Gibellina, Capitale italiana dell’Arte Contemporanea 2026, ha attuato un ampliamento del proprio Museo d’Arte Contemporanea, con nuovo percorso dedicato ai non vedenti. Quest’ultimo prevede l’inserimento di nuove tecnologie, che possano rendere la struttura accessibile a un pubblico più ampio. I non vedenti potranno andare alla scoperta delle opere presenti nell’esposizione, toccandole. Un modo per evidenziare che l’arte può essere percepita non solamente attraverso la vista, ma anche attraverso il tatto.
Il percorso artistico per non vedenti a Gibellina
Il percorso per non vedenti al Museo d’Arte Contemporanea di Gibellina comprende due nuove sale, con un tappeto-corridoio che accoglie i visitatori sin dall’esterno, guidandoli in un viaggio sensoriale che unisce tatto, suono e immaginazione.
Nella prima sala, sei opere, tra cui La notte di Gibellina di Renato Guttuso, prendono forma attraverso il rilievo tattile e le voci narranti in cuffia. Nella seconda, le pareti diventano vive: proiezioni e disegni generati dall’intelligenza artificiale amplificano l’esperienza visiva, migliorando l’esperienza per tutti i visitatori.
Grazie a un’app dedicata, ogni visitatore può ascoltare sullo smartphone la storia di oltre quaranta opere del museo. Un percorso che dunque unisce innovazione e inclusione.
Un investimento per Gibellina
Il progetto consiste in un investimento importante, con 500 mila euro derivanti dai fondi PNRR per Gibellina, cittadina che nel 2026 sarà Capitale italiana dell’Arte Contemporanea e che quindi punta sempre di più sulle proprie strutture. L’iniziativa, pensata e avviata due anni fa, è stata presentata presso la sala conferenze del museo dedicato a Ludovico Corrao, con la presenza di diversi membri delle istituzioni.
“È un ulteriore arricchimento nella fruizione del museo, proprio mentre la nostra città si prepara alle iniziative legate al titolo di Capitale dell’Arte Contemporanea”, ha dichiarato il sindaco Salvatore Sutera. “Con questa inaugurazione si completa il percorso del progetto finanziato con i fondi PNRR – ha aggiunto il prefetto Lupo – trasformando le risorse investite in un patrimonio concreto e accessibile a tutti i cittadini”.




















