Maurilio Catalano – Il pittore che dipinge i sogni non è soltanto una mostra d’arte, ma un racconto di vita. L’esposizione, fortemente voluta dall’Università degli Studi di Palermo, dalla Fondazione Buttitta e dal Sistema Museale d’Ateneo (SiMUA), con la collaborazione della Fondazione Maurilio Catalano e il patrocinio del Comune di Palermo, aprirà al pubblico giovedì 30 ottobre alle ore 18 presso la Sala delle Verifiche del Complesso Monumentale dello Steri.
Prima dell’inaugurazione, alle ore 17, nella Cappella di Sant’Antonino Abbate, si terrà una conferenza di presentazione con gli interventi del rettore Massimo Midiri, del sindaco Roberto Lagalla, di Ignazio Buttitta, Pietro Cannella, Michelangelo Gruttadauria e del curatore Aldo Gerbino.
Un percorso biografico tra immagini, opere e memoria
La mostra è concepita come un racconto biografico che intreccia arte e vita, con una sezione centrale dedicata alle fotografie che testimoniano il profondo legame di Catalano con Palermo. Tra gli scatti più significativi, quelli dell’inaugurazione della storica galleria Arte al Borgo, crocevia di idee e fermenti culturali, che vide la presenza di figure come Renato Guttuso, Leonardo Sciascia, Pasqualino Noto, Giorgio Gaber e Carlo Levi.
Accanto alle fotografie, una trentina di opere ripercorrono l’evoluzione creativa dell’artista: dalle pitture su plexiglas degli anni Sessanta e Settanta agli acrilici su tela, dagli ex voto alle installazioni lignee, fino alle tele che racchiudono gli elementi iconici della sua poetica — mongolfiere, barche, vapori, ruote, ancore e fiocine.

L’anima di Palermo nei colori di Catalano
Le parole del Rettore Massimo Midiri riportano la memoria al 1994, quando lo Steri ospitò una grande antologica di Catalano: “Un artista profondamente legato al mare e al suo humus palermitano, capace di raccontare il mondo del lavoro e la spiritualità della città con un linguaggio di intensa umanità”.
Anche il sindaco Roberto Lagalla ne sottolinea la forza visionaria: “Catalano ha saputo guardare dentro Palermo con la lente dell’artista e dell’intellettuale, capace di denunciare senza retorica e raccontare senza sconti una città viva, contraddittoria e poetica”.
Arte al Borgo: la fucina culturale di un’epoca
Come ricorda Michelangelo Gruttadauria, presidente del SiMUA, la galleria Arte al Borgo rappresentò uno dei centri più vivi della Palermo culturale: “Uno spazio elettivo per intellettuali, scrittori e poeti, da Leonardo Sciascia ad Alfonso Gatto, da Nino Buttitta a Vittorio Frosini”. Un luogo dove arte e pensiero si intrecciavano, e dove Catalano trovava ogni giorno nuova linfa per i suoi sogni dipinti.
L’artista e la sua eredità
Per Ignazio Buttitta, presidente della Fondazione Buttitta, l’arte di Catalano è una continua reinvenzione della realtà: “Non si è mai limitato a imitare, ma ha sempre idealizzato, ricreando la Sicilia che amiamo e che, grazie a lui, continuerà a vivere nell’immaginario collettivo”.
Un legame inscindibile tra vita e creazione, come osserva il curatore Aldo Gerbino: “Catalano era una figura in cui sostanza vitale e linguaggio artistico coincidevano. Nelle sue opere si sente il respiro del mare, il sogno del viaggiatore, la fragranza salmastra della sua Palermo”.
Catalogo e pubblicazione
La mostra sarà accompagnata da una pubblicazione di circa 200 pagine, omaggiata ai visitatori, che raccoglie la storia e la memoria artistica di Catalano, con testi e testimonianze di Leonardo Sciascia e Alfonso Gatto, grandi amici e estimatori del pittore.
Una vita per l’arte
Nato a Palermo nel 1942, figlio del pittore Eustachio Catalano, Maurilio fu docente all’Accademia di Belle Arti e fondatore, nel 1963, della galleria Arte al Borgo.
Ha esposto in tutta Europa e in Sud America, rappresentando la Sicilia con il suo stile onirico e inconfondibile. Dalle grandi personali al Parlamento Europeo di Strasburgo (1992) fino alle mostre a Palazzo dei Normanni e Fondazione Sant’Elia, la sua carriera è stata un continuo viaggio tra arte e territorio.
La sua firma vive ancora oggi nelle opere pubbliche, come “Le Barche” all’Aeroporto Falcone Borsellino, e nei libri illustrati per Sciascia, Collura e Savatteri.




















