a Pecorini è invece La Sirena.

Adv
Condividi questo articolo sui tuoi social...

ULTIMI ARTICOLI

consigliato da be

Extempora: l’arte di immaginare sostenibile

C’è un filo che unisce idealismo, estetica e responsabilità ambientale: è il percorso di Extempora Servizi, l’impresa fondata da Davide Anello nel 1997, frutto...

non perderti

spot_img