Pantelleria, nel giorno del decennale del Parco nazionale, ha mostrato con chiarezza un doppio livello: il riconoscimento pubblico di un luogo centrale per il Paese e, insieme, la fragilità di servizi che per chi vive tutto l’anno restano essenziali. La visita di Sergio Mattarella, la prima di un Capo dello Stato sull’isola, ha dato forma a questo passaggio. Nell’hangar dell’aeroporto, poi tra piazza Cavour, il museo geo-naturalistico e l’Arco dell’Elefante, la giornata ha tenuto insieme rappresentanza istituzionale e vita concreta. Ed è proprio dentro questa compresenza che è riemerso il tema del punto nascita.
Mattarella celebra 10 anni di Parco nazionale
Per Pantelleria il decennale del Parco nazionale è stato molto più di una ricorrenza amministrativa. La presenza del Presidente della Repubblica ha segnato un riconoscimento pieno del valore dell’isola nel sistema Paese, in una stagione in cui le periferie geografiche chiedono di essere lette per quello che rappresentano davvero. Anche in Sicilia accade spesso che i luoghi più esposti sul mare vengano raccontati solo per la loro distanza. Qui, invece, il centro del discorso è stato il loro peso politico, civile e culturale.
Mattarella ha dato a questo passaggio parole nette. “Le isole cosiddette minori sono tutte di grande rilevo per l’equilibrio e il futuro del Paese. Quindi richiedono un’attenzione di cura e tutela costante, ciascuna con le sue specificità”. Poi ha riportato Pantelleria dentro una prospettiva più ampia, legata all’intreccio tra paesaggio e cittadinanza: “l’importanza che Pantelleria riveste per la nostra Repubblica”. Nel suo intervento è tornata anche l’idea del parco come luogo vivo, che tiene insieme conservazione, ricerca, approfondimento ed educazione, con un richiamo preciso ai bambini resi protagonisti della giornata.
Pantelleria rilancia il punto nascita sull’isola
Dentro un appuntamento dal profilo così alto, la questione del punto nascita ha riportato la discussione su un terreno immediato. Italo Cucci l’ha formulata davanti al Capo dello Stato con parole dirette: “A Pantelleria nascono più bambini che altrove, ma non in questa isola, che è la più bella del mondo: allora l’unica cosa che le chiedo presidente, vorremmo riavere il punto nascita qui”. In poche righe c’è il nodo delle isole minori, dove il prestigio di un luogo può convivere con l’assenza di un presidio sanitario decisivo. Il tema riguarda la continuità assistenziale e il diritto a non trasformare ogni gravidanza in una prova logistica. Senza un punto nascita, le donne sono costrette a spostarsi sulla terraferma o in altri centri attrezzati, con tempi da programmare in anticipo e margini di incertezza che su un’isola pesano di più.
Pantelleria diventa così un caso simbolo di un equilibrio difficile. Il Parco nazionale accresce prestigio, attrattività e responsabilità pubblica verso l’isola, e lo fa in un territorio dove natura e storia, come ha ricordato Mattarella, si tengono da sempre. Però la tutela del paesaggio, da sola, non risolve la qualità della vita di chi resta. Sanità, collegamenti, servizi essenziali: è su questo crinale che le isole minori italiane, dalla Sicilia all’arcipelago più lontano, continuano a misurare la distanza tra rappresentazione e realtà.



















