Michela Giuffrida
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Giornalista professionista, “salta” dalla televisione, alla carta stampata al web con grande agilità. Folgorata sulla via del giornalismo enogastronomico, è diventata Sommelier con la Fondazione Italiana Sommelier. Dopo un Master all’Università Sapienza di Roma, ha conseguito il diploma di Cerimonialista professionista. Insegna Comunicazione e storytelling e recentemente è entrata nella squadra di Ferpi, la Federazione Relazioni Pubbliche. Tra le sue tante passioni quella della politica che l’ha portata a Bruxelles come eurodeputato. Per i suoi meriti professionali, il presidente Giorgio Napolitano l’ha nominata Cavaliere della Repubblica.

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Nel 2050 un bambino su due sarà miope: a Catania medici e ottici fanno il punto sulla prevenzione

L’incontro “I genitori e la salute visiva dei loro bambini: cosa pensano le famiglie italiane sulla gestione della miopia” è stato organizzato negli spazi di Isola Catania

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Giornalista professionista, “salta” dalla televisione, alla carta stampata al web con grande agilità. Folgorata sulla via del giornalismo enogastronomico, è diventata Sommelier con la Fondazione Italiana Sommelier. Dopo un Master all’Università Sapienza di Roma, ha conseguito il diploma di Cerimonialista professionista. Insegna Comunicazione e storytelling e recentemente è entrata nella squadra di Ferpi, la Federazione Relazioni Pubbliche. Tra le sue tante passioni quella della politica che l’ha portata a Bruxelles come eurodeputato. Per i suoi meriti professionali, il presidente Giorgio Napolitano l’ha nominata Cavaliere della Repubblica.
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Nel 2050 un bambino su due sarà miope. La stima è dell’Organizzazione mondiale per la Sanità che prevede che, tra venticinque anni, 5 miliardi di persone nel mondo soffriranno di disabilità visiva. Anche in Italia i numeri corrono: oggi un genitore su tre ha almeno un figlio miope ma il fenomeno è in costante crescita con una prevalenza – dice l’indagine Ipsos commissionata da EssilorLuxottica – che è passata dal 25% del 2000 al 35% attuale. L’incremento è evidente soprattutto tra i più piccoli, complici ore di studio e gioco davanti agli schermi, luci artificiali, uso massiccio di tablet e smartphone, poca vita all’aria aperta e scarsa cultura della prevenzione delle famiglie. Una responsabilità che investe i genitori che – come risulta dall’indagine condotta su mille famiglie – solo nel 40% dei casi sono consapevoli della progressione della miopia nei bambini.

Prevenzione e rete tra professionisti: l’incontro di Catania

Informazione e prevenzione possono fare tanto. Così l’incontro “I genitori e la salute visiva dei loro bambini: cosa pensano le famiglie italiane sulla gestione della miopia”, organizzato negli spazi di Isola Catania il 31 ottobre, è servito a far incontrare oculisti, pediatri e ottici nell’ambito d nell’ambito del progetto nazionale lanciato da EssilorLuxottica, che ha già fatto già tappa a Milano e Mestre, puntando alla necessità di creare una rete integrata tra specialisti, famiglie e istituzioni. 

“Molti non sanno che la miopia non è solo un difetto della vista – ha spiegato Teresio Avitabile, direttore della Clinica Oculistica dell’Università di Catania – ma una condizione che, se non trattata, aumenta il rischio di complicanze come distacco di retina e maculopatia. Invece, in genere, alla visita specialistica si arriva solo quando il bambino manifesta disagio nel momento in cui deve imparare a leggere”.  Anche su questo punto, è l’indagine è parlare chiaro: nel nostro Paese la prima visita oculistica avviene in media a 5,8 anni, cioè quando il bambino entra nel mondo scolastico e i disturbi della vista iniziano a farsi notare. Solo il 27% delle famiglie infatti porta i figli dall’oculista per un controllo preventivo, e appena il 40% dei genitori conosce la velocità con cui la miopia può progredire. “La prima visita – avverte Avitabile – andrebbe fatta alla nascita e poi ripetuta in collaborazione con pediatri e scuole”.

Il ruolo dei pediatri e l’importanza dello stile di vita

L’allarme su una condizione che può incidere sullo sviluppo cognitivo e sociale del bambino è condiviso dalla Federazione italiana medici pediatri. “Segnali come la difficoltà di concentrazione o il bisogno di avvicinarsi troppo agli schermi non vanno sottovalutati”, ha rimarcato, durante il dibattito, il pediatra Filippo Di Forti. “Le visite pediatriche devono diventare un’occasione di counseling, perché molte famiglie non hanno ancora chiaro che la salute visiva è parte integrante del benessere generale”. 

Dietro ai numeri, ci sono anche aspetti emotivi. La ricerca Ipsos racconta che molti genitori vivono con ansia la gestione della miopia dei figli, spesso per mancanza di informazioni affidabili o di tempo per approfondire. Da qui la necessità di un percorso educativo continuo che promuova comportamenti corretti già in età prescolare. Senza dimenticare l’apporto fondamentale che un corretto stile di vita fornisce al benessere e alla salute generale. “Nei Paesi orientali – ricorda Antonio Longo, ordinario di Oculistica all’Università di Catania – molti istituti impongono che almeno due ore al giorno delle attività scolastiche si svolgano all’aperto e i risultati sono significativi. L’esposizione alla luce naturale riduce il rischio di sviluppare miopia”.  

Nuove tecnologie e cultura della prevenzione

Il percorso di gestione della miopia è dunque un mix che prevede consapevolezza, stile di vita, controlli periodici ma anche interventi mirati per non limitarsi a correggere la vista, gestendo invece la progressione del disturbo nel tempo. “Non siamo più ‘disarmati’ come un secolo fa – ha spiegato Pierluigi Parisotto di EssilorLuxottica – oggi la tecnologia mette a disposizione strumenti efficaci: tra questi le lenti Stellest, basate sulla tecnologia H.A.L.T., che grazie a 1.021 microlenti invisibili rallentano l’allungamento del bulbo oculare e la progressione della miopia fino al 67% nei bambini che le indossano con regolarità”. Accanto alle soluzioni ottiche, la prevenzione passa dall’informazione. Con questo obiettivo è nata “Missione Occhi dei Bimbi”, una guida educativa pensata per aiutare i genitori a riconoscere i primi segnali della miopia e a prendersi cura della vista dei figli fin dai primi anni di vita. 

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