Davide La Cara
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Giornalista formatosi tra Palermo, Roma e Milano, ha collaborato con diverse testate nazionali e siciliane, trattando temi che spaziano dalla politica al cinema, dall'attualità alla musica. Autore e conduttore radiofonico, ha sviluppato progetti editoriali e radiofonici, raccontando il mondo con uno sguardo critico e innovativo.

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“Senza giornalismo non c’è verità”: la Sicilia ricorda Mauro Rostagno

Il giornalista che scelse la TV come arma contro la mafia: l'eredità di Mauro Rostagno, simbolo di impegno civile a 37 anni dalla sua uccisione

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Davide La Cara
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Il giornalismo, quando è autentico, non si limita a raccontare i fatti: li scava, li mette in relazione, li porta alla luce anche quando fanno paura. Mauro Rostagno, attivista e giornalista di origine piemontese, aveva scelto di farlo in Sicilia, nella Trapani degli anni Ottanta, una terra in cui la mafia puntava ad alimentare l’omertà per occultare la giustizia. Un sacrificio che pagò con la sua stessa vita. La sera del 26 settembre 1988 venne infatti ucciso da un commando di Cosa Nostra. A distanza 37 anni, l’Italia lo ricorda come simbolo di impegno civile.

Chi era Mauro Rostagno

Al suo arrivo in Sicilia, Rostagno veniva da un periodo intenso di esperienze nel mondo della controcultura e dell’impegno sociale. A Trento aveva colaborato con Renato Curcio e Adriano Sofri e era stato animatore del celebre centro culturale Macondo di Milano. A un certo punto della sua vita, scelse di cambiare. Trasferitosi a Trapani, aveva deciso di usare la televisione come arma civile, dando voce a chi non ne aveva, e denunciando con coraggio i poteri occulti che intrecciavano mafia, politica ed economia. Un giornalismo diretto, semplice e popolare, capace di entrare nell coscienze dei cittadini siciliani, congelate dall’oppressione mafiosa.

La gente rimaneva incollata davanti alla tv per sentire parlare Rostagno durante il suo programma nella rete locale RTC. Innumerevoli i suoi servizi passati alla storia. Tra questi quello che diede ampia libertà di parola a Paolo Borsellino e Leonardo Sciascia, in quegli anni nell’occhio del ciclone, lasciandoli raccontare come la mafia si stava trasformando e acquisendo sempre più potere, anche nei palazzi delle istituzioni e nei media. E ancora, l’intervista alla mamma di Roberto Antiochia, il poliziotto ucciso a Palermo con il suo dirigente Ninni Cassarà.

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Ritratto di Mauro Rostagno

L’omicidio

È per fermare le sue azioni rivoluzionarie che, la sera del 26 settembre 1988, la mafia uccise Mauro Rostagno. Un commando di uomini lo intercettò in contrada Lenzi, aprendo il fuoco sulla sua Fiat Duna bianca. Il giornalista aveva solo 46 anni. Il suo nome è oggi tra quelli delle vittime di mafia ricordate dall’Ordine dei Giornalisti di Sicilia.

Le commemorazioni

“Ricordare Mauro de Mauro e Mauro Rostagno in questo settembre di sangue per i giornalisti siciliani è un impegno che l’Associazione Siciliana della Stampa ha voluto proporre in varie tappe. Oggi è quella dedicata a Mauro Rostagno, assassinato dalla mafia il 26 settembre del 1988″ si legge in una nota dell’Associazione.  

“È proprio al Giardino della Memoria di Ciaculli, uno spazio che l’Associazione Siciliana della Stampa, insieme all’Associazione Nazionale Magistrati, cura in memoria delle tante vittime di Cosa nostra c’è naturalmente anche quella di Mauro Rostagno, ucciso a 46 anni in contrada Lenzi, alle porte di Trapani. Rostagno infatti nel 1999 è stato iscritto all’Ordine dei Giornalisti di Sicilia, a far data dal 26 settembre 1988. Questa iscrizione ‘alla memoria’ è un riconoscimento formale dell’importanza della sua attività giornalistica.

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Leggi anche:  Palermo ricorda Cassarà e Antiochia: 41 anni dopo, messa e cerimonia sul luogo dell'agguato

Oggi nel trapanese sono state organizzate una serie di iniziative in ricordo del giornalista. Alle 11 al cimitero monumentale di Valderice, dove è sepolto, è prevista una cerimonia laica. Nel pomeriggio, invece, nella sala consiliare di Palazzo Cavarretta a Trapani si terrà la cerimonia ufficiale di conferimento della cittadinanza onoraria a Mauro Rostagno un atto simbolico che arriva con un ritardo di ben 37 anni. Quindi alle 18 alla biblioteca Fardelliana è in programma la presentazione della nuova edizione del fumetto ‘Mauro Rostagno, prove tecniche di un mondo migliore‘”.

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