Un profondo legame, che andava oltre la semplice residenza estiva, un tributo che segna un atto di riconoscenza e amore per l’isola. La Giunta comunale di Pantelleria ha deliberato la proposta di intitolare l’aeroporto dell’isola a Giorgio Armani, il grande stilista recentemente scomparso il 4 settembre all’età di 91 anni.
L’intento, come si legge nella delibera, non è un semplice omaggio formale, ma un gesto radicato nella coscienza della comunità pantesca. Armani, cittadino onorario dal 2006, non è mai stato un ospite distaccato. La sua presenza a Pantelleria, in particolare a Cala Gadir, un pittoresco borgo di pescatori, è stata un’opportunità di crescita per l’intera isola.
Lo stilista, infatti, ha contribuito con donazioni concrete e significative. Tra quelle conosciute, oltre a interventi di grande valore per la sanità locale, come una Tac e un mammografo per l’ospedale Nagar, ha salvato il cinema locale e ha finanziato con 800 mila euro la realizzazione di sistemi per l’acqua nei porticcioli di Cala Tramontana e Gadir.
Il sindaco di Pantelleria Fabrizio D’Ancona ha sottolineato l’importanza del rapporto tra Armani e l’isola: “Pantelleria, per Armani, non fu un rifugio episodico né un semplice scenario: fu luogo d’anima, spazio di ispirazione, orizzonte di bellezza severa e dolce insieme”. Il nuovo nome proposto, Aeroporto di Pantelleria-Giorgio Armani, vuole essere, secondo l’amministrazione, “un tributo alla sua persona e un segno di identità per la comunità pantesca”.
Re Giorgio e Pantelleria
Il legame tra Giorgio Armani e Pantelleria non è stato un amore a prima vista, come lo stesso stilista ha raccontato in passato, definendo l’isola “brulla, scontrosa, rude“. Ma la sua bellezza selvaggia e la sua natura aspra, fatta di roccia vulcanica e vento, hanno finito per conquistarlo profondamente, tanto da diventarne il “luogo dell’anima“. Armani ha acquistato e ristrutturato una villa con sette dammusi, integrandosi in modo discreto nel paesaggio e trasformando la proprietà in un manifesto del suo stile: linee pulite, colori naturali e armonia con l’ambiente circostante.
La sua presenza a Cala Gadir, un luogo quasi inaccessibile, non è mai stata ostentata, ma ha lasciato un segno tangibile. Oltre alle donazioni per la sanità e la cultura, lo stilista ha investito nella cura del paesaggio, realizzando un palmeto che è diventato una vera e propria attrazione dell’isola, a testimonianza del suo impegno a valorizzare e rispettare la natura del luogo. La sua villa è stata per anni un rifugio di quiete e ispirazione, un luogo dove ritrovare l’essenza della semplicità e un’eleganza senza tempo.



















