C’è un vulcano che non smette di sorprendere, non solo con la sua forza primordiale ma anche con i tesori che regala ai vignaioli che lo abitano. Sulle pendici settentrionali dell’Etna nasce il Pàlici Spumante Etna DOC Bianco Brut Metodo Classico, uno spumante che racchiude l’anima minerale e la freschezza di un territorio unico. E oggi ha un motivo in più per farsi notare: al Concorso Mondiale di Bruxelles 2025 ha conquistato la medaglia d’oro, entrando ufficialmente nell’élite degli spumanti italiani.
Il vino in poche parole
Il Pàlici è frutto di un vitigno nobile e versatile come il Nerello Mascalese, trasformato in un’etichetta capace di sorprendere per eleganza e complessità. Non è soltanto uno spumante, ma un racconto di pietra lavica, altitudine e pazienza artigianale.
Scheda tecnica
- Vitigno: 100% Nerello Mascalese
- Denominazione: Etna Spumante D.O.C.
- Zona di produzione: Versante nord dell’Etna, contrada Pontale Palino (650 m slm)
- Terreno: vulcanico, ricco di potassio e ferro
- Sistema di allevamento: cordone speronato
- Età media vigneti: 10 anni
- Vendemmia: settembre
- Affinamento: Metodo Classico, minimo 36 mesi sui lieviti + 4 mesi dopo la sboccatura
- Gradazione alcolica: 12,5% vol.
- Residuo zuccherino: 6 g/l
- Temperatura di servizio: 8–10 °C
- Calice consigliato: flûte panciuto o tulipano medio
Carattere e proprietà organolettiche
Nel calice si presenta con un giallo dorato luminoso, impreziosito da un perlage fine e persistente. Al naso offre un bouquet complesso: note minerali vulcaniche si intrecciano a profumi di crema pasticcera, crosta di pane, agrumi, mela verde e fiori mediterranei. Il sorso è secco, fresco e sapido, con una delicata effervescenza che accompagna la lunga persistenza gustativa, lasciando un elegante ricordo agrumato.
Cosa ci mangi con un vino così?
Perfetto come aperitivo di classe, il Pàlici sposa alla perfezione piatti delicati di mare: risotti ai frutti di mare, crudités di pesce e crostacei, tartare di pesce fresco. Per chi ama osare, può sorprendere anche con tempura di verdure croccanti o con formaggi freschi e leggermente stagionati.
Piatto siciliano in abbinamento
Immaginate un piatto di gamberi rossi di Mazara crudi, conditi solo con un filo d’olio extravergine e qualche cristallo di sale marino. La dolcezza e la sapidità del crostaceo incontrano la freschezza minerale del Pàlici, creando un equilibrio che racconta la Sicilia in tutta la sua essenza: mare e vulcano in un unico abbraccio.
La storia che racconta
Il Pàlici nasce da una viticoltura che affronta le sfide del vulcano: terreni neri, ricchi di minerali, escursioni termiche marcate e un microclima che esalta la personalità del Nerello Mascalese. Dietro c’è la filosofia di chi crede nella pazienza: tre anni di attesa sui lieviti per raggiungere una complessità degna dei grandi spumanti metodo classico.
Perché vale la pena provarlo
Perché bere il Pàlici significa scoprire come l’Etna sappia trasformarsi in bollicine di classe internazionale. E oggi, con la medaglia d’oro al Concorso Mondiale di Bruxelles 2025, questo spumante si consacra come ambasciatore della Sicilia enologica più raffinata.



















