Ogni anno, il 9 ottobre, si celebra la Giornata Mondiale della Posta, istituita per ricordare la fondazione dell’Unione Postale Universale nel 1874.
Ma molto prima che il mondo si organizzasse per far viaggiare lettere e pacchi da un continente all’altro, la Sicilia — e in particolare Palermo — aveva già una sua rete postale, efficiente, ingegnosa e a tratti persino romantica.
Un viaggio nel tempo che parte dal Cinquecento, quando le notizie correvano a cavallo e i portoni delle “Case delle Poste” si aprivano solo ai corrieri più fidati.
Alle origini della posta siciliana: corrieri, ducati e carrozze
La più antica notizia documentata di un servizio postale in Sicilia risale al 1549, quando Don Francesco Zappata ricevette dall’imperatore Carlo V l’incarico di “Maestro delle Poste del Regno di Sicilia”.
Un titolo altisonante, ma anche un lavoro di grande responsabilità: garantire che lettere e dispacci raggiungessero ogni angolo dell’isola, spesso attraverso strade impervie o mari in tempesta.
Più tardi, nel 1624, l’ufficio passò a Donna Vittoria De Sassis, che sborsò l’enorme cifra di 49.000 ducati castigliani per assicurarsene la gestione. Nel Settecento, toccò poi alla famiglia Alliata e Colonna, fino a quando, nel 1731, la Regia Corte riscattò l’ufficio, rendendolo un servizio governativo.
All’epoca le lettere viaggiavano in “vetture” o a cavallo, e i corrieri partivano da Palermo per raggiungere le città del Regno: un intreccio di percorsi che costituiva la spina dorsale della comunicazione isolana.
Le prime sedi postali di Palermo
La sede più antica dell’ufficio postale era nel Palazzo Marchese, nel Piano di Cattolica — dove oggi resta il vicolo dei Corrieri, un nome che conserva la memoria di quei tempi.
Nel 1734, la “Correria” si trasferì nel Palazzo dei Villafranca, in Piazza Bologni, poi in via Maqueda, accanto alla chiesa di San Cataldo.
Qui il servizio postale rimase fino al 1936, quando venne inaugurato il nuovo Palazzo delle Poste di via Roma, simbolo del modernismo razionalista dell’epoca e ancora oggi punto di riferimento per i palermitani.
Cinque sedi in oltre due secoli: un percorso che racconta non solo la storia di un servizio, ma anche quella di una città in continuo movimento.
Dalla “Correria vecchia” alla Giornata Mondiale della Posta
Celebrare oggi la Giornata Mondiale della Posta significa riconoscere il valore di una rete che, nei secoli, ha saputo evolversi senza perdere il suo spirito originario: connettere persone e comunità.
In Sicilia, quella connessione partiva da vicoli come quello dei Corrieri e arrivava fino ai borghi più remoti. Oggi, parte da un clic o da un locker automatico, ma il senso resta lo stesso: unire.
Il tema scelto dall’UPU per il 2025 — “Post for People: servizio locale, portata globale” — sembra scritto apposta per questa terra, dove la posta è sempre stata un servizio “locale” nel cuore, ma con una portata universale nell’anima.
Lettere dal passato (e per il futuro)
Forse oggi non scriviamo più lettere a mano, ma la posta continua a raccontare la storia di chi siamo e di come comunichiamo.
Ogni timbro, ogni indirizzo, ogni francobollo è un frammento di memoria collettiva.
E se un giorno vi capiterà di passeggiare per Palermo, fermatevi nel vicolo dei Corrieri o davanti al palazzo delle Poste di via Roma: ascolterete ancora l’eco lontana di cavalli, carrozze e voci che annunciavano “arriva la posta!”.






















